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martedì, 27 Settembre 2022
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Catania torna in piazza con l’Umbertata: grande festa per il Terzo Settore

Le diverse associazioni del territorio etneo incontrano la cittadinanza e animano la manifestazione, giunta alla sua IX edizione

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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CATANIA. Il capoluogo etneo torna in piazza. Dopo due anni di criticità dovute alla pandemia, piazza Ettore Majorana conosciuta dai catanesi come Piazza Umberto riscopre un clima di entusiasmo e di festa che ha visto la presenza massiccia di circa 50 associazioni del terzo settore all’interno della IX edizione dell’Umbertata, organizzata dalla parrocchia Crocifisso dei Miracoli

Una piazza che diventa una “agorà di ascolto” delle istanze del territorio

Una piazza gremita di persone che ascolta con attenzione ciò che le tante realtà del terzo settore vogliono far conoscere alla cittadinanza sensibilizzandoli sulle tante tematiche dell’inclusione, del rispetto ambientale, della cultura e dell’integrazione. È su questi punti di forza che la macchina organizzativa dell’Umbertata organizzata dalla Parrocchia Crocifisso dei miracoli, ha riscontrato un successo straordinario in termini di presenze e di entusiasmo del territorio. la giornata è stata ripartita in diverse fasi: il primo, ha riguardato il confronto delle varie associazioni sul tema “Prendersi cura di…” seguito da attività laboratoriali per i più piccoli per poi proseguire con un momento musicale a cura di Domi Africa Percu e concludersi con un pranzo in condivisione dove ogni singola realtà associativa ha preparato un pasto da condividere insieme a tutti i presenti. Successivamente vi è stato spazio alle testimonianze di alcune associazioni come Ficos-Filiera Corta Siciliana, Anteas, Anolf e Adiconsum e Rete del Rifugiato che hanno raccontato in che modo si prendono cura dell’altro. Spazio anche alle scuole con l’esibizione della danza della pace delle classi 4 e 5 dell’Istituto Comprensivo Statale C.B. Cavour e i balli con la scuola di danza Eventi d’Arte di Michelangela Cristaldi, con la Compagnia di Baile di Cetty Pandolfo e con Andy Daltons e Asd Katane Country Western Dance. La serata è proseguita con delle esibizioni tetarali di “Ouroboros”  e da sketch comici a cura di Fabio Arena e tante esibizioni musicali che hanno visto in primis un entusiasmo dei giovani radunatisi in piazza.

Da contenitore a processo dialogante tra le associazioni

Padre Narciso Sunda, parroco del SS Crocifisso dei Miracoli e responsabile dell’Umbertata si definisce entusiasto ed emozionato nel vedere questo grandissimo successo che supera le aspettative degli stessi organizzatori: “è possibile notare una graduale ripresa dei contatti  fisici con le persone perché in questi anni di pandemia le abbiamo viste attraverso gli schemi – dichiara Sunda – adesso finalmente torna il  contatto umano, la piazza  si è animata però la percezione è da un lato un grande desiderio, dall’altro anche una grandissima voglia di per noi di comunicare che non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato anche durante la pandemia, con attività online, con attività di varia natura, noi e tutte le associazioni questo era il messaggio che ci piaceva lanciare in questa Umbertata, cioè  noi ci siamo presi cura di tantissime cose  e poi a lasciare che le persone facciano festa  perché  forse l’antidoto alla guerra e alla tristezza è la festa – prosegue Sunda – è una festa che vuole dire che noi non smettiamo di sperare, non smettiamo di crederci, non smettiamo di farlo anche con persone che hanno i loro credi religiosi, hanno i loro desideri, hanno le loro diversità, però tutti insieme ci piace dare un messaggio di c’è qualcuno che si prende cura di te, non temere!” conclude Sunda.

L’Umbertata non vuole essere una semplice iniziativa dove vi è un contenitore che raccoglie le associazioni bensì un contenitore di un processo dialogante tra di esse per migliorare il territorio della città: “Noi siamo passati da un contenitore che raccoglieva moltissime associazioni a un processo – dichiara Sunda -. L’UMBERTATA è frutto non della Parrocchia e basta ma è frutto di tutte le associazioni che con noi hanno pensato e realizzato l’UMBERTATA quindi non è qualcosa che ho realizzato io ma che hanno realizzato tutte le associazioni, in un dialogo, uno scambio. Uno dei grandi obiettivi di questa UMBERTATA è che si conoscano e iniziano a raccontarsi quello che fanno con il fine di fare qualcosa di più omogeneo nel futuro”.

Il pozzo dei desideri e il ruolo dei giovani

Un pozzo dei desideri realizzato dalla maestria di Elena Cantarella di Cartura dove i sogni e le speranze di ogni singolo cittadino catanese possa essere ascoltato dal network delle associazioni che si impegnano nella loro quotidianità a migliorare il territorio etneo. È questa l’idea innovativa che nasce in questa manifestazione e vede una prospettiva futura  dove si possa avere una forte propensione all’ascolto e al dialogo: “Il Pozzo dei desideri  è stato realizzato da CARTURA – precisa Sunda – ogni passante metterà dentro questo pozzo dei desideri,  la nostra attività sarà quella di raccogliere i desideri della città, poi, con questo processo comune avviatosi con le associazioni si cercherà di realizzare qualcosa che vada incontro alla domanda effettiva perché a volte prepariamo molte risposte ma non abbiamo ascoltato le domande”.

Soddisfatta  anche Giulia Nania, volontaria e coordinatrice delle commissioni dell’Umbertata la quale ricorda il ruolo centrale dei giovani sia nella macchina organizzativa dell’evento che nella partecipazione attiva all’evento: “Ci sono tantissimi giovani, sia da parte delle associazioni qui presenti che dalla nostra aula studio Via Pan presente all’interno della parrocchia Crocifisso dei Miracoli – dichiara Nania – è una giornata di festa anche per gli studenti dunque che si sono sentiti interpellati in questa giornata di festa con la triplice finalità di conoscersi, scoprirsi e raccontare i loro desideri anche attraverso l’iniziativa del pozzo dei desideri” termina Nania.

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