HomeCronacaPeriferieDa Brancaccio a TikTok, i giovani del Centro Padre Nostro raccontano il quartiere con Digital Lab 3P

Da Brancaccio a TikTok, i giovani del Centro Padre Nostro raccontano il quartiere con Digital Lab 3P

Tra reel e contenuti social, l'eredità di Padre Pino Puglisi incontra i nuovi linguaggi per promuovere un uso consapevole della rete e una narrazione positiva del territorio

Daniele Viola
Daniele Viola
Giornalista pubblicista dal 2023 e laureando in Lettere Classiche, dirigo la testata Partinicolive.it e collaboro con diverse realtà editoriali, fin da quando avevo 11 anni. Nutro una profonda passione per la radio e la televisione, strumenti che utilizzo per dare voce al mio desiderio di raccontare la realtà con cura e dedizione. Unisco quotidianamente la mia formazione umanistica al dinamismo dell’informazione, cercando di narrare il presente con chiarezza e professionalità.
spot_img
spot_img

PALERMO. I social network smettono di essere una semplice vetrina di superficialità ed egocentrismo per trasformarsi in uno strumento di storytelling, memoria e informazione consapevole. Nel cuore di Brancaccio, nasce Digital Lab 3P, un nuovo canale sbarcato ufficialmente su Instagram e TikTok, nato all’interno delle attività del Centro di Accoglienza Padre Nostro. Il progetto si sviluppa attraverso un laboratorio di giornalismo, curato da Daniele Viola e Serena Termini della redazione de Il Mediterraneo 24, con il prezioso supporto tecnico e strategico della social media manager Vincenza Vetrano e l’attività di coaching di Mirjam Ognibene.

Il nome scelto per il profilo non è casuale: quelle “3P” racchiudono l’eredità spirituale e sociale di Padre Pino Puglisi, il martire della Chiesa cattolica che ha fatto della propria vita una missione d’amore e appartenenza al Vangelo di fronte alla criminalità. Oggi, quel messaggio di legalità e speranza cammina sulle gambe dei ragazzi del quartiere, che utilizzano i nuovi linguaggi digitali per parlare ai propri coetanei e per rivalorizzare un territorio ricco di potenzialità e desideroso di riscatto.

Attraverso questo percorso, i giovani di Brancaccio hanno scoperto un modo del tutto nuovo di affacciarsi al mondo dell’informazione e della divulgazione dei loro pensieri. L’obiettivo è superare la logica del post finalizzato alla pura estetica – come le foto di vacanze, piatti gourmet o i classici selfie – per concentrarsi su contenuti di valore. In un’epoca in cui le piattaforme digitali rischiano di amplificare disagi o, nei casi peggiori, di fare da cassa di risonanza per comportamenti violenti e l’alimentazione di un ego smisurato, il laboratorio offre un’alternativa concreta, insegnando il peso e la permanenza di ciò che si condivide in rete.

A spiegare l’essenza e il valore profondo di questa iniziativa è direttamente il presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale: “I giovani di Brancaccio, grazie al Digital Lab, hanno scoperto un nuovo modo di affacciarsi al mondo dell’informazione e della divulgazione dei loro pensieri. Non si limitano più soltanto a postare fotografie di belle vacanze o di piatti gourmet, ma si sono concentrati nel riscoprire un mondo dove TikTok può essere qualcosa di importante, un luogo dove confrontarsi con altri giovani mettendo sulla piattaforma pagine utili per la loro vita. Questo laboratorio di giornalismo dà un senso compiuto alle nuove tecnologie. Tutto è importante nella vita, l’importante è saperlo usare: tutti gli strumenti sono utili, ma l’eccesso fa sempre male. Spesso oggi i social alimentano un ego smisurato e i ragazzi non capiscono che certe azioni rovinano la loro vita. Quello che stiamo cercando di insegnare attraverso questo progetto è proprio un uso consapevole, facendo capire che questa non è soltanto una vetrina che basta spegnere per non creare danni. Le cose che si mettono in rete rimangono all’interno del circuito e possono avere ricadute negative non soltanto su loro stessi, ma anche sugli altri.

Il canale Digital Lab 3P si propone quindi come uno spazio di confronto quotidiano, dove la tecnologia viene messa al servizio della comunità. Attraverso uno storytelling realizzato con dei reel, il pubblico entra all’interno delle attività del Centro: del doposcuola di via Scaglione, della sede operativa e soprattutto del campo, dove lo sport e il divertimento prende vita. È una sfida culturale che, partendo dal ricordo di Padre Pino Puglisi, dimostra come anche uno smartphone possa diventare uno strumento di cittadinanza attiva e di narrazione positiva per il quartiere, che lasci l’emblema di “periferia” per diventare un laboratorio di comunità. Anche online.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img