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mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Albania, da tre Caritas siciliane una casa per una famiglia colpita dal sisma

La Caritas di Agrigento con quelle di Palermo e Messina promuovono il progetto “Una casa per Belsh” per la ricostruzione di un'abitazione distrutta dal terremoto del 2019 nella città albanese

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PALERMO. Restituire a un nucleo familiare in particolare stato di fragilità l’abitazione distrutta dal terremoto del 2019 nella città di Belsh, nel Distretto di Elbasan, in Albania. Nasce con questo obiettivo il progetto “Una casa per Belsh”. L’ente promotore è la Caritas di Agrigento che si occuperà della definizione del progetto, della messa in rete degli attori coinvolti, della cura dei rapporti con la Caritas locale e con le Caritas diocesane siciliane coinvolte. Tra queste, la Caritas di Palermo quella di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
Diverse altra azioni sono previste, come il monitoraggio intermedio e la valutazione finale di progetto, oltre che la cura la rendicontazione finale delle spese. Le tre Caritas diocesane siciliane contribuiscono economicamente con 10 mila euro. La Caritas Sud Albania si incaricherà della selezione della famiglia beneficiaria, della individuazione dell’impresa locale e delle fasi della ricostruzione. Per don Sergio Ciresi, vice direttore della Caritas di Palermo, “l’obiettivo non è solo quello di finanziare progetti ma, intessendo relazioni fraterne, accompagnare altre comunità in percorsi di analisi, progettazione e realizzazione di interventi di promozione. ‘La casa di Belsh’ entra a pieno titolo in questo rapporto fraterno”.

Dalle Caritas un percorso di cooperazione

Il progetto “Una Casa per Belsh” è frutto di un percorso di cooperazione fra Chiese sorelle, iniziato nel 2014, che va pian piano concretizzandosi nel tempo attraverso l’impegno delle Caritas di Agrigento, di Palermo, di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e della Caritasi i Shqipĕrisĕ sĕ Jugut di Cerrik_Ferme. L’avvicinamento pastorale fra l’arcidiocesi di Agrigento e l’amministrazione Apostolica del Sud Albania ha visto il susseguirsi di visite reciproche e campi estivi, la condivisione di azioni formative, il progetto di accoglienza per migranti sulla rotta balcanica e il “Progetto Porziuncola”, con il suo foyer per giovani studentesse. Due seminaristi agrigentini – oggi sacerdoti – hanno completato il loro percorso di studi al Seminario di Scutari, mentre per un anno intero un sacerdote agrigentino ha servito le comunità di Korçë e Bilisht. A breve una equipe di missionari inizierà la sua esperienza di residenzialità tra le Comunità di Korçë e Bilisht, per condividerne il cammino e rafforzare il ponte ecclesiale con la Sicilia.

La ricchezza della collaborazione

All’interno del più generale progetto missionario, le rispettive Caritas diocesane hanno imparato a conoscersi e collaborare, scoprendosi accomunate da fragilità e voglia di riscatto, attente alle povertà emergenti, con particolare sensibilità a giovani, disabili e migranti. In quest’ottica sono stati organizzati i campi di formazione e volontariato e le attività formative condivise; nella stessa direzione sono andati il “Progetto Porziuncola” e il sostegno alla ricostruzione post terremoto nel Sud-Est del Paese.

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