SAMBUCA DI SICILIA (AGRIGENTO) – Una devozione che attraversa i secoli, capace di intrecciare la grande storia d’Europa, la fede popolare e l’esperienza mistica nei borghi di Sicilia. Il 7 ottobre la Chiesa cattolica celebra la Beata Vergine Maria del Rosario, una ricorrenza profonda che unisce preghiera, memoria e tradizione.
Dalla battaglia di Lepanto alla devozione popolare
La nascita della festività è legata a uno degli eventi più celebri della storia: la battaglia di Lepanto, combattuta il 7 ottobre 1571. In quel giorno la flotta della Lega Santa prevalse su quella ottomana; il Papa Pio V attribuì l’esito dello scontro all’intercessione della Vergine e alla recita del Rosario a cui aveva chiamato tutti i fedeli. Nacque così la festa di “Santa Maria della Vittoria”, poi estesa alla Chiesa universale nel 1716 e fissata definitivamente al 7 ottobre da Papa Pio X nel 1913.
La recita della corona – tradizionalmente associata a una ghirlanda di rose offerta alla Madonna – ha attraversato generazioni e secoli grazie alla sua semplicità. In un susseguirsi di Ave Maria e nella meditazione dei misteri della vita di Cristo, il Rosario continua a rappresentare ancora oggi un momento di silenzio, raccoglimento e affidamento per tantissimi fedeli.
Sambuca e la Chiesa del Rosario nei vicoli saraceni
In Sicilia questa devozione trova radici profonde a Sambuca di Sicilia. Tra le chiese del borgo dedicate alla Vergine, spicca per storia e fascino la Chiesa della Beata Vergine del Santo Rosario, situata nel cuore dei suggestivi vicoli saraceni. È uno dei luoghi di culto più antichi del paese, nato – secondo i racconti popolari – per scacciare via i fantasmi dei saraceni che proprio in quel punto erano stati uccisi e fatti precipitare da una scala.
La figura di suor Vincenza Amorelli e la visione del 1771
In questa chiesa si venerava la statua della Madonna del Rosario, meta costante delle visite e delle preghiere della giovane Vincenza Amorelli, figura carismatica della storia religiosa locale.
A ricordarne il profilo e le virtù è Pietro Valguarnera, discendente della famiglia Amorelli: «L’esperienza contemplativa di suor Vincenza Amorelli portò, come conseguenza, ad una maggiore dedizione verso Dio e i fratelli, specialmente nei riguardi dei più bisognosi. Per questo Dio la onorò di molte grazie e carismi: le estasi e le visioni; il carisma delle guarigione, delle profezie, della conoscenza del cuore e degli spiriti».
Un episodio prodigioso segnò in particolare la vita della Serva di Dio: l’8 ottobre 1771, all’età di 34 anni e mentre si trovava allettata a causa della malattia, suor Vincenza fu trasferita “in spirito” proprio all’interno della Chiesa del Rosario. Come riferì testualmente al suo confessore e padre spirituale: «Fui rapita dai sensi e presente nella Chiesa del SS. Rosario restai nell’unione della Madre, del Figlio e della Trinità Santissima».
Gli appuntamenti di oggi
La comunità di Sambuca si ritrova oggi per rinnovare questo legame indissolubile con la Vergine. Questo pomeriggio, alle ore 18:30, si terrà la Santa Messa presieduta dall’arciprete don Giovanni Corona. Un appuntamento di fede per fermarsi, fare memoria e ripercorrere una tradizione antica che continua a parlare al cuore dei fedeli.








