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mercoledì, 28 Settembre 2022
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Al Parco archeologico di Selinunte a suon di Jazz: ecco il programma del Mediterraneo Festival 2022

Dal 15 al 24 luglio per due fine settimana consecutivi nell’area archeologica più grande d’Europa, nove concerti, oltre a un laboratorio multidisciplinare e gratuito 

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SELINUNTE. Sonorità jazz mediterranee in un festival che mescola stili e linguaggi, new jazz e tradizione, etnie e Paesi del mondo. Nato da un’idea di Lelio Giannetto, musicista e fondatore di Curva Minore, torna per la seconda edizione il Selinunte Mediterraneo Jazz Festival, dal 15 al 24 luglio per due fine settimana consecutivi nell’area archeologica più grande d’Europa, il Parco Archeologico di Selinunte con 9 concerti, oltre a un laboratorio multidisciplinare e gratuito promosso dai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e dell’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia. Diretto e prodotto da Curva Minore con la direzione artistica di Valeria Cuffaro, il Selinunte Mediterraneo Jazz Festival 2022 è realizzato con il supporto del Fus-Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero della Cultura, dell’Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e dell’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia. 

Si potrà ascoltare l’instant composition di Tell Kujira, ultimo progetto dei musicisti Francesco Diodati (chitarra elettrica) Ambra Chiara Michelangeli (viola), Francesco Guerri (violoncelloe Stefano Calderano (chitarra elettrica),e scoprire, grazie al duo Luca Tilli e Sebi Tramontana, come un linguaggio ampiamente storicizzato possa ancora offrire soluzioni ardite, fra libera improvvisazione e solide strutture. Esplorare le sonorità contemporanee del fuoriclasse degli ottoni Gabriele Mitelli, che con il duo formato insieme al batterista Cristiano Calcagnile è al centro della più innovativa scena italiana. Assistere all’incontro tra jazz, musica classica, e improvvisazione radicale di Pipeline 8 e sperimentare le “melodie d’avanguardia” dell’ensemble di Colonia, Slowfox; e ancora ascoltare le micro formazioni Tre per Duo in una serie di giochi musicali allo specchio per infine riunirsi  nell’Inedito Septet accompagnati dal pianista esplorativo Philip Zoubek. Partecipare a una performance di soundpainting diretta dal grande maestro dell’improvvisazione Giancarlo Nino Locatelli, sulla scia delle esperienze dirompenti del jazz americano degli anni ’70. Scatenarsi con i ritmi di matrice mediterranea, tra musica popolare e nuove composizioni della siciliana Monk Jazz Orchestra.

Con la seconda edizione del festival internazionale Mediterraneo Jazz, continua la straordinaria esperienza della musica come attraversamento delle soglie, superamento dei perimetri, dove luoghi e tempi, mito, storia e percezioni del presente, trovano un punto d’incontro. Selinunte rappresenta ancora oggi un imprescindibile riferimento di sincretismo socio-culturale: funge da momento di congiunzione tra Cultura autoctona, Magna Grecia, Medio Oriente e Africa dove il seme del jazz ha le proprie ancestrali origini. In tal senso Mediterraneo Jazz è stato concepito come una terra promessa della sperimentazione del suono e dell’ascolto, come un immaginario Maestro concertatore capace di mettere insieme le più̀ differenti culture Commenta Valeria Cuffaro.

In un momento storico di grande complessità, il Selinunte Mediterraneo Jazz Festival 2022 si conferma una roccaforte della sperimentazione musicale che sa guardare al mondo in un’ottica di inclusione, aprendosi a diverse culture e a diversi pubblici con uno sguardo alle più giovani generazioni, puntando a diventare un appuntamento fisso dell’estate siciliana.  

PROGRAMMA

Il festival si apre in grande stile venerdì 15 luglio al Parco Archeologico di Selinunte con l’avanguardia del quartettoTell Kujira prodotto dalla storica associazione Area Sismica e formato da Francesco Diodati (chitarra elettrica) Stefano Calderano (chitarra elettrica), Ambra Chiara Michelangeli (viola) e Francesco Guerri (violoncello): una sorta di rock band in forma di quartetto classico, con due chitarre elettriche al posto dei due violini, che si concentra su improvvisazione e scrittura collettiva in un percorso musicale flessibile e alla continua ricerca di struttura. Il giorno seguente sabato 16 luglio è la volta di Luca Tilli e Sebi Tramontana, un duo che collabora ormai da dieci anni collocandosi nell’area della musica improvvisata europea. In scaletta brani inediti nelle cui composizioni si manifesta il libero dialogo tra il violoncello di Tilli e il trombone di Tramontana.

