HomeSpecialiVon der Leyen presenta il bilancio Ue 2028-2034 da 2.000 miliardi: ecco le sfide

Von der Leyen presenta il bilancio Ue 2028-2034 da 2.000 miliardi: ecco le sfide

Viaggio tra le voci della proposta della Commissione europea: i principali capitoli di spesa previsti indicano la direzione per il prossimo futuro

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Filippo Passantino
Filippo Passantino
Giornalista professionista, laureato in Comunicazione per enti pubblici e non profit all'Università La Sapienza di Roma. A servizio del progetto editoriale e sociale de "Il Mediterraneo 24"
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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato il 16 luglio 2025 il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2028-2034. Con un budget record di 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del Reddito Nazionale Lordo dell’UE, la proposta supera l’attuale livello di spesa dell’1,13%, segnando un’importante svolta nelle politiche di bilancio europee.

Difesa e sicurezza al centro della strategia

Uno dei punti più rilevanti del piano riguarda l’aumento significativo degli investimenti in difesa, sicurezza e spazio. Su un totale di 410 miliardi destinati al Fondo per la Competitività, circa 131 miliardi saranno dedicati a questi settori strategici, consolidando l’architettura di sicurezza europea e sostenendo iniziative come il programma “ReArm Europe”, finalizzato a rafforzare la capacità militare comune.

Transizione verde, innovazione e coesione sociale

Accanto agli investimenti per la sicurezza, la proposta prevede una forte attenzione alla transizione ecologica e digitale. Il Fondo per la Competitività comprende risorse per la ricerca e l’innovazione, tra cui Horizon Europe, e finanzia programmi volti a sostenere la crescita sostenibile. Parallelamente, sono stanziati 865 miliardi per i Piani di Partenariato nazionali e regionali, che includono politiche sociali, migrazione e sicurezza interna. La Politica Agricola Comune (PAC) viene ridimensionata da 386 a circa 300 miliardi, suscitando preoccupazioni in alcuni settori.

Più flessibilità per rispondere alle crisi

Per far fronte a emergenze e crisi future, la proposta riduce il numero dei programmi da 52 a 16, semplificando la gestione e aumentando la capacità di riallocare fondi rapidamente. È previsto inoltre un fondo emergenziale da 400 miliardi di euro sotto forma di prestiti, che potrà essere attivato in caso di shock imprevisti.

Sostegno internazionale e promozione della cultura europea

Il bilancio include 200 miliardi per l’azione esterna dell’UE, con un’attenzione particolare alla ricostruzione dell’Ucraina, cui sono destinati 100 miliardi. Erasmus+ riceverà un aumento del 50%, raggiungendo una dotazione di 49 miliardi, a testimonianza dell’impegno verso mobilità e formazione. Viene inoltre istituito il programma AgoraEU, volto a promuovere democrazia, diritti, media e cultura nel continente.

Nuove risorse proprie per finanziare il bilancio

Per finanziare l’espansione del bilancio senza aumentare i contributi nazionali, la Commissione propone l’introduzione di nuove entrate proprie, tra cui imposte sulle grandi imprese, sul tabacco, sui rifiuti elettronici e sul carbon border adjustment. Queste misure dovrebbero garantire circa 58 miliardi di euro all’anno.

Condizionalità sullo Stato di diritto

L’accesso ai fondi sarà strettamente legato al rispetto delle norme democratiche e dello Stato di diritto, con la possibilità di congelare i pagamenti in caso di violazioni, una scelta che mira a tutelare i valori fondamentali dell’Unione.

Critiche e sfide aperte

La proposta ha suscitato reazioni contrastanti. Molti commissari europei hanno denunciato una gestione centralizzata e poco trasparente del processo di elaborazione del bilancio. Il taglio alla Politica Agricola Comune ha provocato proteste da parte di agricoltori e rappresentanti regionali. Inoltre, alcuni Paesi “frugali”, come Germania, Paesi Bassi e Svezia, hanno espresso riserve sull’aumento significativo del bilancio e sulle nuove imposte alle imprese.

Prossimi passi

Ora inizia un complesso negoziato con il Parlamento europeo e il Consiglio che potrebbe durare dai 12 ai 24 mesi. Sarà fondamentale trovare un equilibrio tra le ambizioni strategiche della Commissione e le diverse esigenze e interessi degli Stati membri.

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