HomeCronacaPeriferieAl CEP di Palermo nascono i giornalisti del futuro: con smartphone e microfono per raccontare il quartiere nei reel

Al CEP di Palermo nascono i giornalisti del futuro: con smartphone e microfono per raccontare il quartiere nei reel

Concluso il laboratorio “C’entro anch’io” alla scuola Saladino: gli studenti delle elementari diventano reporter digitali

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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PALERMO. Imparare a cercare il “bello” e il “buono” dove spesso i riflettori si accendono solo per la cronaca nera, usando i linguaggi della comunicazione contemporanea. È questo lo spirito con cui 16 alunni delle classi quarte elementari dell’Istituto Comprensivo “Giuliana Saladino”, nel cuore del quartiere CEP di Palermo, hanno vestito i panni di veri e propri reporter multimediali.

Si è concluso il laboratorio di Giornalismo Sociale inserito nel più ampio progetto “C’entro anch’io”, un’iniziativa promossa da Apriti Cuore ETS con il sostegno del PNRR con l’impresa sociale Il Mediterraneo e Cirf.

Il percorso, durato 25 ore suddivise in 12 incontri settimanali, è stato progettato e guidato dai giornalisti Lilia Ricca e Salvatore Di Stefano dell’impresa sociale Il Mediterraneo. I piccoli reporter si sono messi in gioco direttamente sul campo, prendendo in mano smartphone e microfoni per dare voce e volto al proprio territorio attraverso una narrazione nativa digitale.

Dietro l’obiettivo: la nascita di una redazione multimediale

Il fulcro e culmine dell’esperienza pratica ha visto la trasformazione della classe in una vera e propria redazione mobile. I bambini hanno studiato i meccanismi della filiera informativa e l’etica delle fonti per poi passare subito all’azione: simulando le tecniche di intervista e gestendo la strumentazione tecnica, tutti i 16 alunni hanno sperimentato a turno i diversi ruoli del set. C’è chi ha curato la postura e il tono di voce come intervistatore e chi, come operatore video, ha gestito le riprese e le inquadrature con lo smartphone.

Il risultato di questo grande lavoro di squadra sono tre video-interviste in formato reel destinate ai canali social di Il Mediterraneo e della web tv Terramatta. I piccoli giornalisti hanno dialogato a tu per tu con tre figure chiave della comunità scolastica e territoriale, scoprendo storie di riscatto e impegno sociale:

  1. Giusto Catania, preside dell’I.C. “Giuliana Saladino”, con cui si è approfondito il ruolo della scuola come presidio di legalità nel quartiere. (GUARDA IL VIDEO SU TERRAMATTA.TV)
  2. Antonietta Fazio, presidente dell’Associazione San Giovanni Apostolo, punto di riferimento storico per il contrasto alla povertà educativa nella zona.
  3. Antonella Radicelli, responsabile della Cooperativa “Liberamente” che gestisce L’Orto di Paolino, per toccare con mano un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e green.

Dal giornale di classe alle “buone notizie” in radio

Prima di scendere in campo con le telecamere, il percorso ha previsto una solida base di scrittura e di analisi critica, che ha portato alla creazione di un piccolo giornale cartaceo interamente focalizzato sulla narrazione positiva delle dinamiche del CEP.

A completare questo ricco cammino editoriale si è aggiunta anche una significativa esperienza nell’etere: grazie alla collaborazione tra la nostra testata e l’emittente Radio Spazio Noi, gli studenti e la docente che li ha seguiti hanno registrato dei brevi interventi audio. I contributi sono andati in onda all’interno della rubrica “Le buone notizie”, uno spazio curato proprio da Il Mediterraneo 24, offrendo ai bambini l’opportunità di sperimentare anche l’uso della voce e il mezzo radiofonico.

La forza del fare rete

Il bilancio finale del laboratorio è straordinariamente positivo. L’entusiasmo e la risposta dei 16 piccoli giornalisti hanno dimostrato come la scuola e il Terzo Settore, lavorando in sinergia, possano generare un apprendimento concreto e stimolante. I partecipanti hanno sviluppato non solo una forte autonomia nell’uso dei mezzi digitali, ma soprattutto una spiccata sensibilità nel cogliere il valore della propria comunità, dimostrando che il racconto del territorio può partire, con grande efficacia, anche dagli sguardi più giovani.

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