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martedì, 16 Aprile 2024
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Raccolta prodotti make up, l’impegno di Sbarre di Zucchero per le detenute di Catania e Palermo

L'iniziativa rivolta alle strutture di Piazza Lanza e Pagliarelli per sensibilizzare sulle condizioni di vita delle donne in carcere

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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CATANIA. La permanenza per le donne in carcere è più gravosa rispetto a quella degli uomini. Qui i loro diritti vengono violati. Come per la cura estetica. Non ci sono parrucchieri e l’abbigliamento può essere trascurato a discapito della privazione della loro identità in quanto donne. Perfino il rasoio non è concepito.

Per gli uomini il diritto è assicurato, per la cura della propria barba, alle donne invece non è concesso il rasoio per la depilazione. “Se è un oggetto consentito, se lo consenti agli uomini, dovresti farlo con le donne”, dichiara Micaela Tosato, vicepresidente di Sbarre di Zucchero, associazione che sensibilizza sulle tematiche inerenti la vita carceraria. “Le donne possono utilizzare una crema depilatoria scadente, con cui ti bruci, e che crea problemi”.

Associazione Sbarre di Zucchero

Per le donne detenute nelle carceri di Piazza Lanza a Catania e Pagliarelli di Palermo, Sbarre di Zucchero, ha attivato ed è in corso in questi giorni, un’iniziativa di raccolta di prodotti di make up. Tra cui struccanti, pennellini, matite e rossetti, lucidalabbra, ombretti e palette di ombretti, mascara, ciprie e ancora terre, tutto rigorosamente in confezioni con coperchio trasparente di plastica non rigida e senza specchietti.

Associazione Sbarre di Zucchero

“L’iniziativa nasce l’anno scorso a Verona, dobbiamo abbiamo sede dal 2022. Sbarre di Zucchero nasce dopo il suicidio di una nostra amica, in carcere”, racconta Tosato al nostro giornale. “Abbiamo deciso di iniziare, così, a parlare di detenzione femminile mettendoci la faccia. Facciamo convegni, ieri siamo stati all’Università Bicocca di Milano. La prossima settimana saremo ad un tavolo di lavoro all’Università di Roma. Facciamo presidi in giro per l’Italia, perché questi suicidi in carcere sono assurdi, perché la gente viene abbandonata a sé stessa, non c’è dignità, non c’è recupero“.

L’iniziativa dei cosmetici quest’anno è partita da Verona, ha coinvolto Napoli, dove un negozio ha donato quasi 14 kg di prodotti. A Catania gli studenti universitari hanno organizzato dei banchetti. E c’è un’ottima partecipazione. Si è aggiunta Acireale. Fino ad arrivare a Palermo, dove la referente di Sbarre di Zucchero è stata contattata da un gruppo di signore pronte a fare una donazione.

“Collaborazione e fattibilità, questo è il mondo che ci piace”, conclude Tosato. “Non stiamo lì a pensare cosa queste persone hanno fatto. Sono persone che vanno aiutate. La risposta degli universitari ci piace parecchio. Stiamo avendo molti contatti con le Università italiane. Il futuro sono loro, i giovani. Se il pregiudizio sparisce da loro, abbiamo vinto”.

Per dare il proprio contributo: chiamare Sbarre di Zucchero al 351 3014080.

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