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“Fratellanza italo-rumena”, l’associazione Desteapta-Te-Romane ricorda Nicolae Bălcescu

Il patriota rumeno morì a Palermo. Iniziative di commemorazione a piazza Marina per la comuntà di origine rumena che vive in città

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Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in Comunicazione Pubblica, d’impresa e pubblicità presso l’Università di Palermo e digital marketing specialist. Racconta le realtà associative che si occupano del sociale in Sicilia e la vita quotidiana delle comunità migranti siciliane, utilizzando i nuovi media
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PALERMO. Una iniziativa che collega simbolicamente la Sicilia con la Romania, attraverso la commemorazione del letterato e patriota rumeno Nicolae Bălcescu. È questo il fine dell’evento dal titolo “Fratellanza italo-rumena”, organizzata dall’associazione Desteapta-Te-Romane in collaborazione con il COMITES che si è svolta presso il giardino Garibaldi di Palermo. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle istutuzioni, i referenti del sindacato CISL-INAS, la comunità rumena palermitana e l’assessore Giusto Catania, in rappresentanza del Comune di Palermo.

La storia di Bălcescu

Un illustre personaggio della storia politico sociale della Romania nonché letterato che ha creato un ponte tra i due paesi nel XIX secolo e che a causa di un brutto male si è spento a Palermo. È questa la storia di Nicolae Bălcescu, un personaggio che di fatto è riconosciuto nella toponomastica della città con una via a lui dedicata, una lapide commemorativa nel luogo in cui morì nell’ex Hotel Trinacria e il busto marmoreo che lo ritrae all’interno del Giardino Garibaldi eppure, i palermitani, purtroppo, disconoscono la storia affascinante di questa personalità storica che ha collegato due culture e che continua ancora oggi a far parlare grazie all’impegno attivo delle associazioni rumene  come Desteapta-Te-Romane che vogliono tramandare alle future generazioni la propria storia facendola “ricordare” ai concittadini palermitani come valore aggiunto della storia della città.

L’Impegno attivo della associazione Desteapta-Te-Romane

Vasile Bodoga, presidente dell’associazione Desteapta-Te-Romane, ricorda l’importanza della figura di Bălcescu nella sua visione “europeista” e di rinascita della Romania diventando di fatto, un punto di riferimento a livello di memoria storica anche per le generazioni attuali: “Il grande patriota Nicolae Bălcescu morì a Palermo nel 1852 e ha portato con sé una politica democratica in tutta l’Europa – riferisce con entusiasmo Bodoga ricostruendo anche il ruolo che ha avuto nella storia della Romania – ha contribuito anche per la prima unificazione della Romania per diventare uno stato indipendente e democratico, per noi la statua di Bălcescu è un punto di riferimento per l’intera comunità e per la nostra associazione in quanto ogni anno organizziamo circa 2-3 eventi qui, a Piazza Marina, dove invitiamo anche degli ospiti che provengono dalle altre associazioni con cui collaboriamo dalla Romania, associazioni italiane aperte all’estero, referenti sindacali come quelli appartenenti alla CISL INAS Palermo-Trapani e anche da Ribera dove molti hanno delle difficoltà lavorative e hanno delle esigenze particolari in termini di assistenza sindacali – prosegue Bodoga ricordando l’importanza di trasmettere ai giovani queste radici storiche e di memoria -. Siamo contenti che possiamo fare conoscere il nome di Bălcescu anche per le future generazioni e i nostri figli, conoscere entrambe le culture è importante, il valore dell’integrazione è importante, una persona che vive all’estero può adattarsi alle abitudini, usanze del paese in cui vive ma non deve dimenticarsi delle origini da dove proviene”.

Emigrati italiani in Romania e la comunità Rumena, l’impegno di COMITES ROMANIA

Gianni Calderone, presidente del COMITES Romania, in continuità con le dichiarazioni di Vasile Bodoga, ricorda la rilevanza della figura di Bălcescu e del legame secolare tra l’Italia e la Romania: “Noi siamo qua oggi a commemorare una persona, un grande storico e patriota rumeno che dopo aver vissuto a Bucarest è venuto qua perché preso dalla tubercolosi e quindi per curarsi a Palermo, qui ha avuto una sua storia e le sue spoglie si trovano al cimitero dei  cappuccini – riferisce Calderone -. Questa persona rappresenta di fatto questa fratellanza italo-rumena che c’è da quasi da 2000 anni, perché noi sappiamo benissimo che è stato una colonia importantissima dell’Impero romano, circa nell’anno 101 circa Traiano arrivò in Romania e costituì questa colonia, è stata una delle colonie più fedeli, quella rumena, all’impero romano – prosegue Calderone ricordando in qualità di presidente del Comitato Italiani all’estero della Romania il ruolo dei lavoratori italiani in tale paese e l’impegno sociale e lavorativo dei rumeni a Palermo -. Molti italiani sono presenti in Romania, lavorano, fanno affari economici e molti pensionati scelgono di vivere in Romania. Nel contempo, i rumeni sono presenti in Italia, a Palermo con una grossa comunità, che di fatto aiuta i cittadini palermitani nei lavori che sono a volte anche più umili e meno ricercati, una comunità ben integrata che di fatto è il protagonista e testimone principale di questa fratellanza italo-rumena”.

Iniziative future in programmazione

Il presidente del COMITES ROMANIA, in vista del futuro, si auspica una fattiva collaborazione tra le istituzioni rumene e siciliane per promuovere l’economia e il turismo: “Per il futuro vorremmo fare insieme a Bucarest una presentazione sia turistica che di prodotti siciliani promosse dalle istituzioni della Regione Sicilia e del comune alla luce del fatto che vi sono tantissimi emigrati siciliani in Romania”.

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