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martedì, 25 Giugno 2024
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A scuola di biologico: studenti di Gangi in visita al mulino a pietra

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Il video reportage di Stefano Edward Puvanendrarajah


GANGI. Il progetto “A scuola di Biologico”, finanziato dall’assessorato regionale all’Agricoltura, realizzato dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica Sicilia (AIAB Sicilia) e da “Il Mediterraneo 24” promuove tutte quelle buone pratiche del mondo del biologico, per un consumo minimo possibile, nella filiera, di prodotti di carattere chimico. Supporta, inoltre, una filiera corta e sostenibile valorizzando i territori della Sicilia, regione con il maggior numero di aziende biologiche.

I nostri alunni delle classi 5^A del plesso “Gaspare Vazzano e 4^A del plesso “Don Bosco” sono stati guidati, dal dott. Biagio Barbagallo, presidente Aiab Sicilia, alla scoperta dell’agricoltura biologica e in particolare dei grani antichi e dei loro nutrienti, per effettuare  scelte alimentari sempre più consapevoli e consumare prodotti biologici a km 0.

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Si sono svolti due incontri, uno a scuola e il secondo presso “La MACINA delle MADONIE”, dove è stato possibile visitare il mulino a pietra e il reparto della panetteria dove vengono realizzati i prodotti freschi.

Nel Neolitico non esistevano i fertilizzanti sintetici e quindi l’agricoltura era biologica. Inoltre, prima si usavano strumenti di legno che non inquinavano. Tutti mangiavano i cibi locali e sani. 
Nella storia gli uomini hanno cercato di avere grandi terreni coltivabili, costruendo canali per l’irrigazione e cercando di sfruttare i concimi naturali con il limo. Usavano l’aratro, che nel corso della storia si è evoluto, prima di legno poi con metalli via via più resistenti. I popoli antichi hanno dato il nome a vari tipi di grano in base alla consistenza e alla forma: grano duro e grano tenero; ogni tipo di grano produce una farina diversa.
Dal Neolitico in poi, l’agricoltura è molto cambiata. In passato le piante e gli animali venivano fatti crescere e allevati naturalmente. Oggi invece vengono usati fertilizzanti e pesticidi.

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Per questo motivo, dobbiamo stare attenti a tutto ciò che mangiamo. Per colpa di tutti questi prodotti chimici che vengono utilizzati nei grani, molte persone sono diventate celiache, cioè non tollerano il glutine.
L’agricoltura moderna ha anche inquinato parecchio l’ambiente perché per ampliare i terreni da coltivare sono stati tagliati molti alberi. Per agevolare il lavoro dell’uomo, sono state costruite macchine con motori molto potenti che producono smog, quindi gran parte delle coltivazioni sono inquinate da questi fumi. I cibi inquinati portano gravi malattie. Sono state inquinate anche le falde acquifere, che arrivando nei laghi e nei mari hanno ucciso molti pesci. Negli anni sessanta si è fatto largo uso di fertilizzanti e pesticidi, che hanno arrecato gravi danni al mondo. Inoltre, sono stati effettuati degli esperimenti per far crescere il grano con un ciclo più breve sottoponendolo a radiazioni nucleari.

L’agricoltura non biologica è veloce ma danneggia la salute; l’agricoltura biologica anche se lenta è sana. Negli ultimi anni, tanti agricoltori biologici sono andati alla ricerca dei grani antichi, facendo in modo di ripristinare pregiate varietà di grano. Esistono vari tipi di grani antichi: il perciasacchi ha chicchi stretti e allungati di un colore giallo spento, viene chiamato così perché durante il trasporto i chicchi bucano i sacchi. Possiamo trovare grani duri, teneri e deboli con caratteristiche diverse tra loro. Il grano tenero è un tipo di grano molto morbido e facile da schiacciare, al contrario del perciasacchi viene coltivato nelle grandi aziende agricole.
Oggi, molti mulini stanno ripristinando la molitura a pietra, perché più sana e non surriscalda la farina mantenendo tutte le proprietà benefiche del grano e garantendone le caratteristiche nutrizionali migliori. Il grano duro, a differenza del grano tenero, è più difficile da schiacciare con le mani, infatti viene schiacciato con le pietre e nel setaccio viene separato dalla crusca.
In base alla qualità della pietra si ottiene una farina più o meno integrale. Il grano debole contiene meno proteine rispetto al grano forte, la proteina di questo grano è il glutine. Il grano forte contiene più proteine, la farina di Maiorca viene utilizzata principalmente per fare i dolci.

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Negli ultimi anni c’è stata una grande ricerca dei grani antichi, sia per ottenere farine meno trattate e più sane, sia per affermare i grani autoctoni dei vari territori. Dopo questi interessanti lezioni più teoriche, finalmente abbiamo messo le mani in pasta!

Prima di tutto abbiamo visto il lievito madre, era in una tinozza ed era raddoppiato rispetto alla sera precedente, come dimostrava un segno messo all’esterno. Con questo impasto un bambino, la Signora Cinzia Barberi e la sig. Concetta Manto hanno preparato una focaccia che abbiamo mangiato alla fine della mattinata. Un’altra parte dell’impasto è stato messo in una spianatoia con un po’ di farina per non farla appiccicare nelle mani, tutti i bambini in fila, uno dietro l’altro, hanno tagliato delle strisce e con l’aiuto del fornaio, il signor Angelo Cammarata si sono formati dai panini. Dopo che i panini e la focaccia erano nel forno, nell’attesa il signor Angelo e le signore Concetta e Cinzia hanno preparato dei biscotti con il sesamo. Alla fine abbiamo mangiato la focaccia col sale grosso e il pane con l’olio e l’origano. Con i biscotti abbiamo fatto merenda l’indomani a scuola. Che gustosa merenda!

In conclusione, possiamo affermare che è stata un’esperienza molto interessante e formativa: abbiamo imparato e capito quanto importante sia per la nostra salute il biologico e il naturale. Inoltre, abbiamo “toccato con mano” l’impasto “fonte di vita”.

Le classi 5^A del plesso “Gaspare Vazzano
e 4^A del plesso “Don Bosco”

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