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Festino dello Sperone: la Santuzza arriva in tram tra i bambini

Lunedì 9 novembre torna la III edizione del Festino di quartiere a Palermo. Da via Balsamo alla fermata Laudicina, un corteo guidato dai più piccoli con le luminarie d'artista di Domenico Pellegrino

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PALERMO. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno richiamato migliaia di persone nel quartiere Sperone, torna il Festino di Santa Rosalia nella periferia palermitana. L’appuntamento è per lunedì 9 novembre alle ore 15.00 alla fermata tram “Laudicina” in via Laudicina allo Sperone. Un corteo popolare che, fin dalla sua nascita, ha una caratteristica speciale: essere ideato, condotto e animato dai bambini e dalle bambine, protagonisti di una festa che restituisce al quartiere il diritto di essere vissuto, raccontato e riconosciuto attraverso la cultura e la partecipazione.

Nel 2024 la Santuzza è arrivata da terra, sul prezioso Carro Trionfale di Jannis Kounellis, restaurato e restituito alla città. Nel 2025 è arrivata dal mare, con Monte Pellegrino sullo sfondo, riportando lo sguardo dello Sperone verso la costa e aprendolo a un orizzonte di possibilità, sviluppo e futuro. Quest’anno la Santuzza arriverà allo Sperone in tram: attenderà la vettura alla Stazione Centrale, in via Balsamo, salirà sulla 3P della Linea 1 e viaggerà insieme alle persone che ogni giorno attraversano Palermo per andare a scuola, al lavoro o tornare a casa. Alla fermata Laudicina l’intera comunità sarà ad attenderla. Cambia il mezzo ma non il significato del viaggio.

Da lì comincerà un cammino attraverso il quartiere. Santa Rosalia percorrerà le strade che ogni giorno attraversano bambine e bambini, passerà davanti alla loro scuola, incontrerà gli sguardi degli abitanti e conoscerà i luoghi, i desideri e le attese dello Sperone. Vedrà il Parco Urbano Ribelle, ancora in attesa di diventare realtà, e l’asilo nido di via XXVII Maggio, una struttura fondamentale per il quartiere, attesa da quarantanove anni, ormai pronta ma non ancora entrata in funzione.

Sarà una Rosalia con i piedi per terra, che non guarda il mondo dall’alto, ma lo attraversa. Una Santa che incontra, ascolta e comprende la complessità della vita quotidiana, lasciandosi accompagnare dalla sua comunità. Perché conoscere un quartiere significa percorrerlo, riconoscerne la bellezza e non distogliere lo sguardo da ciò che ancora manca.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione no-profit Amici dei Musei Siciliani, dall’Istituto Comprensivo Statale “Sperone-Pertini” e dall’associazione di volontariato L’Arte di Crescere, con il sostegno del Comune di Palermo, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e della Seconda Circoscrizione.

L’edizione 2026 vede la partecipazione dell’artista Domenico Pellegrino, della scuola di danza Flashdance, dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva, di VediPalermo, di AMG Energia S.p.A., del Teatro Massimo e di AMAT.

A dare il proprio contributo all’iniziativa l’OdV Gruppo Volontariato e Protezione Civile A.N.P.S. Palermo, l’Associazione Nazionale Carabinieri-Nucleo Regionale di Volontariato, la LILT Palermo, l’APS Domenico Schiavo, l’Aero Club Palermo e Air Delta.

