Home Volontariando Dal Telefono al Whatsapp Amico: a Palermo 50 anni in ascolto di...

Dal Telefono al Whatsapp Amico: a Palermo 50 anni in ascolto di chi è in difficoltà

L'help-line risponde al numero unico 02-23272327 dalle 10 alle 24 per 365 giorni l’anno. Presentato in conferenza stampa, oggi, a Palazzo Comitini, un video inedito, il report e un convegno in programma il 26 novembre nel capoluogo siciliano. Maggiori richieste di aiuto legate alla solitudine

PALERMO. Un impegno di 50 anni nella trincea dell’ascolto. Sia col telefono sia, recentemente col whatsapp amico. Telefono Amico Palermo a passo con i tempi. Era il 22 novembre 1972 quando a Palermo nasceva il Telefono Amico per volontà del padre Gesuita Salvatore Lentini, inserendosi in un complesso di attività di volontariato denominato “Mondo C” che da subito riscosse molto interesse. Ed appunto alla sua opera instancabile è dedicato il 50° anniversario di Telefono Amico Palermo ODV.

Telefono Amico Palermo, con il supporto del CESVOP Palermo e le associazioni partners, “Gli Angeli di Chicca” e “Parco del Sole” ed i patrocini della Regione Sicilia, del Comune di Palermo e del Comune di Misilmeri, hanno presentato in conferenza stampa oggi a Palazzo Comitini, un video inedito, il report e un convegno per raccontare “I sentieri del benessere tra i molti volti del disagio emozionale Cu suli ntò cori 50 anni insieme per abbattere il muro del silenzio e dell’incomunicabilità”, che si svolgerà sabato 26 novembre all’Hotel Eurostars Centrale Palace, (Via Vittorio Emanuele, 327 Palermo) dalle 9 alle 17.

Per i nostri 50 anni abbiamo voluto approfondire il tema del benessere, quel benessere che vogliamo restituire alle persone in difficoltà che ci chiamano, quel benessere che vorremmo discendesse da parole e silenzi condivisi così grandi e profondi che possano contribuire a dare senso al problema del nostro anonimo interlocutore e a far luce nella vita – dichiara Giuseppino Pirrone, presidente di Telefono Amico Palermo -. I 50 anni di ascolto attento e partecipato che vogliamo celebrare, infatti, hanno cambiato ognuno di noi facendoci diventare persone migliori, più consapevoli che quei piccoli frammenti di benessere che abbiamo regalato ci sono stati restituiti in svariate forme di inestimabile e inesauribile arricchimento personale“.

Il Telefono Amico Italia è una help-line, appartenente a quel gruppo di associazioni di volontariato che svolgono ascolto telefonico cui aderiscono 20 centri in tutta Italia. Il Telefono amico di Palermo, risponde al numero unico 02-23272327 dalle 10 alle 24 per 365 giorni l’anno, festività comprese. E, nel capoluogo siciliano, ha sede in un bene confiscato alla mafia. Le nuove tecnologie al servizio nelle relazioni d’aiuto. Esiste infatti anche un numero di Whatsapp Amico ( 3240117252). A Palermo, il servizio nasce a maggio di quest’anno. Il servizio è attivo dalle 18 alle 21.

Da cinquant’anni Telefono amico è una realtà importante del nostro territorio, uno strumento di ascolto e di aiuto prezioso soprattutto negli ultimi tempi vissuti all’insegna dell’isolamento a causa della pandemia- dichiara Rosalia Pennino,  Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Palermo-Abbiamo quindi deciso di lavorare ad un protocollo d’intesa per realizzare iniziative e campagne di sensibilizzazione sul nostro territorio, in modo che la richiesta di aiuto, per chi vive un momento di difficoltà, sia ancora più semplice e la risposta immediata“.

Anche il Comune di Misilmeri, alle porte di Palermo , “intende promuovere – ha detto oggi in conferenza stampa Sabrina Amodeo, assessore alle Attività Sociali – attraverso il sito istituzionale la conoscenza di un così importante servizio per chi vive un forte disagio”.

Il mezzo secolo è stato festeggiato con parole ed immagini nel video: “Telefono Amico Palermo: da 50 anni in ascolto” che ha coinvolto tre volontari insieme ad alcuni giovani dell’unità pastorale della Parrocchia Maria SS del Rosario, nella diocesi di Monreale, guidata da don Gaetano Gulotta, direttore della Pastorale Giovanile in Sicilia, grazie all’apporto tecnico della testata giornalistica “Il Mediterraneo 24”, media partner dell’iniziativa, e al supporto organizzativo di gruppi della Protezione Civile, “Assofante” ed “Era Palermo”. Obiettivo: costruire una comunità accogliente partendo dai giovani.

I dati del report di Telefono Amico Palermo

Nel 2022, i 31 volontari in servizio nel capoluogo siciliano hanno registrato la maggior parte delle richieste di assistenza per problematiche legate alla solitudine (368) e a difficoltà relazionali all’interno del nucleo familiare (155). Tra le problematiche più significative anche il disagio psicologico, in crescita con lo stato pandemico e quello dell’inserimento in vari contesti sociali
Curiosità: al Telefono Amico Palermo sono di più gli uomini che si sono rivolti al servizio (721) rispetto alle donne ( 552) con una fascia d’età maggiormente compresa tra i 46 e i 55 anni.

Da quest’anno Telefono Amico Palermo è impegnata insieme alle associazioni del TAI nazionale nella campagna di prevenzione del suicidio. Su un dato nazionale relativo al 2021 su quasi 6mila persone che hanno chiesto aiuto al TAI per tematiche relative al suicidio, il 21% delle richieste arrivano dal Sud e dalle Isole contro il 7% del Nord Est.

Non solo dati statistici. Il report presentato da Telefono Amico Palermo è arricchito delle testimonianze significative dei volontari che da anni esercitano l’ascolto empatico e non giudicante, come strumento dell’accoglienza dell’altro. Si tratta per lo più di pensionati, professionisti ma anche studenti. Tra ieri e oggi, c’è chi sintetizza il senso del percorso da volontaria, con poche ma efficaci parole : un cammino tra polvere e luce. “Che cosa ho imparato in questi dieci anni di servizio al T.A.PA? Che ci vuole una buona dose di coraggio e di forza ad ascoltare più che parlare, a rispettare più che giudicare, ad accogliere più che rifiutare, ad aprire le finestre piuttosto che barricarsi dentro il proprio piccolo mondo, noto e confortante. E quando apriamo le finestre, si sa, entra un pò di polvere, ma che importa? Conta di più la luce!“.