PALERMO. La poesia come strumento di crescita, libertà e consapevolezza. Si è svolta questa mattina al Teatro Politeama di Palermo la IV edizione del concorso “Poeticamente giovani. Sul Cassaro la poesia”, iniziativa promossa dalla rete Al Qsar e dedicata alla memoria della prof.ssa Giovanna Somma. Un appuntamento che ha riunito studenti, dirigenti scolastici, istituzioni e docenti delle scuole del centro storico palermitano, trasformando il teatro cittadino in un grande laboratorio di parole, emozioni e identità.
L’evento, realizzato con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo e con il patrocinio della Regione Siciliana, del Comune di Palermo e dell’Accademia di Sicilia, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore Massimo Midiri, del sindaco Roberto Lagalla, del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Filippo Serra e del presidente onorario dell’Accademia di Sicilia Salvatore Lo Bue.
La rete Al Qsar unisce gli istituti del percorso che va da Porta Felice a Porta Nuova: “Vittorio Emanuele II”, “Gioeni Trabia”, “Benedetto Croce”, “Ragusa-Kiyohara”, “Regina Margherita”, “Lombardo Radice” e il “Convitto Nazionale”, scuola capofila.
Tema centrale dell’edizione 2025-2026 è stata la “fame”, interpretata dagli studenti come desiderio di bellezza, libertà, giustizia, ascolto e futuro. “Attraverso questo concorso i ragazzi possono esprimere il loro concetto di bellezza e dare forma al proprio sguardo sul mondo”, ha sottolineato la dirigente scolastica Concetta Giannino, evidenziando il valore educativo della rete scolastica del centro storico nel rafforzare il legame tra giovani e territorio.
Sulla stessa linea anche la dirigente del “Regina Margherita”, Margherita Maniscalco, presidente della giuria: “La poesia educa all’ascolto, alla sensibilità e alla libertà espressiva. In un tempo in cui i giovani cercano spazi autentici per raccontarsi, la parola poetica diventa occasione di incontro e costruzione della propria identità”.
Numerosi gli studenti premiati nelle diverse sezioni del concorso. Per la scuola secondaria di primo grado riconoscimenti a Rosa Lucido e Samuela Ricca del Convitto Nazionale “Giovanni Falcone”. Per il biennio delle superiori premiati Marco Milone, Davide Giuseppe Valvo e Massimiliano Giuseppe Gallo del liceo scientifico “Benedetto Croce”. Nel triennio si sono distinti Ignazio Giuseppe Badalamenti, Francesco Paolo Farina, Lisa Rizzo, Gabriele Pace e Anita Taormina, premiata anche dalla giuria giovani.
A conquistare il titolo di “Reginetta della poesia” per l’anno scolastico 2025-2026 è stata Carla Minaudo, studentessa del liceo delle Scienze umane “Regina Margherita”, con la lirica “Si chiama libertà”, definita dalla giuria un testo “intenso, autentico e capace di oltrepassare il nichilismo giovanile per approdare alla speranza”.
Nel suo intervento conclusivo, Salvatore Lo Bue ha ricordato il valore profondo della poesia: “In un tempo che ha perduto la capacità di ascolto, la poesia rappresenta un ritorno all’origine della nostra umanità”.