Terra, mare, tram: una storia che continua

Tre arrivi, tre modi diversi di raccontare il rapporto tra la Santa, Palermo e il suo quartiere. Se il primo ha restituito alla città un’opera d’arte e il secondo ha aperto lo sguardo verso il mare, il terzo sceglie di attraversare la quotidianità. Il tram diventa così il simbolo di una città che deve poter essere vissuta e attraversata da tutti, senza distanze geografiche e umane. Distanze che idealmente gli organizzatori avevano pensato di colmare con un volo, grazie alla disponibilità e generosità dell’Aero Club Palermo e di Air Delta. L’arrivo di Santa Rosalia è stato poi ripensato in una modalità più quotidiana e prossima: la Santuzza attenderà la vettura alla fermata di via Balsamo, alla Stazione Centrale, come una delle tante persone che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. Salirà sulla vettura 3P della Linea 1, dedicata a Padre Pino Puglisi e messa a disposizione da AMAT, per raggiungere lo Sperone. Durante l’attesa e il viaggio sarà accompagnata dalla Cantoria del Teatro Massimo. Il tragitto diventerà parte integrante dell’azione scenica e della narrazione del Festino: non un semplice trasferimento, ma il primo momento di un incontro. Santa Rosalia condividerà il viaggio con le persone, attraverserà la città e arriverà nel quartiere senza separazioni tra dimensione sacra e quotidianità.

Alla fermata Laudicina sarà la comunità ad accoglierla e ad accompagnarla. Soprattutto i bambini e le bambine le mostreranno i luoghi della loro vita: la scuola, le strade che percorrono ogni giorno, gli spazi di incontro e quelli che ancora aspettano di diventare realtà. È questa la nuova immagine di Santa Rosalia: non una figura distante, immersa nell’estasi, ma una presenza che cammina sulla terra, incontra gli sguardi, ascolta le storie e attraversa le contraddizioni della vita. Una Santa che non si limita a portare una benedizione, ma si lascia interrogare dai luoghi e dalle persone che incontra.

Il programma del Festino dello Sperone 2026 (Immagine creata con IA)

Roberto Lagalla, sindaco di Palermo

«Due anni fa abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché eravamo convinti che il Festino di Santa Rosalia dovesse essere una festa di tutta Palermo, capace di raggiungere ogni quartiere e ogni comunità. Portarlo allo Sperone significava riconoscere a questo territorio il diritto di essere protagonista della vita culturale della città. Le prime due edizioni hanno confermato il valore di quella scelta, con una straordinaria partecipazione di famiglie, adulti e soprattutto bambini e bambine, che hanno saputo trasformare il Festino in una grande occasione di incontro e condivisione. Iniziative come questa servono a fare dei quartieri delle vere comunità, a creare legami, alimentare il senso di appartenenza e dare spazio alle energie e ai talenti che ogni territorio custodisce. La cultura deve essere un diritto di tutti e raggiungere ogni parte della città. Sono particolarmente felice che anche quest’anno siano i bambini e le bambine i protagonisti di un percorso che lascia un segno concreto nel quartiere e guarda al futuro di Palermo».

Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente Amici dei Musei Siciliani

«Il Festino dello Sperone è il Festino dei bambini, delle loro parole, della loro luce, delle loro speranze. Per noi rappresenta un investimento, un seme che promette gioia e bellezza, ma soprattutto riporta allo Sperone l’attenzione della città, nel nome della sua Santa Patrona e protettrice».

Antonio Rini, assessore alla Cultura del Comune di Palermo

«Il Festino dello Sperone è una di quelle iniziative che mi emozionano davvero, perché racconta una Palermo che troppo spesso non trova lo spazio che merita. Vedere i bambini diventare protagonisti, immaginare il futuro del proprio quartiere e trasformare le loro parole in luce è qualcosa che va ben oltre una manifestazione culturale. E mi piace pensare che, attraverso questo Festino, siano proprio i bambini a ricordarci quale città dobbiamo costruire. Come Assessore alla Cultura sento particolarmente questa responsabilità: fare in modo che nessun quartiere si senta periferia e che ogni bambino possa essere orgoglioso del luogo in cui cresce. Perché la bellezza di Palermo non appartiene soltanto ai suoi monumenti, ma soprattutto alle persone che la vivono e la rendono speciale ogni giorno».

