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venerdì, 7 Ottobre 2022
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A Palermo il Ramadan è anche condivisione: i Bayefall donano il cibo per “rompere” il digiuno ai più poveri

I ragazzi delle comunità senegalesi e gambiane raccontano l’esperienza della condivisione nel mese sacro e lo spirito del Bayefallismo in città

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Un Ramadan fraterno che dedica attenzione agli “invisibili” superando qualsiasi forma di distinzione culturale, identitaria e religiosa dando un pasto, un sorriso, vicinanza “umana” al prossimo. È con questo spirito che i Bayefall di Palermo con la collaborazione delle associazioni del Senegal e Gambia lavorano incessantemente nel mese del Ramadan presso Santa Chiara, che oggi ospiterà una grande festa per l’Eid Al-Fitr, la rottura del digiuno del Ramadan.

Le radici storiche del Bayefallismo

Una storia centenaria ricca di significati, valori che si rispecchiano nella quotidianità contemporanea collegate alla figura di Cheikh Ibrahima Fall, vissuto tra la metà del XIX e XX secolo.  “Il Bayefallismo deriva da uno dei seguaci di Cheikh Ahmadou Bamba, Cheikh  Ibrahima Fall. Baye in Wolof significa padre e l’abbiamo associato al suo cognome Baye – Fall dunque padre Fall – riferisce Youssoupha Thiam, Bayefall  -: è stato uno dei seguaci più importanti della comunità Mourid e ha dedicato tutta la sua vita a Cheikh”, prosegue Thiam ricordando i valori preponderanti nel Bayefallismo – umiltà, rispetto, tolleranza. “Aiutarci fra di noi sono alcuni dei principi valori che caratterizzano il Bayefallismo, è una filosofia di vita”.

Il Bayefallismo dunque, se da un lato rappresenta una essenza  fortemente spirituale ed identitaria, dall’altra è diventata una filosofia di vita che può essere seguita anche da coloro che sono esterni al Bayefallismo originario: “Prima di essere un Bayefall devi essere Mourid, da questo punto di vista Cheikh Ibrahima Fall è stato uno che ha lasciato una impronta veramente notevole rivestendo un ruolo chiave nel Mouridismo – ricorda Thiam spiegando anche l’estensione del Bayefallismo verso l’esterno –. Nel tempo ci sono stati anche cristiani che si sono definiti come Bayefall perché è come avevo detto prima una filosofia, un modo di vivere al meglio le relazioni umane in una ottica di alterità – racconta Thiam –. Infine vorrei ricordare che non tutti i Mourid sono Bayefall perché i Bayefall sono una comunità dentro il Mouridismo e per noi vedere che questo Bayefallismo va al di là del Mouridismo e si estende in altre persone fa piacere perché penso che il messaggio centrale sta veicolando nel migliore dei modi”.

I Bayefall a Palermo

Essere Bayefall è sinonimo di essere se stessi con valori e virtù positive rendendo difficile l’identificazione all’esterno di un soggetto quale appartente al Bayefallismo. È questo ciò che si evince dalle parole di Cheikh Baye Fall, uno dei primi promotori delle iniziative solidali che si svolgono da 6 anni presso piazza Santa Chiara: “Non possiamo dire che i Bayefall sono 2, 4 o 5, perché esserlo dipende dalla volontà interiore di una persona. Siamo tantissimi qui e quando vi sono momenti rilevanti come il Ramadan. Alcune persone cercano di fare sacrifici per essere qui presenti, altri ancora vorrebbero esserci ma a causa dei ritmi frenetici della vita non riescono ciononostante mantengono viva la loro presenza attraverso una chiamata o un messaggio perché ci comunichiamo tramite i social come Facebook e Whatsapp – prosegue Cheikh – dunque queste persone saranno con noi con il cuore e con i pensieri”.

Anche Cheikh, sulla stessa linea di Thiam, riferisce il come il Bayefallismo sia uno stile di vita forte, impegnativo verso gli altri: “I ragazzi Bayefall di Palermo fanno diversi lavori nella loro quotidianità e noi stiamo facendo nel nostro piccolo tutto il possibile per riunirli tutti perché l’unione fa la forza – dichiara Cheikh –. Il Bayefallismo è uno stile di vita in cui l’educazione, la solidarietà, la fratellanza, la tolleranza e l’apertura verso le diversità sono nel suo DNA perché credi in te stesso e allo stesso tempo credi negli altri. I ragazzi Bayefall che sono qui ci sono nati e lo hanno tramandato dai loro genitori, un Bayefallismo che esiste e continua ad esistere dall’1800 ad oggi” chiude con entusiasmo Cheikh.

