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domenica, 16 Giugno 2024
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Inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza: con Le Onde 26 tirocini in 3 anni

I percorsi hanno portato a 4 proposte di assunzione, 4 assunzioni con contratti a tempo determinato o indeterminato e una collaborazione professionale. Fornite competenze dall'ambito del turismo alla formazione

Caterina Ganci
Caterina Ganci
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica, collaboro con diverse testate online. Amo il mare, il suo profumo e le sfaccettature dei suoi colori. Non penso che potrei vivere in un posto diverso dalla Sicilia! La nostra Isola è bella e ricca di cultura, storie, tradizioni e se è vero che “la bellezza salverà il mondo" io voglio continuare a cercare, osservare e raccontare le nostre meraviglie con la passione forza motrice necessaria per una giornalista
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PALERMO. Per aiutare una donna vittima di violenza di genere è fondamentale sostenerla anche in un percorso di raggiungimento dell’indipendenza economica e dell’autonomia in generale. Nella sede del dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali di Palermo, ieri, si è tenuto il convegno “Strumenti per i percorsi di autonomia delle donne: Tirocini di inserimento e di inclusione sociale”, organizzato dall’associazione Le Onde, con lo scopo di presentare i risultati dei due progetti avviati negli passati e in via di conclusione: “EMM.A–EMpowerMente Autonomia economica per donne vittime di violenza”, finanziato dall’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, e “Pleiadi” (Percorsi di accoglienza e inclusione per donne in difficoltà a causa di violenze) finanziato dal Comune di Palermo. Al tavolo rappresentanti delle aziende e riferimenti istituzionali, presenti gli assessori Nuccia Albano e Rosalia Pennino, introdotti da Maria Grazia Patronaggio.

Attraverso i progetti – commenta Mara Cortimiglia, coordinatrice del centro Le Ondedal 2020 ad oggi la nostra associazione ha gestito 11 tirocini di inserimento lavorativo e 15 di inclusione sociale in stretta collaborazione con il Centro per l’impiego di Palermo e il servizio sociale territoriale del Comune di Palermo. Il convegno – aggiunge – ci ha permesso di illustrare il dispositivo di orientamento ed inserimento lavorativo sperimentato e implementato in questi anni, attraverso cui le donne sono sostenute nel loro percorso di autonomia. Sono state 16 le aziende ospitanti coinvolte. Alla fine dei percorsi – prosegue – su 26 tirocini, 4 le proposte di assunzione, 4 le assunzioni con contratti a tempo determinato o indeterminato e una collaborazione professionale.
Diverse le competenze professionali acquisite dalle tirocinanti: Tecnica di accoglienza turistica, Addetta amministrativa-segretariale, Addetta al CAF, Estetista, Addetta alla vendita, Tecnica della sicurezza delle reti, Addetta alle pulizie, Animatrice servizi all’infanzia Addetta alla produzione di pasticceria, Animatrice socioeducativa, Graphic designer
“.

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Tra le aziende palermitane ospitanti presente il responsabile di Beetroot e Chiara Cianciolo per il Centro Diaconale La Noce.La nostra realtà – racconta Marco Traina, Beetrootha accolto ad aprile 2022 una donna di 40 anni, un percorso durato meno di un anno. In questo periodo la nostra tirocinante ha acquisito nuove competenze, arricchendo il suo bagaglio di fotografa e diventando una graphic designer. Per entrambi non si è trattato soltanto di un percorso lavorativo ma è stata sopratutto un’esperienza umana. Oggi si è trasformata in una collaborazione: condividiamo client e attività. I nostri  spazi lavorativi sono sempre a sua disposizione“.

Nel progetto PLEIADI la finalità è garantire, attraverso un sistema integrato di prestazioni interconnesso con i servizi della Rete contro la violenza alle donne, alle ragazze e ai ragazzi, alle bambine e ai bambini di Palermo, un percorso per le donne vittime di violenza sole o con figlie/i, dal primo contatto alla compiuta definizione della fuoriuscita dalla violenza anche attraverso l’ospitalità in case rifugio ad indirizzo segreto. In concreto sono resi disponibili per le donne le prestazioni del Centro antiviolenza, in due sedi operative, che opera attraverso: servizio di accoglienza telefonica; percorsi di accoglienza e consulenze dedicate; due case di accoglienza ad indirizzo segreto e interventi di inclusione attiva.
Con EMM.A, invece, l’obiettivo era  sviluppare attività per favorire l’occupabilità delle donne, rafforzando il Centro antiviolenza con l’integrazione di attività per l’empowerment di quelle più fragili a causa di difficoltà nell’inserimento lavorativo e potenziando gli interventi in rete tra i servizi territoriali che intervengono nel percorso di supporto all’uscita dalla violenza.

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