HomeCulturaIl Liberty, età dell'oro per Palermo: mostra a Palazzo Sant'Elia

Il Liberty, età dell’oro per Palermo: mostra a Palazzo Sant’Elia

Simbolo della mostra è la cosiddetta “pupa del Capo”. Il percorso espositivo va dal 1897, data dell’apertura del Teatro Massimo di Giovan Battista Filippo e di Ernesto Basile, fino al 1923 anno dell’ultimazione della costruzione del Cinema Massimo

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PALERMO. Circa 500 opere, fra disegni di architettura e di arti applicate, arredi, dipinti, sculture, arazzi, ceramiche, bozzetti decorativi, abiti e gioielli provenienti da 70 collezioni pubbliche e private. “Palermo Liberty – The Golden Age”, una vera e propria età dell’oro, che vede lavorare insieme grandi progettisti, pittori, scultori, decoratori, artigiani e imprese produttive per realizzare una città nuova, adatta alle esigenze della modernità e della borghesia. In un periodo di cambiamenti e di sviluppo economico e sociale della città, si afferma, sotto l’egida di Ernesto Basile, una scuola che fa della città una delle capitali italiane di questo stile. In quegli anni si sviluppa, infatti, a Palermo una temperie culturale che, pur non dimentica delle sue radici, elabora una maniera autonoma di guardare al dibattito europeo coevo e abbraccia tutti i settori della creatività con un linguaggio legato agli stilemi dell’Art nouveau.

La mostra “Palermo Liberty. The Golden Age”, a cura di Cristina Costanzo, Massimiliano Marafon Pecoraro ed Ettore Sessa, è un progetto della Fondazione Sant’Elia, ideato e coordinato da Antonio Ticali, Sovrintendente della Fondazione. La realizzazione si avvale di un Comitato scientifico. L’allestimento è curato da Silvia Cattiodoro e Calogero Vinci dell’Università degli Studi di Palermo. Le video installazioni sono realizzate da Calogero Sorce.

Simbolo della mostra è la cosiddetta “pupa del Capo”, opera a mosaico che raffigura Demetra, dea pagana protettrice dei cicli vitali del raccolto, amatissima dagli abitanti del mercato del Capo, dove era collocata fino a poco tempo fa come insegna del panificio Morello e da dove è stata rimossa per essere restaurata e meglio conservata a Palazzo Ajutamicristo. Il percorso espositivo, che occupa tutto il palazzo Sant’Elia, va dal 1897, data dell’apertura del Teatro Massimo di Giovan Battista Filippo e di Ernesto Basile, fino al 1923 anno dell’ultimazione della costruzione del Cinema Massimo di Giovan Battista Santangelo, allievo di Ernesto Basile, ed è diviso per stanze tematiche, con l’inserimento di documenti video e una video installazione (realizzata da Calogero Sorce).

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