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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Luoghi inediti, restituiti, riaperti: al via il festival delle Vie dei Tesori

Tre weekend alla scoperta della Sicilia: dalle chiese riaperte dopo mezzo secolo a Enna alle cripte ritrovate di Caltanissetta, dalla Sicilcalce restituita a Bagheria all’Hotel delle Terme di Termini Imerese, dall’abbazia normanna di Mili a Messina ai villini liberty di Trapani, dalla “cuba ” con i mosaici romani di Mazara ai siti archeologici di Marsala

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PALERMO. Se Demetra e Kore rivivranno all’alba alla Rocca di Cerere, a Enna, a Trapani si raggiungerà l’antico carcere in barca. Se a Caltanissetta ci si muove tra Lettere32 vintage e telefoni bianchi, a Bagheria si dipinge un carretto sotto la guida dell’ultimo “masciddaro” e a Messina si animano strumenti musicali e maschere. A Termini le ninfe raccontano come un tempo le acque sgorgavano calde dalla terra, a Mazara si “incoccia” il couscous e a Marsala si raggiungono le saline per un bagno di benessere.

Sono soltanto alcune delle esperienze che questo weekend animeranno le prime otto città delle Vie dei Tesori. Questo primo fine settimana – domani e domenica, 10 e 11 settembre  – e nei prossimi due, apriranno le porte un centinaio di luoghi, alcuni inediti altri ritrovati, ci si potrà perdere tra esperienze e passeggiate. Un programma intenso, costruito nei singoli territori, rendendo le comunità protagoniste.

È proprio questo il fil rouge di questa prima tranche del festival, realizzata con il supporto del main sponsor Unicredit, in collaborazione con Comuni, Diocesi, musei, confraternite e privati, col supporto di Poste Italiane: in ognuna delle città, chiese riaperte dopo mezzo secolo, siti archeologici ritrovati, cripte restituite, piccoli musei-gioielli al debutto. Una grande ondata di bellezza che tracima tra i luoghi e tocca i visitatori spinti a costruire percorsi personali.

Ecco quindi Enna dove riapre la chiesa di San Michele Arcangelo, appena restaurata dal FEC e chiusa da un quarto di secolo. La settecentesca Santa Teresa, con la sua decorazione straordinaria e la cripta con gli antichi colatoi, anch’essa chiusa da quasi sessant’anni. Il Circolo da conversazione fino a poco tempo fa vietato alle donne o comunque ai non soci, sotto la Rocca di Cerere sono state riaperte le misteriose Sette Stanze che ospiteranno la rilettura del mito di Cerere e Demetra, sabato al tramonto e domenica all’alba.

Chiesa di San Michele (Enna)

Caltanissetta dove si passerà dallo storico liceo della città al convitto dei Gesuiti, dall’antica “casina” di campagna del barone Benintende alla collezione di 150 acquasantiere del Museo Diocesano fino ad arrivare a un delizioso museo vintage con gli oggetti iconici dell’ultimo mezzo secolo. Nella vicina San Cataldo si entrerà per la prima volta nella cripta della Chiesa delle Anime del Purgatorio, con l’ossario e i colatoi, mentre gli imponenti Sanpauluna saranno visibili a Santa Lucia.

Sanpauluna, Chiesa di Santa Lucia (San Cataldo)

Termini Imerese si stanno accumulando le prenotazioni per visitare l’Hotel delle Terme chiuso da oltre dieci anni, e dove aleggiano le voci dei piloti della Targa Florio che qui avevano il loro quartier generale e, scendendo piano mentre l’aria diventerà sempre più umida e calda, riappariranno dopo decenni le terme romane dove l’acqua sgorga ancora a 37°.

Grand Hotel delle Terme (Termini Imerese)

Nella vicina Bagheria un vero colpo d’occhio sarà il percorso che conduce per la prima volta in assoluto alla Sicilcalce: si accede dall’elegante e settecentesca Villa Cattolica, si supera un cancello ed ecco lo scheletro della fabbrica di calce, immemore al tempo: sabato alle 17 saranno gli stessi ex operai a condurre la visita, tra memoria, aneddoti, storie e personaggi.

Sicilcalce (Bagheria)

Un balzo dall’altra parte dell’isola: a Messina si visiterà per la prima volta l’antichissima abbazia di santa Maria di Mili, la più antica chiesa normanna della Sicilia. Austera, un complesso monastico abbracciato dal verde. Ma si potrà anche farsi prendere dalla tenerezza accarezzando gli animali dell’azienda agricola Villarè dove i bimbi impareranno a impastare i sesamini.

Abbazia Santa Maria Mili (Messina)

Ed eccoci all’altro capo della Sicilia: Trapani apre quel gioiello art nouveau che è Villino Nasi che la città volle costruire per l’ex ministro Nunzio Nasi a fine ‘800. E visto che si è poco lontani, si può raggiungere in barca il castello della Colombaia, l’ex carcere del Risorgimento siciliano.

Castello della Colombaia (Trapani)

Mazara multiculturale, dove sembra di camminare in una Casbah, si può incocciare il couscous ma soprattutto apre le porte per la prima volta la chiesa di san Nicolò Regale, un cubo arabo normanno che nasconde sotto il sagrato, i mosaici di una domus romana  del V secolo dopo Cristo.

Chiesa di San Nicolò Regale (Mazara del Vallo)

Infine Marsala restituisce alla comunità due importanti siti archeologici,  la necropoli di via del Fante con le piccole piramidi funerarie, le Insulae di via delle Ninfe e le aree dalla Plateia Aelia.

Abitato via delle Ninfe (Marsala)

Insomma, un’edizione da non perdere e, armati di smartphone per controllare sul sito www.leviedetesori.com orari, testi e schede di luoghi, esperienze e passeggiate, acquisire i coupon e presentarsi all’ingresso o al punto di riunione. Per un festival che è un’esperienza unica e irripetibile.

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