PALERMO. Un altro pezzo di territorio sottratto al controllo mafioso viene definitivamente restituito alla collettività e ai giovani. Al Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “Danilo Dolci” di Palermo, nel cuore del quartiere periferico di Brancaccio, si scrive domani una nuova, importante pagina di riscatto sociale. Mercoledì 27 maggio, alle ore 10, in via Natale Carta 1, saranno infatti inaugurati i locali della seconda parte dei cosiddetti “Magazzini Brancaccio”.
L’appuntamento segna il proseguimento di un percorso virtuoso e di cittadinanza attiva che, nel dicembre del 2023, aveva visto la luce con l’apertura del primo lotto di magazzini ristrutturati e del campetto sportivo polivalente. In quell’occasione, il fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, aveva definito il traguardo come «un sogno in parte realizzato», ricordando però l’esistenza di oltre 1400 metri quadrati ancora da riqualificare e potenziare. Domani, quel sogno fa un decisivo passo in avanti.
Dalle riunioni dei boss al caffè letterario del quartiere
La storia di questo imponente comprensorio immobiliare incarna perfettamente il passaggio dal “peso della mafiosità” alla freschezza della partecipazione civica. L’intero complesso, comprensivo del terreno circostante, era appartenuto al costruttore Giovanni Ienna, imprenditore storicamente legato ai fratelli Graviano, i vertici di Cosa Nostra a Brancaccio nonché mandanti dell’omicidio del Beato Giuseppe Puglisi nel 1993. Luoghi un tempo bui e blindati da pesantissimi cancelli, dove la mafia stoccava merci e organizzava i propri summit, si preparano ad accogliere definitivamente la luce della cultura.
L’assegnazione definitiva alla scuola da parte dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati è arrivata nel 2021, al termine di un iter burocratico lungo e complesso. Da quel momento, l’intera comunità scolastica del liceo, guidata dal dirigente Matteo Croce e sostenuta attivamente dagli enti del Terzo settore, si è rimboccata le maniche per intercettare i finanziamenti necessari alla totale ristrutturazione dei locali.
L’obiettivo finale è ambizioso e guarda ben oltre le mura scolastiche: trasformare l’ex feudo dei Graviano in un grande centro polifunzionale a disposizione dell’intero quartiere. Un presidio culturale permanente pensato, proprio come auspicavano Don Ciotti e i grandi maestri di frontiera a cui il liceo si ispira, per combattere la dispersione scolastica ed estirpare il disagio sociale alla radice.
Le istituzioni presenti
All’inaugurazione di domani, che promette di essere un momento di festa ma anche di profonda consapevolezza civica, prenderanno parte numerosi rappresentanti delle istituzioni. Tra i presenti, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’Assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale Mimmo Turano e il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Filippo Serra, a testimonianza della vicinanza dello Stato a una scuola che ha scelto di non essere solo un luogo di istruzione, ma una vera e propria agenzia di educazione e rigenerazione urbana.








