PALERMO. A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, la Sicilia si stringe attorno al ricordo del loro sacrificio. Ma il 23 maggio non è solo una giornata di memoria: dalle figure istituzionali dell’Isola si solleva un coro unanime che unisce il dovere della vigilanza all’urgenza dell’azione culturale ed educativa, specialmente a fronte dei recenti e preoccupanti segnali di riattivazione delle dinamiche criminali.
L’allarme di Cracolici: “La mafia sfida la città, isoliamo i boss”
Il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, ha lanciato un forte appello all’unità, evidenziando come la criminalità organizzata stia tentando di riprendere spazio sul territorio con rinnovata sfrontatezza: “Oggi la mafia torna a rialzare la testa, come se avesse lanciato una sfida: spara nei nostri quartieri, intimidisce imprenditori e lo fa con spavalderia, senza nascondersi. Non possiamo sottovalutare quello che sta avvenendo a Palermo e in giro per la Sicilia, abbiamo il dovere di tenere alta la vigilanza e chiamare tutte le istituzioni a fare fino in fondo il proprio dovere. Di fronte alla violenza di chi vuole riportarci a quel passato plumbeo dobbiamo isolare vecchi e nuovi boss in ascesa e restare uniti.”
Il sindaco Lagalla: “Una ferita profonda da cui è nata la rinascita civile”
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha voluto sottolineare il valore storico del 23 maggio e la risposta collettiva nata da quel tragico evento, lodando anche le iniziative culturali in corso a Palazzo Jung insieme alla Galleria degli Uffizi:
“Il 23 maggio resta una delle pagine più dolorose ma anche più decisive della storia repubblicana. La strage di Capaci fu, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ‘un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani’. Ma da quella violenza mafiosa nacque anche una straordinaria risposta civile dello Stato e dei cittadini.
Palazzo Jung, bene della Città Metropolitana e sede del Museo del Presente, non è soltanto un luogo della memoria: è uno spazio che costruisce futuro, educazione alla legalità e coscienza democratica, perché il modo più autentico di onorare Falcone e Borsellino è trasformare il loro esempio in impegno quotidiano per una Palermo libera da ogni cultura mafiosa.”
Schifani: “Un’alternativa di futuro per sottrarre i giovani alla strada”
Intervenendo al Museo del Presente a Palazzo Jung, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato l’importanza di colpire la mafia alla radice, offrendo percorsi alternativi alle nuove generazioni che vivono in contesti a rischio:
Il programma “Liberi di scegliere”: Finanziato dalla Regione con 3 milioni di euro per dare una via d’uscita ai figli dei mafiosi.
Il bonus palestre: Sostegni economici per permettere ai bambini delle fasce meno abbienti di fare sport in ambienti sani e protetti.
“La mafia è stata combattuta con forza grazie a una rivolta sociale, ma non è stata ancora vinta”, ha dichiarato Schifani. “Bisogna continuare su questa strada, offrendo occasioni valide di futuro ai giovani siciliani.”
Scuola e cultura: la circolare di Turano per le visite al Museo del Presente
L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, ha concretizzato l’impegno educativo annunciando la pubblicazione di una circolare che stanzia 400 mila euro per finanziare progetti di legalità nelle scuole statali e regionali dell’Isola.
I dettagli del bando per le scuole:
- Risorse: Fino a 7.000 euro per ciascun istituto scolastico.
- Attività: Laboratori, incontri con magistrati e forze dell’ordine, e visite didattiche obbligatorie al Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
- Obiettivo futuro: L’assessorato è già al lavoro per estendere le visite anche alla casa museo del giudice beato Rosario Livatino.
- Scadenza domande: Le proposte progettuali dovranno essere inviate via PEC a dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it entro il 31 luglio. La circolare è disponibile sul portale istituzionale della Regione Siciliana a questo link.
Il Tricolore abbraccia il Tribunale: l’iniziativa del Comune e AMG Energia
Un forte segnale visivo e simbolico arriverà direttamente dalle mura del Palazzo di Giustizia di Palermo, che stasera a partire dalle ore 20:00 si illuminerà con i colori della bandiera italiana.
L’iniziativa, voluta dal sindaco Roberto Lagalla e realizzata da Amg Energia, intende trasmettere un messaggio di coesione sociale e fiducia nello Stato, specialmente dopo i recenti fatti di cronaca criminale in città.
“Palermo e i suoi cittadini non dimenticano il sacrificio di quanti hanno dato la loro vita”, ha dichiarato il sindaco Lagalla. “Con il tricolore vogliamo ribadire un messaggio forte di legalità in un momento particolare e delicato per Palermo. Non siamo soli, non bisogna arretrare né abbassare la guardia”.
Un supporto totale ribadito anche dal presidente di AMG Energia, Francesco Scoma, che ha confermato la piena adesione dell’azienda e dei dipendenti al fianco delle istituzioni nella lotta per la legalità.








