PALERMO. Un percorso lungo tredici anni, fatto di resistenze, polvere e una determinazione incrollabile. L’inaugurazione del nuovo campo polivalente a piazza Magione, nel cuore della Kalsa, nel quartiere in cui sono cresciuti Falcone e Borsellino, non è solo una festa di sport, ma l’ultimo capitolo di una storia di riscatto sociale che affonda le radici nel 2013. È l’anno in cui il quartiere ottenne il primo campetto, poi scivolato nel degrado per la mancanza di manutenzione. Oggi, quella ferita è stata rimarginata, ma la memoria del passato resta il guardiano del presente. A dare voce all’anima profonda di questa conquista sono le parole di Lara, una residente storica che ha vissuto ogni singola tappa di questa mobilitazione: «È stato un percorso complesso, un percorso di lotte, e i bambini lo sanno quante interlocuzioni ci sono state per ottenere tutto questo. Oggi ne abbiamo uno nuovo, ma chiediamo che l’amministrazione trovi i soldi per mantenerlo questo campetto, ce lo auguriamo».
Nelle sue parole emerge la consapevolezza di una cittadinanza che non ha mai abbassato la testa. «Il conflitto tra la politica, le associazioni e gli abitanti è stato fondamentale per diventare comunità educante. Se non avessimo fatto pressione, non so se questo campo ci sarebbe».
Lo “stadio” della Kalsa e il passaggio di testimone
Alla cerimonia di taglio del nastro era presente anche il presidente del Palermo F.C., Dario Mirri, che ha voluto sottolineare il valore simbolico e sportivo dell’opera, tracciando un parallelo con il tempio del calcio cittadino. La società rosanero, infatti, si è occupata della riqualificazione con la collaborazione del Comune di Palermo nell’ambito del progetto sociale “Palermo in the Community”: «Tutti i palermitani hanno uno stadio in viale del Fante, ma oggi ne esiste un altro, a piazza Magione. Forza bambini, prendetevi il vostro futuro».
Un futuro che i più piccoli dimostrano di voler difendere con una maturità sorprendente. Tra le corse e i primi calci al pallone sul nuovo manto, spicca la raccomandazione di Enea, un bambino del quartiere, che si è rivolto direttamente ai suoi coetanei e alla città: «Vi faccio una raccomandazione: fate in modo che questo campetto duri il più possibile, non vandalizzatelo». Il campo è frutto di un finanziamento della squadra del Palermo Calcio con la collaborazione dell’amministrazione comunale.
Presidio della Comunità
«La riqualificazione del campetto della Magione rappresenta un intervento di grande valore simbolico oltre che sportivo», ha dichiarato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. L’area, che già dalle prossime settimane ospiterà tornei rionali e attività educative, rappresenta una vittoria della pressione dal basso. La sfida, adesso, si sposta sul terreno della gestione e della tutela, affinché le istituzioni rispondano all’appello del quartiere garantendo i fondi necessari alla manutenzione.
La riqualificazione del campo e l’impatto sociale
L’intervento ha completamente riqualificato il campo, con il rifacimento del manto e delle recinsioni con materiali di alta qualità e l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione, restituendo alla città uno spazio rinnovato, moderno e funzionale, destinato soprattutto ai più giovani. Il progetto non si limita alla riqualificazione dell’area sportiva, ma prevede anche la gestione condivisa dello spazio attraverso un Patto di Collaborazione sottoscritto dal Comune e da una rete di associazioni, scuole, parrocchie e realtà civiche già attive nel quartiere Kalsa-Magione. Il Palermo FC offrirà inoltre attività formative e supporto metodologico per favorire una gestione inclusiva, educativa e aperta del campetto.
Il Patto, della durata di quattro anni, garantisce un utilizzo gratuito, accessibile e senza forme di uso esclusivo dello spazio. La gestione sarà affidata alla Comunità Educante Kalsa-Magione, alla Rete Kalsa Magione e all’Istituto IPSSEOA Pietro Piazza, insieme all’Associazione Addiopizzo, alla Cooperativa Palma Nana, all’Associazione Booq, all’Associazione Handala, all’Associazione Send ETS, all’associazione “Prima gli ultimi. Nessuno è straniero”, a Mediterraneo Antirazzista, all’Associazione Idea e Azione, all’Associazione Di Sana Pianta, alla Parrocchia SS Trinità della Basilica della Magione, alla Parrocchia di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, al Comitato Piazza Magione e al Comitato Kalsa.
Tra gli obiettivi principali: promuovere il rispetto dei beni comuni e la cittadinanza attiva, favorire la partecipazione della comunità alla gestione del campo, sviluppare attività sportive e tornei, realizzare percorsi educativi e di integrazione attraverso lo sport, valorizzare il rapporto tra scuola, famiglia e territorio e organizzare iniziative di cura e manutenzione dello spazio.
Un ruolo centrale sarà svolto dai venti Local Heroes, giovani tra i 18 e i 30 anni del quartiere selezionati e formati dal Palermo FC nell’ambito del programma internazionale Healthy Goals/City in the Community, che coordineranno le attività sportive rivolte a bambini e ragazzi. Il campetto diventa così un presidio di legalità, inclusione e cittadinanza attiva.