Ph. Ragazzi Bayefall a Palermo

La macchina organizzativa del Ramadan fraterno

Un movimento informale che da 6 anni porta avanti questa iniziativa del Ramadan fraterno in piazza Santa Chiara. È questo ciò che fanno i “Ragazzi Bayefall a Palermo” che hanno sentito fortemente questa esigenza di aiutare gli ultimi durante questo mese sacro per non trascurare nessuno attraverso un impegno dal basso frutto di una rete solidale di autofinanziamento tra le realtà Senegalesi e Gambiane: “Dopo un vissuto abbastanza difficile nei miei primi anni in Italia ho constatato che vi era la necessità di portare la filosofia di Bayefall, imparare a fare, aiutare gli altri, ricordando a me stesso che io da Bayefall ho una missione, ovvero quella di dar da mangiare agli altri. Dunque, da lì parlai con mio fratello, con l’associazione senegalese e altri, da lì iniziammo a raccogliere spontaneamente qualche euro per fare dei caffè, girando nei mercatini anche tra i nostri amici – racconta Cheikh –. Mi ricordo che vi fu un signore che ci diede ben 15 panini al giorno, poi trovammo piano piano un impegno collettivo e spontaneo tra chi ci aiutava in cucina, chi con la macchina e chi come realtà palermitana associativa come alcuni del circolo ARCI PORCO ROSSO o Moltivolti che ci davano una mano”, conclude Cheikh.

Nessun contributo pubblico, ho voluto avviare una raccolta fondi che ci aiuta in parte a sostenere i costi considerando che provvediamo a fornire almeno 80 pasti al giorno per non parlare dei caffè e del latte – tiene a precisare Cheikh –. Noi aiutiamo queste persone in difficoltà, alcuni non hanno una casa, non hanno una famiglia, vogliamo garantirgli un buon Ramadan, aperto a tutti senza distinzione alcuna, la nostra esperienza di ben 6 anni ci ha fatto riflettere su una cosa, bisogna far riunire le persone per bene con il fine di aiutare gli ultimi superando qualsiasi divergenza in termini di appartenenze identitarie”, termina Cheikh.

La collaborazione con i Gambiani

Una tradizione, ritualità “umana” che dal Gambia continua anche a Palermo. E’ questo ciò che si deduce dalle parole di Mustapha Jarjou, portavoce della Gambian Association in Palermo: “il Ramadan è un mese molto sacro e questa attività che stiamo facendo qui è iniziata già in Gambia – riferisce Jarjou –  nel nostro paese, infatti, le persone si organizzano tra di loro per potere fornire gli alimenti alle persone. Si vedono le persone che cucinano nelle loro case per poi andare nei villaggi e nelle città perché sono persone che lavorano fino a tardi e non hanno la possibilità di tornare a casa in orario, gli danno il cibo e l’acqua per rompere il digiuno e qualora durante il tragitto si dovessero trovare persone che non fanno il Ramadan, gli si dà anche a loro la possibilità di mangiare”, conclude Jarjou.

Si è dunque pensato di fare trait d’union con i senegalesi palermitani evitando una dispersione di forze e di energie sia in termini economici che umani con l’unico fine di aiutare tutti e non lasciare nessuno da solo: “Abbiamo visto che i ragazzi senegalesi lo fanno qui e quindi noi ci siamo seduti con loro e ci siamo chiesti il perché non lo dovessimo fare insieme anziché  separatamente. Perché è sempre la stessa cosa con lo stesso obiettivo, lo facciamo per le stesse persone e dunque dall’anno scorso collaboriamo alla macchina organizzativa di questa iniziativa solidale e fraterna e lo facciamo insieme senza alcuna distinzione. Qui se non sono io a dirti che appartengo al Gambia non mi saprai distinguere perché annulliamo di fatto le nostre appartenenze ed è con questo spirito che proseguiremo insieme questo percorso di attività”, chiude Jarjou.

i Bayefall donano il cibo per "rompere" il digiuno ai più poveri
Ph. Gambian Association in Palermo

Le attività future dei “Ragazzi Bayefall a Palermo” 

Il movimento informale dei “Ragazzi Bayefall a Palermo” ambisce a diventare una realtà formale per potere consolidare le proprie iniziative ed estendersi sulle iniziative di stampo sociale nel territorio in una visione del “noi” inclusivo: “Entro quest’anno vorremmo costituirci come associazione Ragazzi Bayefall, probabilmente dopo il Ramadan – riferisce Bakary Sagna –. Abbiamo tanti progetti in cantiere che non possiamo svelarvi adesso, però vi anticipiamo che riguarderanno il settore sociale perché Bayefall è sinonimo di sociale, fratellanza, condivisione e dunque vogliamo aiutare tutte le persone a prescindere dalle loro nazionalità di appartenenza”, conclude Sagna.

Il portavoce della Gambian Association in Palermo, Mustapha Jarjou, precisa che la collaborazione tra Bayefall e la loro associazione non si fermerà qui, anzi, proseguirà tra le aule scolastiche ed universitarie e, ove necessario, anche nelle istituzioni: “Vogliamo essere insieme parlare insieme per poter fare qualcosa per i nostri fratelli che in questo momento si trovano in condizioni molto precarie, quelli che hanno bisogno, Non vogliamo che la collaborazione finisca qua, vogliamo estendere il nostro impegno in altri contesti sociali e anche politici per promuovere l’inclusione sociale – riferisce Jarjou -. Noi come associazione gambiana facciamo incontri con gli studenti e parliamo della collaborazione con i Bayefall e il Bayefallismo. Vogliamo portare queste tematiche sia nelle aule scolastiche, universitarie che nelle istituzioni”, conclude Jarjou.

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