Le parole dei bambini diventano luce

Tragitto del Festino dello Sperone 2026

Il tema di quest’anno è la luce: quella che nasce dalle parole dei bambini e delle bambine e si trasforma in un segno concreto, destinato a rimanere nel quartiere. Saranno ancora una volta loro a scegliere le parole che vorrebbero vedere brillare allo Sperone, trasformandole insieme all’artista Domenico Pellegrino in vere e proprie luminarie. Le parole diventeranno un’installazione permanente, capace di consegnare allo spazio pubblico i desideri, l’immaginazione e la voce dei più piccoli. Il progetto si inserisce nel percorso artistico «Le Parole Giuste», che Domenico Pellegrino porta avanti dal 2022 e che, con questa esperienza, raggiunge il suo settimo capitolo.

Domenico Pellegrino, artista

«Le Parole Giuste è un progetto artistico che porto avanti dal 2022 e che oggi, con il suo settimo capitolo, arriva allo Sperone di Palermo. Attraverso i laboratori abbiamo chiesto ai bambini e ai ragazzi di scegliere le parole capaci di raccontare sentimenti, valori e desideri per il futuro, trasformandole insieme in opere luminose. Portarle nello spazio pubblico significa dare voce alle nuove generazioni e rendere il quartiere protagonista di un’esperienza artistica collettiva. Per il Festino dello Sperone porteremo sul palco anche le Rose di Rosalia, realizzate per il carro trionfale Il Giardino di Rosalia del 400° Festino. Un modo per creare un legame tra la grande tradizione della città e questa festa di quartiere, perché l’arte e la bellezza devono appartenere a tutti, senza distinzioni tra centro e periferia. Allo Sperone non accendiamo soltanto delle luci, ma diamo luce alle idee e ai desideri di chi rappresenta il futuro di questo quartiere».

Antonella Di Bartolo, preside I.C.S. “Sperone-Pertini”

«Il Festino dello Sperone è nato da un’intuizione: restituire ai bambini e alle bambine il diritto di essere protagonisti della vita culturale del proprio quartiere e della propria città. In questi anni la scuola è diventata uno spazio aperto, capace di generare relazioni, bellezza, partecipazione e nuove possibilità. Anche l’idea di far arrivare quest’anno Santa Rosalia in tram è nata dalla comunità, dalla proposta di una mamma. Un’intuizione semplice e bellissima: far viaggiare la Santuzza come una persona qualunque, aspettare con lei la vettura, salire a bordo e condividere il tragitto con gli altri passeggeri. Una volta arrivata allo Sperone, saranno i bambini e le bambine ad accompagnarla per le strade che percorrono ogni giorno. Le mostreranno la loro scuola, i luoghi in cui vivono, gli spazi che sognano e quelli che ancora aspettano. Le racconteranno la loro quotidianità, senza nascondere nulla: la bellezza del quartiere, ma anche ciò che manca. Abbiamo immaginato una Santa Rosalia con i piedi per terra, che attraversa lo Sperone insieme ai suoi bambini. Vogliamo che siano proprio loro a raccontare il quartiere, a mostrare alla città ciò che sono, ciò che vivono e ciò che desiderano. Perché il Festino nasce dalla comunità e alla comunità restituisce la parola. È questo il senso più autentico del nostro lavoro educativo: dare ai bambini la possibilità di prendere la parola e sentirsi protagonisti del proprio futuro».

Rosalia tra noi. Le parole delle donne si fanno strada

Accanto alle parole dei bambini e delle bambine, il Festino accoglierà anche la voce delle donne, attraverso un percorso di ascolto e scrittura collettiva. «Rosalia tra noi», curato dall’associazione L’Arte di Crescere in collaborazione con la comunità scolastica dell’Istituto “Sperone-Pertini”, darà voce alle donne del quartiere e della città. A partire dalla leggenda di Santa Rosalia, le partecipanti condivideranno parole, desideri, bisogni e richieste rivolte alla Santuzza, componendo una preghiera laica collettiva, espressione di una voce plurale.