A seguire spazio all’improvvisazione con il concerto di Soundpainting, l’arte della composizione istantanea, inventata dal compositore newyorkese Walter Thompson negli anni ’70 come linguaggio universale composto da circa 1500 gesti-segnale, che vengono compiuti dal soundpainter (compositore e direttore) per indicare in tempo reale all’ensemble posto di fronte a lui, il tipo di materiale sonoro da eseguire. Un’esperienza di “cultura musicale” aperta a tutti per introdurre il maggior numero di ascoltatori possibile al sorprendente, appassionante e fervido mondo del jazz.

Diretta da Giancarlo “Nino” Locatelli, uno dei più grandi esperti di soundpainting sulla scena contemporanea, la cui formazione è stata fortemente influenzata tanto da Duke Ellington, Thelonious Monk e John Coltrane che da Bach e Webern, l’orchestra di soundpainting formata per l’occasione è composta da 10 elementi che hanno partecipato al workshop gratuito tenuto da Locatelli nei giorni precedenti al concerto.

Appuntamento domenica 17 luglio sotto il Tempio di Hera, con uno dei più giovani e interessanti trombettisti e compositori italiani: Gabriele Mitelli, insieme al batterista Cristiano Calcagnile, un’altra personalità spiccata, con diversificate esperienze sia nel campo della musica contemporanea (in cui si è inizialmente formato) che in campo jazzistico, soprattutto internazionale. Nella stessa serata il Selinunte Mediterraneo Jazz Festival accoglie il concerto di Pipeline 8, una formazione a geometria variabile, per l’occasione sul palco con Gabriele Mitelli (pocket trumpet, cornetta, genis), Sebi Tramontana (trombone) Giancarlo Nino Locatelli (clarinetti), Alberto Braida (pianoforte), Luca Tilli (violoncello),Andrea Grossi (contrabbasso), Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni), Paolo Riva Gaiba (elettronica) e la voce registrata del poeta britannico Tom Raworth (1938-2017), con cui Locatelli ha collaborato per più di vent’anni.Un concerto coinvolgente con le parole di Raworth come suono, testo e pre-testo, e la densità del suono da ampio organico, che vede coinvolti molti dei musicisti che si succedono al festival.  

Si cambia registro nella seconda parte del Selinunte Mediterraneo Jazz Festival che si apre venerdì 22 luglio con il jazz di matrice tedesca dell’ensemble di Colonia, Slowfox. La formazione è l’ultimo progetto che il contrabbassista Sebastian Gramss propone con una formula da camera di jazz contemporaneo in trio con il sassofonista Hayden Chisholm e il pianista Philip Zoubek. Forte del successo dell’ultimo album Freedom (2022) nominato “album dell’anno” dal Deutscher Jazzpreis, Slowfox porta in Sicilia un mix unico di melodia accattivante e sofisticata estetica del suono che crea uno stile unico definito dalla critica “avantgarde melodico”, in un perfetto equilibrio tra raffinata struttura e improvvisazione.

Densissima e speciale la serata di sabato 23 luglio. Si parte con “Tre per duo” tre concerti per duo che accostano i contrabbassi di Giuseppe Guarrella, contrabbassista presente sulla scena nazionale ed internazionale da oltre 20 anni con diverse formazioni e gruppi, e di Sebastian Gramss; i sassofoni di Hayden Chisholm e Tommaso Miranda e le batterie di Cristiano Calcagnile e Domenico Sabella. Per chiudere la serata con un gran finale dell’Inedito Septet che vede gli stessi musicisti insieme anche al pianoforte di Philip Zoubek condividere il palco con un ensemble formato per l’occasione.  

I suoni della musica popolare siciliana e i ritmi del jazz dell’Isola esplodono domenica 24 luglio con il gran finale del festival con la Monk Jazz Orchestra; la formazione orchestrale “made in Sicily”co-prodotta dall’Associazione Drashan e dal Monk Club, che riunisce veterani del jazz siciliano e i più giovani e promettenti talenti nel progetto del recupero delle tradizioni e delle sonorità degli strumenti etnici siciliani e del mediterraneo, come patrimonio fondamentale per creare nuove composizioni originali. Il concerto sarà un debutto in prima esecuzione assoluta cui seguirà un tour in importanti festival Siciliani 

Della grande orchestra -composta da due trombe, un trombone , un sax alto, un sax tenore, pianoforte, contrabbasso, batteria, basso elettrico, percussioni etniche, sax, e fiati etnici, bouzouki, ukulele e percussioni tabla- fanno parte alcune “colonne” del jazz siciliano: il contrabbassista Nello Toscano, il trombettista e pianista Dino Rubino, il batterista Alessandro Borgia, i trombettisti Giuseppe Privitera e Salvo Riolo; e ancora il trombone di Antonio Caldarella, il basso elettrico di Tony Pinzone, il sax di Fabio Tiralongo e Rino Cirinnà. La parte degli strumenti etnici della formazione è rappresentata da: Salvo Barbagallo (sax, fiati etnici), Giampiero Cannata (bouzouki, ukulele) e Riccardo Gerbino (percussioni, tabla).

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