PALERMO – “Vogliamo cure sanitarie non tardive e spazi dove giocare insieme come il campo di calcio che è ancora inagibile. Aiutateci a vivere meglio anche dentro il carcere”. Sono le parole con le quali, due persone detenute, recluse al carcere Pagliarelli, si sono rivolte al presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici, durante l’incontro “Liberi di scegliere”, organizzato dal garante comunale per i detenuti Pino Apprendi e moderato dal presidente del tribunale di sorveglianza, Nicola Mazzamuto.
All’incontro, hanno partecipato 90 persone detenute, tra uomini e donne. I problemi che vivono le carceri in Italia sono sempre più drammatici in un periodo storico di sovraffollamento degli istituti penitenziari. In particolare, il carcere Pagliarelli, il secondo istituto di pena più grande dopo quello di Torino, lamenta una grave carenza di personale penitenziario. Attualmente, nella Casa Circondariale Antonio Lorusso Pagliarelli, secondo gli ultimi dati ministeriali, ci sono circa 1418 presenze rispetto alla capienza regolamentare di 1166 persone. Mancano 80 unità di personale penitenziario.
Ad aprire i lavori “L’orazione per Falcone e Borsellino nel giorno di San Rocco” di Salvo Licata, interpretata da Paride Benassai con Giovanni Apprendi. La performance è stata accolta da un lungo applauso delle persone detenute.
“Vengo dallo Zen. Mi auguro che una volta fuori la mia vita sarà migliore – ha detto M. -. Mi chiedo come mai abbiamo un campo di calcio che però è inagibile. Aiutateci a vivere meglio dentro il carcere”. “Grazie per averci dato la possibilità di seguire questo incontro – ha aggiunto una donna reclusa -. Questo ci fa capire che non siamo persone dimenticate da tutti. Siamo libere di scegliere anche in carcere dove bisogna sapersi comportare e sapere chiedere in maniera civile ciò che ci spetta. Chiedo, a nome delle mie compagne, di risolvere il grave problema degli interventi sanitari tardivi”.
“La situazione carceraria è una condizione che la politica tende a rimuovere, facendo prevalere spesso l’idea che è inutile occuparsene – ha detto Antonello Cracolici -. Come presidente della commissione regionale Antimafia ritengo invece doveroso convocare i garanti regionali e comunali dei detenuti ed i rappresentanti delle Asp per avere contezza dei problemi dell’assistenza sanitaria penitenziaria e per contribuire a costruire una rete sociale che abbia un impatto sul disagio dei reclusi. La prima condizione per essere liberi è essere affrancati dal bisogno”.
“Noi garanti ci siamo sempre pur nei diversi problemi del mondo carcerario; siamo solo piccole gocce in questo grande mare che è la giustizia – ha detto Pino Apprendi, garante comunale dei diritti delle persone detenute – A tutte le persone detenute deve essere data la possibilità di scegliere cosa essere. Stiamo affrontando, per il momento, pure l’opportunità della telemedicina, considerata la carenza del personale penitenziario che ritarda le visite sanitarie delle persone detenute. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è ‘dentro’ facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.
“Quando si ha la possibilità di scegliere si è veramente liberi – ha detto, nel suo saluto l’assessore alle attività sociali del Comune Mimma Calabrò -. Il mio pensiero va ai bambini/e che vivono in contesti molto difficili che non sono, purtroppo, liberi. Per le persone adulte, è molto importante il nostro impegno sinergico di rete per il riscatto della persona, una volta uscita dal carcere. Purtroppo, ancora non è facile, trovare tante realtà lavorative che possano favorire i loro tirocini formativi ”.
“Si può essere liberi di scegliere rispetto alle opportunità che vengono date durante il periodo di permanenza in carcere – ha affermato la direttrice del Pagliarelli Luisa Malato -. C’è, infatti, la possibilità di leggere, studiare e fare corsi professionali. Il tempo lo si può riempire di contenuto significativo che può servire per il futuro”. “La libertà di scelta non riguarda solo il detenuto ma richiama pure alla responsabilità delle istituzioni – ha dichiarato il dottor Mario Serio, componente dell’ufficio del garante nazionale -. Abbiamo il dovere di interpretare fattivamente le esigenze di chi è privato della libertà, nel solco della legalità. In questo periodo storico di sovraffollamento, bisogna continuare l’impegno quotidiano con azioni concrete che diano speranza alle persone detenute”. All’incontro, inoltre, sono intervenuti, tra gli altri, il procuratore aggiunto Caterina Malagoli e il presidente vicario del tribunale di sorveglianza Simone Alecci.








