PALERMO – Il volto di una comunità che resiste, si trasforma e si racconta. Stamni, venerdì 15 maggio, è stata inaugurata a Palermo la mostra fotografica “Album” di Anna Fici, a cura di Valentina Console. L’esposizione, visitabile fino al 15 giugno, non è soltanto una rassegna di immagini, ma un momento di ascolto e un atto di cura verso la memoria del quartiere. L’iniziativa, fa parte del progetto “Agorà” del Museo Sociale Danisinni, realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura, inserita nell’ambito del progetto “Panormus” del Comune di Palermo. La mostra, propone un percorso en plein air: le fotografie sono affisse direttamente nella piazza. Attraverso i ritratti in bianco e nero realizzati da Anna Fici (fotografa e sociologa, docente dell’Università di Palermo) Danisinni emerge nella sua complessità. Lontano dai pregiudizi sui quartieri “difficili”, la mostra mette in luce temi universali: il lavoro, i legami familiari, i cambiamenti sociali, il turismo e il rapporto viscerale con il quartiere. Ogni fotografia è accompagnata da un QR Code: inquadrandolo, i visitatori potranno accedere a brevi testi narrativi e testimonianze audio raccolte dagli abitanti, trasformando la piazza in un archivio sonoro e vivente.
“Abbiamo pensato a questa mostra come a un album dei ricordi –, spiega la curatrice Valentina Console –. Più che celebrare un momento preciso, vogliamo osservare un processo in corso. Per lungo tempo Danisinni è rimasto ai margini, pur essendo densissimo di vita. I ritratti di Anna Fici, esposti nello spazio della piazza, interrompono il flusso ordinario e trasformano la quotidianità in esperienza condivisa“.


“Ho accolto con vivo entusiasmo la proposta avanzatami dall’Associazione Museo Sociale Danisinni – ha detto Anna Fici – di realizzare dei ritratti fotografici degli abitanti di questo quartiere. Conosco la passione e la professionalità con cui questa associazione ha agito negli anni, con iniziative di grande valore artistico e sociale. Le persone di Danisinni si sono rivelate vivaci, solidali, generose nel raccontarsi senza mistificazioni. Mi hanno dato l’unica cosa che, fotografando, io cerco: un accesso all’anima“. “Album” rappresenta il culmine di un percorso iniziato nel 2015 con la nascita di Rambla Papireto, frutto della sinergia tra l’Accademia di Belle Arti, la parrocchia e gli abitanti. Un progetto corale che ha visto protagonisti figure come Enzo Patti, Pippo Morello, Fratel Mauro e la famiglia La Ciura, che con la concessione di un terreno di 15.000 metri alla parrocchia ha permesso la nascita della “fattoria” come luogo di cura e sperimentazione.
Parallelamente, il lavoro di racconto e comunicazione di Rossella Puccio ha dato visibilità al quartiere, generando uno scarto fertile tra rappresentazione e realtà. In questo percorso, il teatro – sotto la direzione artistica di Gigi Borruso – ha avuto un ruolo decisivo, attraversando lo spazio domestico e abbattendo le barriere tra scena e vita.








