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martedì, 16 Aprile 2024
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Beni confiscati: Libera, in Sicilia gestiti da 285 enti in 61 Comuni

Il dossier sulle pratiche di riutilizzo sociale, in occasione dell'anniversario della legge n. 109/96. Il dato in crescita nell'ultimo anno: il 56% affidati ad associazioni, il 18% a coop sociali e consorzi di cooperative, il 7% a enti ecclesiastici

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PALERMO. Un popolo variegato di associazioni, cooperative sociali, del mondo del volontariato protagonisti della trasformazione da beni in mano alle mafie a beni comuni e condivisi. In occasione dell’anniversario della legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, Libera ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati.
In Sicilia sono 285 (in aumento, erano 267 nel 2023) le diverse realtà impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata in 61 comuni. Una rete di esperienze in grado di fornire servizi e generare welfare, di creare nuovi modelli di economia e di sviluppo, di prendersi cura di chi fa più fatica. In Italia sono 1065 (+7,4% rispetto scorso anno) soggetti diversi impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, ottenuti in concessione dagli Enti locali, in 20 regioni, in 383 comuni. Libera con la ricerca “Raccontiamo il bene” – Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie vuole raccontare, dopo ventotto anni, il Belpaese, dove in silenzio, opera  una comunità alternativa a quelle mafiosa, che lavora e si impegna a  realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale.

Ritornando al focus Sicilia, dai dati raccolti attraverso l’azione territoriale della rete di Libera emerge che più della metà delle realtà sociali è costituita da associazioni di diversa tipologia (160), mentre sono 53 sono le Coop sociali e consorzio di cooperative. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, ci sono 19 realtà del mondo religioso (diocesi, parrocchie e Caritas), 9 gruppi dello scautismo e infine 21 istituti scolastici di diverso ordine e grado. Nel censimento non sono compresi i beni immobili riutilizzati direttamente per finalità istituzionali dalle amministrazioni statali e locali. Nella ricerca Libera ha ricostruito la tipologia di immobili gestiti dai soggetti gestori; in molti casi la singola esperienza di riutilizzo comprende più beni confiscati, anche di tipologia catastale diversa Sono 37 i soggetti gestori che svolgono le loro attività in appartamenti, a volte con box auto o con dei piccoli giardini; sono 76 le esperienze di gestione di terreni a uso agricolo mentre sono 46 esperienze hanno in gestione delle ville fabbricati su più livelli e di varia tipologia catastale o singole palazzine Sono 121 i soggetti gestori le cui attività che sono direttamente legate a servizi di welfare per la comunità; 102 si occupano di promozione del sapere, del turismo sostenibile e della cultura e 41 in attività legate all’ agricoltura e ambiente.

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