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domenica, 5 Dicembre 2021
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Amnesty, un albero al Parco Uditore per i 60 anni

Studenti e cittadini si sono riuniti nel parco di Palermo. Per l'occasione, piantato un Gingko Biloba, simbolo di vita e di speranza

Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Il Gruppo Italia 243, riprendendo il 60° compleanno di Amnesty International avvenuto lo scorso 28 maggio, ha voluto festeggiare la ricorrenza in una veste “green” piantumando un albero di Gingko Biloba presso il parco Uditore di Palermo. La scelta del Gingko Biloba non è casuale: rappresenta, secondo gli organizzatori, i valori del rinnovamento, della rinascita e della rigenerazione sposando a pieno la filosofia dell’impegno attivo di Amnesty nell’arena internazionale in 6 decadi di attività intensa e proficua.

Partecipazione e riflessione sull’attualità: l’entusiasmo degli organizzatori

Grande entusiasmo e soddisfazione degli organizzatori che hanno riscontrato una buona risposta da parte della cittadinanza palermitana e delle scuole, in particolare della scuola Luigi Capuana: “Una piccola festa in nome della difesa dei diritti umani e del rispetto verso il pianeta che ci ospita – riferisce Roberto Zampardi, responsabile del Gruppo Italia 243 la partecipazione di numerosi bambini che con la palettina ricoprivano le radici del Ginkgo Biloba ci ha riempito di gioia“.

Riprendendo l’attualità, vi è stato altresì un momento di riflessione in merito alle detenzioni dei prigionieri di coscienza e sulle attività che vengono svolte nella quotidianità da Amnesty sia in termini di campagne tematiche che in termini di interventi specifici di stampo educativo: “Abbiamo ricordato il percorso fatto da Amnesty international in questi 60 anni a favore dei prigionieri di coscienza come Patrick Zaky e le numerose attività che svolgiamo, come campagne su temi specifici o interventi di educazione ai diritti umani“, ha riferito Zampardi.

Il rapporto Amnesty-Palermo: processi culturali dei diritti umani nel tempo

La forte sensibilità nei confronti dei diritti umani da parte del contesto cittadino non è recente, bensì frutto di un processo culturale dove i palermitani hanno fortemente espresso la propria posizione anche su tematiche delicate quali la abolizione della pena di morte nel mondo sfatando i sondaggi precedenti che davano risultati alquanto negativi in merito: “Ricordo alla fine degli anni ’90, dopo un periodo di lavoro costante sul tema dell’abolizione della pena di morte, che un sondaggio apparso sulla stampa riportava che i cittadini di Palermo erano per lo più a favore della sua abolizione in ogni stato del mondo – riferisce Zampardi -, ciò avveniva dopo che i sondaggi precedenti avevano dato risultati diversi“.

La presenza da oltre 40 anni ha dato legittimità a tale processo culturale-pedagogico sulla valorizzazione dei diritti umani, creando da un lato l’entusiasmo e la voglia di fare attivismo, dall’altro il desiderio di concretizzare le attività di rete tra realtà operanti nell’ambito dei diritti umani: “In generale riscontriamo interesse e apertura verso i temi che proponiamo. Siamo presenti in città da oltre 40 anni e grazia al nostro impegno abbiamo visto crescere sempre più le testimonianze e le azioni concrete di rispetto dei diritti umani“, aggiunge Zampardi.

Le attività in programma

La lunga tradizione di impegno e attivismo territoriale di Amnesty proseguirà con un palinsesto ricco di iniziative nelle scuole così come ci si avvia verso la ormai imminente giornata mondiale dei diritti umani con una maratona di stampo internazionale che coinvolgerà gli attivisti a livello mondiale attraverso la raccolta di firme sulle singole vittime delle violazioni dei diritti: “A breve, gli attivisti di Palermo hanno in programma alcuni interventi nelle scuole – ricorda Zampardi – in vista del 10 dicembre, invece, ci attiveremo nella maratona WRITE FOR RIGHTS che coinvolgerà tutti i nostri attivisti a livello mondiale in una raccolta di firme su singole vittime di violazione dei diritti” . Oltre alle attività programmate, vi è altresì la possibilità di organizzare iniziative emergenziali in merito a istanze particolari da attenzionare alla opinione pubblica : “Potremmo anche ritrovarci su un caso urgente, in strada a fare un flash mob o raccogliere firme –  aggiunge Zampardi -, seguiteci sulle nostre pagine social e unitevi a noi, dobbiamo proseguire insieme questo lungo percorso che ci vede protagonisti attivi nella tutela dei diritti fondamentali di ogni singolo individuo“.

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