PALERMO – Un immobile sottratto a una cosca mafiosa di primo piano che si trasforma in un avamposto di legalità, accoglienza e inserimento lavorativo. Stamattina, in via Simone Gulì, nel quartiere Acquasanta a Palermo, è stato ufficialmente inaugurato il progetto “Demetra”. Finanziato nell’ambito degli investimenti ex PNRR (Innovation Hub) per un importo complessivo di 884.022,83 euro, il bene confiscato alla criminalità organizzata torna alla collettività completamente ristrutturato e rifunzionalizzato, pronto a offrire servizi concreti al territorio.

Alla cerimonia di consegna erano presenti il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore alle Opere pubbliche Salvatore Orlando, l’assessore ai Beni confiscati Brigida Alaimo e l’assessore alle Attività sociali Mimma Calabrò, insieme al Prefetto Paola Spena, Commissario straordinario per il recupero dei beni confiscati, al dirigente generale della struttura commissariale Fabrizio Dall’Acqua, e al Prefetto di Palermo Massimo Mariani.
La voce delle istituzioni: «Un segnale concreto»
La sinergia tra i diversi rami dell’amministrazione comunale e la struttura commissariale della Presidenza del Consiglio ha permesso di sbloccare un iter complesso, restituendo decoro e nuova vita alla struttura.

«La restituzione alla collettività di beni confiscati alla mafia rappresenta uno dei segnali più concreti dell’impegno delle istituzioni nella promozione della legalità e della giustizia sociale», ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla. «Oggi consegniamo alla città una struttura che diventerà luogo di ascolto, inclusione e sostegno per le persone più fragili».

Un traguardo tecnico e sociale sottolineato anche dall’assessore alle Opere pubbliche, Salvatore Orlando: «Questo intervento testimonia il grande lavoro e la professionalità dei nostri uffici. Trasformare immobili sottratti alla criminalità in spazi utili alla comunità significa dare risposte reali ai cittadini».

L’assessore ai Beni confiscati, Brigida Alaimo, ha evidenziato la portata simbolica e temporale del progetto: «Oggi un bene importante appartenente a una cosca di grande rilievo viene restituito alla collettività e utilizzato come attività produttiva etica, inserita in una filiera virtuosa. Questo progetto fa parte di un pacchetto di 7 grandi immobili a Palermo: la fase di ristrutturazione è in via di conclusione e contiamo di consegnarli tutti entro il 2027».

Soddisfazione espressa anche dall’assessore alle Attività sociali, Mimma Calabrò: «Palermo scrive una pagina significativa di storia civica grazie a una virtuosa sinergia tra pubblico e privato sociale. Non solo si restituisce alla legalità un bene, ma si favorisce la costruzione di una rete che offrirà servizi integrati, nuove occasioni di lavoro per soggetti fragili e un fondamentale centro antiviolenza».

Cucina etica a km zero e la birra “T21”
L’immobile di via Simone Gulì è stato assegnato in gestione al Consorzio Network dei Talenti, capofila della rete territoriale “Acquasanta”, che mette assieme diversi enti del terzo settore che svolgeranno una serie di attività all’interno del bene. La struttura non si limiterà all’assistenza, ma punterà sulla dignità del lavoro attraverso un’autentica impresa sociale. Della rete fanno parte Mediter Italia, che si occuperà dei rapporti con le donne locali e migranti, come anche di animazione culturale; Acli Palermo, che farà segretariato sociale; l’Associazione Millecolori APS ETS con il suo Centro Antiviolenza “Lia Pipitone“, che gestirà uno spazio riservato di ascolto per donne vittime di violenza, mettendo a disposizione i servizi del Centro Antiviolenza; l’associazione di giovani con sindrome di down SporT21 Sicilia; e la Parrocchia Maria SS. della Lettera di Piazza Acquasanta, che avrà un ruolo determinante nella sensibilizzazione delle realtà del quartiere. Significativo, per l’intera iniziativa, il supporto dell’Arcidiocesi di Palermo, oggi presente all’inaugurazione attraverso il Vicario di Monsignor Corrado Lorefice, Don Sergio Sgrò.
«Il percorso di solidarietà è incompleto se non c’è occupazione e reddito», ha spiegato il presidente del Consorzio, Luciano Maria D’Angelo. «Attiveremo una cucina da asporto capace di produrre 100 pasti all’ora, attiva anche per catering e consegne a domicilio. Impiegheremo persone con disabilità, giovani donne che devono rifarsi una vita e soggetti svantaggiati. La particolarità? Utilizzeremo solo materie prime provenienti da altri beni confiscati o prodotte da cooperative sociali del palermitano».

All’interno dell’hub commerciale troverà spazio anche la nota Birra T21, prodotta dai ragazzi con sindrome di Down dell’associazione Sport 21 Sicilia. «Saremo presenti una volta alla settimana per dare supporto normativo e formativo alle famiglie con disabilità intellettiva relazionale», ha spiegato il presidente Giampiero Gliubizzi. «I nostri ragazzi sono predisposti per il servizio in sala e cucina. La nostra birra artigianale sarà uno dei prodotti di punta acquistabili in questo locale».
Il centro antiviolenza e lo sportello “Il sorriso di Sara”
Accanto all’anima produttiva, il bene di via Simone Gulì sarà un porto sicuro per il contrasto alla violenza di genere. L’associazione Millecolori APS ETS con il proprio Centro Antiviolenza “Lia Pipitone” gestirà lo spazio di ascolto e accoglienza. «Poter offrire un punto di prossimità in quartieri complessi come l’Acquasanta e Montepellegrino è un valore aggiunto immenso», ha commentato la responsabile Adriana Argento.

Lo sportello d’ascolto porterà un nome emblematico: “Il sorriso di Sara”, in memoria di Sara Campanella, giovane studentessa vittima di un tragico e silenzioso femminicidio. Presente all’inaugurazione la madre di Sara, Cetty Zaccaria, visibilmente commossa: «Sara era un sorriso vivente, amava la vita. Speriamo, nonostante il dolore eterno, di portare il suo sorriso a chi non ce l’ha, dando una risposta d’amore. Mia figlia non era vessata, non c’erano stati segnali predittivi o denunce da fare: si è passati dal rifiuto di un invito al coltello. Vogliamo portare la sua storia come ulteriore luce per comprendere e monitorare le ossessioni silenti. Io mi metto in piedi solo per questo, per aiutare altre persone in difficoltà, affinché il messaggio d’amore di Sara non finisca mai.»