Il percorso partirà dalla scuola, nella Piazza delle Parole, con un incontro aperto alle donne del territorio; culminerà il 9 novembre con l’attesa del tram e il viaggio condiviso con Santa Rosalia, alla quale verrà affidata simbolicamente la preghiera. Le parole delle donne si faranno strada: dalla Stazione Centrale allo Sperone attraverseranno idealmente la città, superando distanze geografiche e simboliche, per tornare al quartiere come messaggio di speranza, libertà e cura. Un percorso che affianca la loro voce a quella dei bambini e delle bambine, riconoscendo nell’ascolto e nella partecipazione una forza capace di generare cambiamento.

Marika Gallo e Monica Garraffa, volontarie dell’associazione L’Arte di Crescere

«Con Rosalia tra noi abitiamo questa terza edizione del Festino dello Sperone non come semplice celebrazione, ma per riscoprire il legame tra la Santuzza, Palermo e il quartiere. Rosalia attraversa il tempo e parla ancora a donne, comunità e nuove generazioni: una figura che ha scelto la propria strada e che ci invita a interrogarci su coraggio, libertà e trasformazione».

Santa Rosalia guarda lo Sperone negli occhi

Lo Sperone è spesso raccontato attraverso la cronaca e le sue difficoltà, mentre restano in ombra le energie di chi lo abita: bambine e bambini che immaginano, insegnanti che educano, famiglie che partecipano, artisti che creano, cittadine e cittadini che si prendono cura dei luoghi e delle relazioni. Raccontare un quartiere significa però non nascondere ciò che ancora manca. Bellezza e criticità convivono nelle stesse strade, nella vita quotidiana delle stesse persone. Il Festino vuole che Santa Rosalia le attraversi entrambe. Il Festino diventa così anche un percorso di autostima e autodeterminazione: una comunità che di fronte alla criticità di cambiare percorso e programma riscopre la sua forza nel trovare soluzioni insieme, una comunità che prende la parola, si racconta e mostra alla città ciò che è e ciò che potrebbe diventare. I bambini e le bambine non sono semplici destinatari della festa, ma ideatori, protagonisti e voce dell’iniziativa.

Giuseppe Federico, presidente della II Circoscrizione

«Quest’anno siamo giunti alla terza edizione del Festino di Santa Rosalia allo Sperone, un appuntamento che, anno dopo anno, sta diventando sempre più importante per il nostro quartiere. È una manifestazione che rappresenta il senso di comunità e rafforza il legame tra la scuola, i residenti e le associazioni del territorio. Un momento di condivisione e partecipazione che coinvolge grandi e piccoli e che ormai gli abitanti dello Sperone aspettano puntualmente, proprio come il tradizionale Festino di Santa Rosalia. Ciò che più ci rende orgogliosi è vedere come questo appuntamento riesca a rafforzare sempre di più il legame con la nostra Santa Patrona, trasmettendo anche ai più piccoli il valore delle tradizioni, dell’identità e dell’appartenenza alla nostra comunità. Il Festino dello Sperone non è soltanto una festa, ma un’occasione per sentirsi parte di un quartiere che vuole crescere attraverso la partecipazione, la condivisione e il senso di appartenenza».

SCRIPTA MANENT. Le parole restano

È questo il significato più profondo di una componente importante del Festino dello Sperone di quest’anno: SCRIPTA MANENT. Ciò che viene scritto resta. Restano le parole, la luce, la memoria. Restano le parole scelte dai bambini e dalle bambine, trasformate in luce e consegnate allo spazio pubblico. Restano le voci delle donne, raccolte in una preghiera collettiva che attraversa la città. Resta il segno di una comunità che si riconosce, si racconta e immagina il proprio futuro. Perché una festa non deve necessariamente coprire le difficoltà con le luminarie o trasformare i desideri in promesse. Può anche accendere uno sguardo, rendere visibile ciò che spesso rimane ai margini, dare voce a chi ha qualcosa da dire. Il Festino dello Sperone è una festa popolare, ma anche un percorso culturale ed educativo nel quale arte, tradizione, fede e partecipazione diventano strumenti per costruire legami e restituire centralità a un quartiere e ai suoi abitanti.

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