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domenica, 5 Dicembre 2021
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Senza dimora, una notte di festa a Palermo

Sorrisi, spensieratezza e condivisione del "noi" Comunità: Organizzata al Cre. Zi. Plus dal Centro Diaconale La Noce – Istituto Valdese, una iniziativa ludico-culturale per gli ospiti del Centro Agape

Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. “Una serata leggera all’insegna della spensieratezza” per i senza dimora ospiti del Centro Agape. Così l’ha definita Rosario Reginella. Ed è ciò che si è effettivamente potuto percepire nella iniziativa svoltasi lo scorso 29 ottobre all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo, negli spazi antistanti il Cre.Zi. Plus. Lì il multiculturalismo si è unito ai sorrisi delle persone che in quei momenti dimenticavano le proprie ferite, i propri dolori, le proprie solitudini per vivere un momento conviviale in cui dominava il “noi Comunità” senza alcun pregiudizio né barriera.
L’iniziativa rientra all’interno de “La notte dei senza Dimora 2021” all’interno del programma Operativo città metropolitane 2014 – 2020 (PON Metro) del Comune di Palermo.

Anna Ponente, direttrice del Centro Diaconale La Noce, ha ricordato come tali iniziative siano fondamentali per costruire tramite lo strumento della conoscenza il superamento del pregiudizio: “La serata ha un significato molto importante sul piano relazionale e della cura di queste persone poiché è un’occasione per stare insieme al di fuori della vita quotidiana – spiega –. Una vita caratterizzata certamente da vissuti di precarietà, di angoscia sul futuro, di difficoltà di ordine economico, sociale, psicologico. Il gruppo che ha pensato e progettato la serata ha visto coinvolti operatori sociale del Polo ma anche giovani artisti e attivisti, impegnati in città nella tutela e lotta per i diritti umani. La serata per noi del Centro diaconale ha una valenza ulteriore: combattere ogni pregiudizio attraverso la conoscenza“.

Obiettivi del Pon Metro e la collaborazione tra pubblico e privato

Gli obiettivi fondamentali del Pon Metro sono importanti e non potrebbero essere mai raggiunti senza un impegno integrato tra i servizi pubblici e privati. I Poli sono un esempio di collaborazione e progettazione congiunta con il Comune assolutamente preziosa in una città complessa come Palermo – riferisce Anna Ponente -. E’ fondamentale che questi servizi indispensabili per le persone che vivono ai margini in condizioni inaccettabili siano garantiti stabilmente. Anzi integrati da altri che consentano, oltre all’autonomia abitativa, di potere avere un lavoro, una vita sociale“.

La musica energetica dei “nuovi talenti afro-palermitani”

Tre artisti afro-palermitani rispettivamente provenienti dal Senegal e dalla Nigeria hanno deliziato il pubblico con la loro musica energetica che ha portato il pubblico presente a ballare ai ritmi delle canzoni che univano diverse culture e diverse tradizioni con tanto entusiasmo.

L’altra sera è stato un grande piacere per me sebbene non è la prima volta che presento una iniziativa in quanto lo facevo anche in Senegal – riferisce Aliou Ba, conosciuto con il nome d’arte di OGUSTO -. Sono soddisfatto della serata perché queste persone qui presenti sono soggetti molto fragili, alcuni sono stati abbandonati dalle loro famiglia, altri sono stati vittime di violenza fisica, altri ancora hanno avuto altri problemi. Tutto ciò ha influito negativamente sulla loro vita. Si sentono emarginati e hanno bisogno della vicinanza delle persone per sentirsi in famiglia e noi abbiamo colto questa occasione per dire loro che fanno parte di noi e noi ci siamo quando hanno bisogno. Pertanto questo momento ludico contribuirà a far dimenticare per qualche momento i dolori che hanno patito“.

Ho cantato due canzoni dai titoli Story e Shine e su richiesta del pubblico cantai anche la canzone Ojoro – dice Stanley Fidelis, nome d’arte STANBLAZE cantante di origine nigeriana -. L’evento è stato straordinario, ho accolto l’invito del mio amico OGUSTO, e mi sentivo onorato di farvi parte. È stato assolutamente divertente e bello“.

La festa è andata bene perché c’è stata una integrazione tra le diverse culture, i cantanti, ognuno di noi che eravamo lì. Ognuno di noi ha condiviviso qualcosa, è importante per me e anche per gli altri perché alcuni hanno presentato delle attività che non sapevamo – aggiunge Lamin Drammeh, componente dell’asssociazione gambiana -. Abbiamo eseguito dei canti in lingua mandinka che è la nostra madrelingua parlata e conosciuta dalla maggioranza del popolo in Gambia. I balli non hanno di per sé dei nomi specifici ma ci sono stati tramandati dai nostri nonni come una tradizione che per noi rappresenta la normalità“.

Tanta la gioia che si è letta sul volto e negli occhi delle persone senza dimora che hanno partecipato all’iniziativa, tra un sorriso, un applauso e un boccone.

Commozione e riconoscenza: le parole di ringraziamento di Bandiougou

Bandiougou Diawara, fondatore di Giocherenda nonché componente della nostra redazione, ha letto un messaggio pieno di intensità emotiva che ricorre il proprio vissuto nella città  riconoscendo uno per uno chi lo ha aiutato nel tempo: “Sono entrato al Centro Agape (dove lavora come operatore sociale, ndr) con una piccola esperienza. Oggi non è moltissima, ma abbastanza per riconoscerla nelle mie azioni e nei miei pensieri, abbastanza da sentire un’immensa gratitudine per un’opportunità che è per me un dono inestimabile. Sono grato ad Anna Ponente, donna e direttrice di grande forza e generosità, per la quale nutro grande stima. Grazie per avermi accolto con fiducia. Per avermi aiutato nelle difficoltà e per essere stata sempre disponibile tutte le volte in cui avevo bisogno di un consiglio. Le sue parole sono sempre state preziose per me. Il suo amore per questo lavoro è la luce che ci guida in questo percorso a volte non privo di problematiche. Grazie perchè con te ho imparato che il “vero potere è il servizio”, come ha detto Papa Francesco”.
Da Bandiougou un grazie anche ai colleghi, una “squadra accogliente”. “Grazie per avermi insegnato a sostenerci e ad ascoltarci, andando oltre le differenze e i muri che purtroppo spesso inconsapevolmente si alzano –  ha riferito Bandiougou –  Se mi riguardo indietro, vedo un ragazzo entrare con passi incerti verso un percorso sconosciuto. Oggi sono gioioso di camminare insieme a voi, nella condivisione e nell’amore per questo servizio e di festeggiare stasera insieme a tutti voi di essere parte di un progetto che arricchisce e rende felice il cuore“.

Normalità e convivialità, questo è ciò che si evince dalle parole di Bandiougou in merito alla iniziativa: “è stata una serata più che normale, è come quando a casa si è in famiglia, tutti riuniti in un solo momento e cominciano a festeggiare, la gioia dell’incontro è questo momento di condivisione. Giornata molto, molto significativa“.

Il 5 novembre alle 9 nella Sala Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa si svolgerà la “Conferenza dei Servizi Obiettivo Dimora!” che chiuderà il calendario delle iniziative svoltesi in questi giorni.

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