HomeCronacaPeriferieUna luce per l’asilo e il Centro Servizi dello Sperone: "Adesso aprite le porte"

Una luce per l’asilo e il Centro Servizi dello Sperone: “Adesso aprite le porte”

Giovedì 27 agosto cittadini, associazioni e scuola si ritroveranno davanti all’asilo nido di via XXVII Maggio per chiedere l’apertura della struttura e la piena attivazione del Centro Servizi

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Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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PALERMO – Una candela accesa per chiedere che le porte si aprano. È questo il significato dell’iniziativa “Una luce per l’asilo e il Centro Servizi dello Sperone”, in programma giovedì 27 agosto alle 19.30, al tramonto, davanti all’asilo nido di via XXVII Maggio, nel quartiere Sperone di Palermo, sotto il murale “Sangu e latti”.

L’iniziativa nasce dalla volontà di richiamare l’attenzione sulla situazione di due strutture considerate importanti per la comunità del quartiere: l’asilo nido, ormai pronto ma ancora chiuso, e il Centro Servizi, ristrutturato ma oggi scarsamente utilizzato e nuovamente esposto al rischio di abbandono e vandalismo.

L’appuntamento vuole essere un momento pacifico e corale, aperto alla cittadinanza, alle associazioni e alla stampa. A ciascun partecipante viene chiesto di portare una candela o un lumino, preferibilmente protetto all’interno di un vasetto. Le luci saranno accese insieme per «illuminare il futuro del quartiere» e chiedere al Comune l’apertura delle strutture nel più breve tempo possibile.

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto la necessità di garantire alle famiglie dello Sperone un servizio educativo di prossimità. Dopo anni di attesa, l’asilo nido è stato realizzato ma non è ancora entrato in funzione: una situazione che, secondo i promotori dell’iniziativa, non può essere ulteriormente rinviata.

Anche il Centro Servizi rappresenta un nodo importante. Dopo la ristrutturazione e un periodo di utilizzo limitato, l’area si presenta oggi nuovamente circondata dalle erbacce, con il rischio che una struttura realizzata per il quartiere possa essere lasciata all’incuria e diventare più facilmente oggetto di atti vandalici.

A dare un significato particolare alla serata è la testimonianza di Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica dell’ICS Sperone-Pertini, che ricorda un’altra mobilitazione nata proprio nel quartiere, cinque anni fa, quando lo Sperone rimase al buio.

«Noi lasciammo accesa la scuola ogni sera. Luce dentro, luce fuori», racconta la dirigente, ricordando come quella scelta volesse rappresentare la volontà di una comunità di non arrendersi al buio. La mattina successiva, una bambina disse alla maestra: «Ieri sera dalla finestra di casa mia, nel buio totale, l’unica luce era la scuola».

Una frase rimasta nella memoria della dirigente e che oggi torna a dare senso alla nuova iniziativa.

«Domani accenderemo di nuovo una luce», sottolinea Di Bartolo, questa volta «davanti a un asilo nido pronto, ma ancora chiuso, e a un Centro Servizi che rischia di tornare all’abbandono».

La richiesta, aggiunge, non riguarda qualcosa di straordinario, ma la possibilità per il quartiere di poter finalmente utilizzare ciò che è stato realizzato per la comunità: «Non chiediamo qualcosa di straordinario. Stiamo chiedendo che ciò che è stato costruito per una comunità venga finalmente restituito alla comunità».

L’appuntamento di giovedì vuole dunque trasformare simbolicamente la luce delle candele in una richiesta concreta: aprire l’asilo nido e rendere realmente funzionante il Centro Servizi dello Sperone.

«Lo Sperone non ha bisogno di nuove promesse. Ha bisogno che le porte si aprano», conclude Di Bartolo. Perché, come ricorda la dirigente, «da una porta che finalmente si apre, molto spesso, può ricominciare tutto».

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