GIBELLINA. La figura “madre” del gioco si chiama Ibbidina, dall’antico nome in dialetto siciliano che gli anziani davano alla città di Gibellina. Attorno a questa signora – una rappresentazione digitale di una donna – si è mossa la costruzione di “I-be-DNA”, il primo gioco da tavolo realizzato sulla storia di Gibellina che quest’anno celebra il titolo di Capitale dell’arte contemporanea. L’idea è stata degli alunni di prima e seconda media del plesso “Salomone-Marino” di Borgetto (Palermo) e ieri il gioco è stato presentato a Gibellina durante il primo appuntamento di restituzione delle opere realizzate dalle scuole siciliane che hanno aderito al bando promosso dall’Assessorato regionale all’Istruzione. Il gioco è davvero una scoperta della storia della città accessibile anche a bambini e ragazzi, «così la memoria l’abbiamo trasformata in esperienza interattiva», spiega la docente Antonella Giaimo che ha seguito i ragazzi insieme ai colleghi Isabella Sassano, Massimo Barbaro, Valentina Oliveri e Angela Randazzo. Il lancio di dadi, le schede di quattro colori coi quesiti sulla storia della città a cui rispondere e poi i pezzi di un Cretto in miniatura da comporre se si risponde esattamente ai quesiti, sino ad arrivare a completare l’opera. «Al termine del gioco ci sarà solo un vincitore morale che troverà, tra i pezzi del Cretto, il bollino del futuro», spiega la professoressa Giaimo. In piazza XV Gennaio 1968, alla presenza dell’assessore regionale all’istruzione Mimmo Turano, sono rimaste esposte per l’intera giornata le opere dei primi istituti dei 163 partecipanti, nell’ambito della “restituzione” prevista dal progetto della Regione.

Virgilio Sieni omaggia Renata Boero
La mattinata di ieri è iniziata con il primo “svelamento” dell’artista Virgilio Sieni nelle sale del Museo d’arte civica “Ludovico Corrao”. Sieni, che in questi giorni sta svolgendo una residenza artistica diffusa nel Belìce in vista della messa in scena di “Cerimonia”, ha voluto rendere omaggio a Renata Boero. Nella performance Sieni ha danzato con Giulia Mureddu e la partecipazione di Antonietta Amoroso e Marianna Venezia (del centro anziani della città) accompagnati dal fisarmonicista cieco Antonino Ceravolo.

Sui ruderi del vecchio centro “Battiti al Cretto”
La lunga giornata di iniziative si è conclusa con la performance cittadina “Battiti al Cretto”, da un’idea di Federika Ponnetti. Sulle casseforme del Cretto di Alberto Burri sono state create 16 postazioni di ascolto del cuore, con stetoscopi modificati e casse acustiche, bambini e adulti hanno hanno ascoltato i battiti del proprio cuore. «In un’epoca in cui ci nascondiamo dietro a schermi, identità digitali e filtri, ascoltare i propri battiti è un modo per imparare ad ascoltarsi e avere a cuore le emozioni proprie e quelle degli altri», spiega Federika Ponnetti. Al Cretto, ieri pomeriggio, sono arrivati in 200 e a turni di due minuti ciascuno hanno partecipato alla performance cittadina. L’idea nata nel 2022, passo dopo passo, ha portato l’artista a incontrare 322 bambini dell’Istituto comprensivo “G. Garibaldi – G. Paolo” di Gibellina e i cittadini, presso l’anfiteatro della Chiesa Madre di Ludovico Quaroni. Ieri la performance conclusiva al Cretto, «in questo luogo dove per molti venire è stato come ricucire uno strappo creato quando sui ruderi delle case è nata questa opera di Burri».








