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Nidi infanzia a Palermo: accede un bambino su otto. L’obiettivo europeo del 33% resta lontano

Il dossier di Movimento Educativo fotografa l’offerta in città: 2.704 bambini accolti e forti differenze tra le otto circoscrizioni

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PALERMO. A Palermo frequentano un nido d’infanzia 2.704 bambini e bambine, pari al 13,1% della popolazione da zero a tre anni. È il dato principale del dossier “Nascere a Palermo”, curato dal Movimento educativo Palermo, che mette a confronto la popolazione residente con l’offerta di nidi comunali, nidi convenzionati, spazi gioco e sezioni primavera nelle otto circoscrizioni.

L’obiettivo europeo fissato a Barcellona era del 33% e doveva essere raggiunto nel 2010. È stato poi spostato al 2027 come obiettivo nazionale. La distanza di Palermo da quel traguardo è di quasi venti punti: per raggiungerlo servirebbero all’incirca 3.800 posti in più rispetto ai 2.973 oggi disponibili. Si tratta di una stima, ricavata applicando la percentuale alla popolazione da zero a tre anni al 31 dicembre 2024.

I numeri principali

· 2.973 posti complessivi, pari al 14,5 per cento della popolazione da zero a tre anni

· 2.704 bambini e bambine accolti, pari al 13,1 per cento

· 2.555 domande presentate al Comune, pari al 12,4 per cento della popolazione da zero a tre anni

· 155 posti per la fascia 3-12 mesi, cioè il 5,2 per cento dell’offerta complessiva

· 269 posti rimasti disponibili, perché domande e offerta non coincidono

“Con questo dossier abbiamo offerto alla cittadinanza una base conoscitiva e di discussione pubblica, nella convinzione che la qualità e l’accessibilità dei servizi per la prima infanzia rappresentino uno degli indicatori più significativi della capacità di una città di investire sul proprio futuro”, dichiara Lino D’Andrea, responsabile politico del Movimento educativo Palermo.

“A Palermo manca sicuramente la cultura dell’importanza del nido d’infanzia nel percorso di crescita dei bambini e delle bambine”, si legge nel dossier. “Lo dimostrano i dati sul numero di richieste che arrivano al Comune e sul numero di bambini e bambine che frequentano i nidi, ma anche la mancanza di servizi comunali e privati sul territorio.”

Un sistema che si regge sul privato convenzionato e sulle scuole paritarie

Dei 2.973 posti, il 30,1% è nei nidi comunali, il 39,8% nelle sezioni primavera paritarie, il 25,5% nei nidi convenzionati e il 4,6% negli spazi gioco. Il sistema conta 23 nidi comunali, 49 nidi convenzionati, 12 spazi gioco e 74 sezioni primavera.

Particolarmente critica è la fascia dei più piccoli: per i bambini e le bambine tra 3 e 12 mesi esistono 155 posti in tutta la città, 62 comunali e 93 in convenzione.

“Da questi numeri emerge la bassissima percentuale di posti disponibili per la fascia da zero a tre anni”, osserva il Movimento. “Questo rappresenta un’ingiustizia sociale e non aiuta a incentivare la cultura dei nidi d’infanzia.”

Sei volte di differenza tra una circoscrizione e l’altra

Il divario territoriale è il dato più netto. Nell’ottava circoscrizione frequenta un nido il 28,7% dei bambini e delle bambine, nella sesta il 27,7%. Nella seconda si scende al 4,8%, nella terza al 7,0%, nella prima e nella settima al 7,9%. Nessuna circoscrizione raggiunge il 33%, e sei su otto restano sotto la metà di quella soglia.

“Le rilevanti disuguaglianze tra circoscrizioni confermano ancora una volta la situazione drammatica di alcune di esse, in particolare la seconda, la settima, la prima e la terza”, si legge nel dossier. E ancora: “Guarda caso, sono le circoscrizioni che risultano più povere anche negli indici economici.”

Le strutture di qualità previste dalla legge non ci sono

Il decreto legislativo 65/2017 prevede Poli per l’infanzia, coordinamenti pedagogici territoriali e figure di coordinamento. A Palermo, a nove anni dall’approvazione, nessuna di queste strutture è stata costituita.

“Senza queste strutture di coordinamento sarà sicuramente difficile verificare quante realtà applicano le linee guida pedagogiche, come le applicano e quali risultati ottengono i percorsi dei bambini e delle bambine”, scrive il Movimento.

Il dossier segnala anche una difficoltà di partenza: “I dati del sistema integrato zero-sei anni non sono aggregati in un unico sito.” I nidi comunali e convenzionati si trovano sul sito del Comune, mentre per le sezioni primavera il dato complessivo è difficile da reperire.

Le proposte

Movimento educativo chiede di accelerare l’applicazione del decreto legislativo 65/2017, di aumentare gli investimenti sulla fascia da zero a tre anni a livello nazionale, regionale e comunale, di rafforzare l’informazione ai genitori, di recuperare spazi nelle scuole primarie da convertire in sezioni primavera, di rivedere gli standard regionali e di attivare un monitoraggio sui risultati e sulla qualità del progetto pedagogico.

“Siamo convinti che la mancanza di nidi sia una delle cause della povertà educativa e della scarsa preparazione scolastica”, conclude il dossier.

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