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lunedì, 26 Settembre 2022
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Trecce di donna, storie e vite nelle poesie di Enea

Fresca di stampa (gennaio 2022) l’ultima raccolta poetica della docente di italiano e latino di un liceo palermitano. Le riflessioni personali e i pregi della silloge di cui sono protagoniste le donne

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PALERMO. Dirigersi a recensire un testo poetico è aprirsi verso l’orizzonte di senso di un altro essere, diverso, magari, da noi, per costituzione, indole, studi, credo religioso. Può esservi dell’affinità, ma la stessa, talvolta, è influenzata dagli umori e dall’attualità delle nostre giornate, dall’assistere, impotenti, a tragedie locali e mondiali che influenzano, senza volerlo, la lettura del manoscritto. Proprio per questo, un testo dovrebbe essere, comunque, letto in modo “ermeneutico”, più e più volte, per essere davvero compreso e meditato.

Della raccolta poeticaTrecce di donna”, di Maria Enea (acquistabile tramite Amazon) docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Palermo, che vede insieme temi sociali con argomenti spirituali, correnti di pensiero con flash d’esistenza narrati in piccole storie, ho apprezzato la schiettezza dell’autrice che ricorda il suo passato di bambina e il suo vissuto emozionale di donna, facendoci dono della sua multi-sfaccettata cultura, come docente, madre e scrittrice.

Di quest’ultimo aspetto, l’essere una scrittrice, che vede quasi come una “condanna”, leggiamo: “Grovigli di pensieri, da dipanare instancabilmente, flussi di parole contorte da riordinare tumultuosamente, fasci di luce altrui mescolate alla mia, conficcate nell’anima, pungoli nel cuore, tarli nel cervello. Il tormento è incessante, finché non porgo l’orecchio a queste mille voci e finalmente scrivo”. È l’ansia tipica e comprensibile di chi sente sua, come “oggetto magico”, la penna, di chi apre il pc e soffre per il foglio word bianco finché non vi metterà una traccia d’esistenza e di comprensione personale del mondo, del creato, delle leggi che lo regolano.

Nelle poesie che hanno trovato sfogo in “Trecce di donna”, Maria Enea parla spesso, infatti, del mare dove perdersi, del cielo dove sarebbe bello costruire “nuove costellazioni”, del vento invocato a ripulire i pensieri… E per spazzar via il male, l’autrice invoca anche la Santuzza di Palermo, Santa Rosalia, perché ascolti le preghiere, ci soccorra, doni dignità, pane e lavoro, perché indirizzi la gente a realizzare il sogno dei magistrati Falcone e Borsellino, perché si possa, in terra di mafia, combatterla, e progettare insieme una casa comune, una città in cui tutti essere felici.

Sogni e preghiere, che s’incastrano con altre storie di donne disgraziate, perseguitate dall’Inquisizione, violentate, infelici, che l’autrice, bookblogger e sostenitrice attiva dei diritti delle donne, si è sentita di affrontare, dando un colore e un’anima al mare magnum delle vicende sopportate, troppo spesso, dal gentil sesso e che, tristemente, non fanno notizia. Ma che come una treccia intricata non lascian sereno il cuore di chi, sensibile come Maria Enea, spera, prega e si attiva perché il mondo possa mutare e venga popolato da uomini, non animali.

“Trecce di donna”, è per ora in offerta, nel suo formato cartaceo, a 4,68 euro, su Amazon.it.

Patrizia Carollo

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