PALERMO. Una scalinata “dimenticata” che torna a vivere grazie all’impegno di giovani provenienti da culture diverse. Nei giorni scorsi, nel quartiere di Ballarò, è stata inaugurata la rinnovata “Scalunata” del vicolo della Pietà a Palazzo Reale, frutto di un percorso di rigenerazione urbana e partecipazione civica promosso nell’ambito del progetto LgNet3 Palermo. L’iniziativa ha coinvolto un gruppo di giovani ospiti delle strutture SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) del Comune di Palermo e numerosi ragazzi e ragazze originari di varie parti del mondo che vivono nel territorio Palermitano, impegnati insieme in un percorso che ha trasformato uno spazio segnato dal degrado in un luogo di incontro e comunità.
Il progetto si inserisce nelle attività di LgNet3, realizzato dal Comune di Palermo e finanziato dal Fondo Europeo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, in partenariato con 19 Comuni italiani e con il coordinamento del Ministero dell’Interno. Nel capoluogo siciliano il programma viene sviluppato dall’Unità Operativa Casa dei Diritti del Comune di Palermo assieme alla Cooperativa Sociale Sviluppo Solidale, alla Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS, all’Associazione Centro PENC e alla Fondazione Èbbene ETS.
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La riqualificazione della scalinata rappresenta il risultato di un percorso di civic engagement avviato nell’ottobre 2025. Dopo mesi di incontri, attività formative e momenti di conoscenza reciproca, i partecipanti hanno individuato proprio in vicolo della Pietà il luogo simbolico sul quale intervenire. Determinante è stato il contributo del “Rompi-pallet – laboratorio meticcio di autocostruzione e riciclo”, attraverso il quale i ragazzi hanno realizzato arredi urbani, vasi e fioriere utilizzando materiali di recupero. Un lavoro condiviso che ha coinvolto anche diverse realtà del quartiere, favorendo relazioni, scambi e nuove forme di collaborazione. La scalinata è stata ribattezzata “Tu si comu a mia”, nome scelto dagli stessi giovani partecipanti per rappresentare un messaggio di vicinanza, riconoscimento reciproco e dialogo interculturale.
«Continua il percorso di ingaggio dei giovani ospiti delle strutture SAI del Comune di Palermo nei confronti della città – commenta la responsabile della U.O. “Casa dei Diritti”, RUP del progetto LgNet3 Palermo, Angela Errore -. Vogliamo infatti sviluppare un sentimento di appartenenza e responsabilità nei giovani al fine di rafforzare il legame con la nostra città per dimostrare che la presenza del SAI su un territorio è generativo. La città di Palermo non è un luogo astratto ma il luogo che accoglie ed accompagna alla vita adulta con responsabilità».
«Con i ragazzi delle scuole e i minori stranieri non accompagnati abbiamo lavorato insieme, condividendo idee, impegno e responsabilità», dichiara Massimo Castiglia, referente del progetto per la Fondazione Don Calabria per il Sociale. «Anche il nome della scalinata Tu si comu a mia, è nato da un’idea dei ragazzi ed è diventato il simbolo di un incontro autentico tra persone e culture diverse. Attraverso i lavori pratici, i ragazzi hanno costruito relazioni, collaborazione e senso di appartenenza, andando ben oltre la semplice riqualificazione di uno spazio urbano. Questa esperienza – conclude Castiglia – ha posto basi concrete per la costruzione di una comunità e rappresenta una buona pratica da mettere a sistema e replicare anche in altri contesti».
L’attività di riqualificazione della “scalunata” è stata realizzata da Fondazione Don Calabria per il Sociale, con la collaborazione di Gambian Association, Ballarò Buskers, Moltivolti e SOS Ballarò, e con il sostegno della cooperativa Terradamare che durante il laboratorio ha messo a disposizione gli spazi del ex oratorio Santa Maria Maggiore. I pallet utilizzati per la costruzione degli arredi sono stati donati dalla Caritas Diocesana di Palermo. La nuova scalinata è divenuta così non solo un luogo restituito alla cittadinanza, ma anche il simbolo concreto di una parte della città che sceglie l’inclusione, la partecipazione e la cura condivisa degli spazi comuni.






