HomeBuone notiziePalermo, canto, ballo e cucina: i talenti degli ospiti di Dimora salgono sul palco

Palermo, canto, ballo e cucina: i talenti degli ospiti di Dimora salgono sul palco

Le persone accolte nei poli del progetto si sono esibite a Scalo 5b e hanno preparato piatti da diverse parti del mondo. Il festival rientra nel programma “Ottobre con Dimora”, dedicato all’inclusione sociale e al contrasto della marginalità adulta

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Salvatore Di Stefano
Salvatore Di Stefano
Studente di scienze della comunicazione per i media e le istituzioni - giornalismo all'università di Palermo. Collaboratore del Mediterraneo 24, nonché volontario dell'Associazione San Giovanni Apostolo
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PALERMO. Si è accesa la luce sul palco del “Festival dei Talenti”, un’occasione per gli uomini e le donne che vivono all’interno delle strutture del progetto Dimora, per esibirsi e mettere in mostra il proprio talento, ricordandosi che oltre le difficoltà ci sono delle capacità che non possono essere messe da parte. Una serata in cui gli ospiti dei poli sono stati gli artisti e i protagonisti, tra arte, ballo e canto. Ognuno ha messo in mostra il proprio talento. C’è chi ha cantato “Rossetto e caffè” di Sal Da Vinci, facendo partire un vero e proprio karaoke in sala, chi ha ballato la disco music e chi, attraverso la propria esibizione, ha trasformato la sala di Scalo 5b in un beach party, danzando sulle note di “Dai Dai” di Shakira e Burna Boy. 

Non solo musica, ma anche tanto buon cibo, infatti, a fine spettacolo c’è stata la possibilità di assaggiare le pietanze cucinate e realizzate dagli ospiti dei centri. La sala si è riempita di profumi e sapori provenienti da diverse parti del mondo, tra rosticceria mignon tipicamente siciliana, pane arabo, passando per il cous cous marocchino e la carne speziata. Il tutto accompagnato dalle canzoni del trio No Hay Problema, esibitosi a fine serata.

Si tratta di un’iniziativa pensata e organizzata con lo scopo di offrire un momento di gioco e svago per quelle persone senza dimora che, a causa di diverse difficoltà, sono state segnalate e dunque accolte all’interno dei poli presenti in città. Qui sono presenti psicologi, educatori e operatori, i quali lavorano ogni giorno per far sentire a proprio agio quelle persone che sembravano aver perso tutto, ma che ora possono contare su un gruppo di professionisti e non che li supporta.

Il festival rientra nel programma “Ottobre con Dimora”, un ciclo di iniziative e attività, che si sono tenute tra il 22 e il 25 ottobre, dedicate al contrasto per l’emarginazione adulta e all’inclusione sociale. Una quattro giorni ricca di eventi che si può dividere in due fasi: tra giovedi e venerdi si sono tenuti dei tavoli tematici in cui il tema al centro del confronto era il disagio abitativo e i piani per il futuro, mentre durante il weekend si sono tenuti dei veri e propri momenti di gioco tra tornei di scopone e di calcetto, ma anche di cura e benessere grazie agli studenti di Endofap che si sono occupati di dare una sforbiciata e una sistemata alle acconciature degli ospiti. Al Réves, invece, si è preoccupata di consegnare loro delle nuove coperte per l’inverno. 

Al centro dell’edizione del 2026 vi è il coinvolgimento diretto delle persone che hanno vissuto gravi esperienze di marginalità. Non solo destinatari dei servizi, ma anche protagonisti delle iniziative e del confronto con operatori e cittadini. L’obiettivo è creare delle occasioni per valorizzare le capacità di ogni uomo e di ogni donna, mettendoli al centro non solo della scena in modo artistico, ma facendoli sentire importanti di fronte a una condizione sociale piuttosto delicata.   

“Il festival dei talenti nasce circa tre anni fa, quando ci ha fatto visita una compagine proveniente da Berlino. In quel caso abbiamo scoperto che uno dei nostri ospiti parlava fluentemente il tedesco. A quel punto ci siamo chiesti “ma noi, oltre a dar da mangiare e un posto letto, conosciamo le capacità dei nostri ospiti? – spiega ai nostri microfoni Marco Guttilla, coordinatore del progetto Dimora -. Da quel momento ci siamo preoccupati di far uscire i loro talenti così da permettergli di ricostruire un pezzo della loro vita per il futuro. Accendendo le luci del palco su una condizione di invisibilità rendiamo visibile tutto ciò, così che le persone non si girano dall’altro lato.”

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