13.1 C
Palermo
sabato, 13 Aprile 2024
HomeBuone notizieL'aiuto alle persone migranti parte da WhatsApp: nasce il gruppo "Cittadini in rete"

L’aiuto alle persone migranti parte da WhatsApp: nasce il gruppo “Cittadini in rete”

Ognuno può inserire nella chat un problema di cui viene a conoscenza e chiede se qualcuno può dare una risposta positiva: tra i problemi più frequenti, l'aiuto a ragazzi per proseguire negli studi o per una stanza in affitto

spot_img
  • arietegemelli width=cancro
    leoneverginebilanciascorpione
    sagittariocapricornoacquariopesci
spot_img

PALERMO. Nasce a Palermo un gruppo di persone che fanno qualcosa di concreto per favorire il percorso di integrazione dei migranti e non lasciarli soli in momenti di grave difficoltà. Consapevoli che a volte bastano anche piccoli gesti per cambiare i destini di una persona. Operano con WhatsApp con la sigla “Cittadini in rete solidali”, in una chat aperta a quanti, più fortunati nella vita, vogliono donare qualcosa a chi è rimasto indietro, a soggetti fragili quali i migranti. L’iniziativa è partita dal giornalista Rino Canzoneri.
Ognuno può inserire nella chat un problema di cui viene a conoscenza (un ragazzo/a che ha bisogno di aiuto per proseguire negli studi o di una stanza in affitto, un insegnante che possa dargli lezioni di italiano, una famiglia di appoggio o un mentore per avere consigli e supporti vari, ecc) e chiede se qualcuno può dare una risposta positiva, che a volte può anche essere solo un buon consiglio, un’informazione su un certo percorso da seguire. “Va qui ricordato che i problemi dei migranti sono tantissimi a causa di una legislazione che invece di semplificare loro la vita gliela complica moltissimo – spiega una nota -. Hanno quindi più problemi degli italiani e le difficoltà di essere molto spesso da soli e in un Paese straniero. A volte certi appelli non trovano soluzione, ma tante altre volte vanno a buon fine“.

Ai cittadini presenti in rete non viene chiesto alcun impegno particolare. Ognuno fa quello che può e sente di fare, mettendo a disposizione, non necessariamente risorse economiche, ma un po’ del proprio tempo, delle proprie conoscenze e competenze, delle proprie relazioni. “Abbiamo visto che così si risolvono anche situazioni complicate – spiega Rino Canzoneri -. Il medico può fare una visita gratuita o avviare la persona presso colleghi specialisti nel problema che gli viene sottoposto, l’avvocato esperto di immigrazione può dare una consulenza per il ricongiungimento familiare, per un permesso di soggiorno o avviare ricorsi per questi ed altri aspetti. Tanto per fare qualche esempio. Sappiamo bene che nella nostra società c’è tanta indifferenza e a volte anche avversione verso gli extracomunitari che, è bene ribadirlo, non sono cose o scarti, ma persone come noi. Ma sappiamo pure che esistono anche persone che non guardano al solo benessere personale o al proprio recinto familiare, ma che vogliono dare un senso più pieno alla propria vita aiutando chi ha bisogno di una mano per non sprofondare nell’abisso dell’emarginazione o finire vittime della malavita per sopravvivere“.

La rete costituita lo scorso mese di dicembre – una compagine leggera, senza sede, vincoli burocratici, senza costi di gestione – si rivolge a queste ultime persone dando loro l’opportunità di conoscere le situazioni di maggiore bisogno, che necessitano di un intervento nei modi e nelle forme che ritengono più opportune. Vedendo e toccando con mano, in una sorta di “adozione di vicinanza”, l’effetto prodotto dal loro intervento, cogliendo le grandi soddisfazioni che vengono dal vedere tornare il sorriso nella persona aiutata, che ha superato il problema che da solo non avrebbe potuto risolvere.

Tutti possono aderire a questa rete, senza alcuna preclusione per nessuno. Non ci interessano appartenenze politiche, religiose, etniche o di qualsiasi altro genere. Basta solo avere la voglia ed il piacere di fare qualcosa di concreto, poco o molto, per i soggetti più deboli di cui abbiamo parlato.

Abbiamo la consapevolezza che la rete è un importante strumento perché rende disponibili a favore di altri competenze e conoscenze di diverse decine di persone che tutte insieme fanno la differenza, costituendo così un patrimonio di grande valore di cui non si saprebbe nulla e quindi non verrebbe utilizzato nei confronti di chi ne ha tanto bisogno. E sarebbe un grande spreco perché tutto quanto abbiamo imparato e conosciuto lo utilizzeremmo solo per noi, quando non ci costerebbe nulla o quasi donarlo anche a chi ne ha tanta necessità per costruirsi un futuro con dignità e libero dal bisogno. Per avere una società più giusta ed umana“.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img

Twitter

spot_img