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lunedì, 5 Dicembre 2022
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Festival delle Letterature migranti: a Palermo si delinea la “Città futura”

Calendario doppio dal 12 al 16 ottobre e dal 25 al 27 novembre. Tra gli autori presenti: Annalisa Camilli, Elena Kostioukovitch. La sezione Educational ispirata a 1984 di George Orwell e a “Le città del mondo” di Vittorini. Concerti, mostre, convegni, documentari, campagne sociali

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PALERMO. “La Città Futura” è il tema dell’ottava edizione del Festival delle Letterature migranti, ideato da Davide Camarrone e diretto da un comitato di cui, insieme a lui, fanno parte Dario Oliveri, Simone Arcagni, Giuseppe Cutino, Domenica Perrone, Agata Polizzi, Eva Valvo. Un’edizione che raddoppia le date portando il Festival nel laboratorio culturale di Palermo: i Cantieri Culturali alla Zisa che con i numerosi operatori culturali che vi lavorano e con i quali FLM ha stretto sinergie renderanno la rassegna espressione di una città intera, in movimento e in ascolto.

Dialoghi con gli autori, presentazioni di progetti sociali e culturali, incontri con gli studenti delle scuole e dell’università, documentari, mostre e concerti animeranno varie realtà e spazi dei Cantieri: dal Cre.Zi. Plus all’Institut Francais, dall’Istituto Gramsci al Centro Internazionale di fotografia, dal Goethe Institut allo Spazio Arci Marceau, dal Cinema De Seta ad Arci Tavola Tonda, dalle Officine Noz al nuovo Averna Spazio Open.  

Dal 12 al 16 ottobre si dispiegherannola sezione letteraria diretta da Davide Camarrone, la sezione musicale diretta da Dario Oliveri e i progetti legati a scuole e università diretti da Eva Valvo e Domenica Perrone e coordinati da Marco Mondino. Arriverà a compimento, inoltre, il progetto Exphoto lanciato durante il Festino con cui FLM ha chiesto ai palermitani di consegnare un’istantanea per restituire alla comunità uno sguardo irripetibile sul proprio tempo e sui luoghi della propria vita. Da un’idea di Davide Camarrone, il progetto è curato da Agata Polizzi, di FLM, e Valentina Greco del Centro internazionale di Fotografia.

Dal 25 al 27 novembre si darà spazio invece agli altri linguaggi del Festival con il programma teatrale, a cura di Giuseppe Cutino, e il programma delle arti visive a cura di Agata Polizzi. Quest’ultimo in condivisione e con il sostegno di Fondazione Merz col progetto Motus / Silvia Calderoni, Chroma Keys: giornate di in cui si alterneranno performance e incontri con autori.

Parole chiave: migrazione e condivisione

«Migrazione e condivisione sono le due parole chiave di questa fase del nostro Antropocene», sottolinea Davide Camarrone. Che, non a caso, ha scelto il 3 ottobre – giornata della memoria del naufragio a largo di Lampedusa in cui, nel 2013, persero la vita 368 migranti – per la presentazione del programma di quest’anno. I libri selezionati mirano ad allargare lo sguardo sul tempo che attraversiamo e a declinare le parole chiave per disegnare nuove città e comunità. «La scelta di intitolare questa nuova edizione del nostro Festival a “La città futura”, nasce da una riflessione sulla polis, in continuità con quella condotta nelle edizioni precedenti – spiega Camarrone – la metropoli asfissiante di un tempo è in potenza la neopolis dei nostri tempi, oggi capace di rinascere nella relazione immateriale tra soggetti e luoghi separati. Il cambiamento climatico e la crisi della democrazia sono alla base di una nuova narrazione del presente».

Proprio come nel 1917 Antonio Gramsci nel numero unico della rivista “La città futura”, a cui il titolo di quest’anno si richiama, occorre guardarsi allo specchio. «Ne “La Città futura” – dice Camarrone – Gramsci scrisse dell’animo della sua generazione e dell’odio per gli indifferenti, di analfabetismo, della necessità di assumersi delle responsabilità, dell’importanza di leggere e meditare, dell’accelerazione dell’avvenire dopo la guerra che volgeva oramai alla fine».

Acambiare quest’anno è anche la mappa concettuale nella quale le scelte editoriali e di contenuto dei linguaggi differenti trovano collocazione. Le tematiche diventano: Gli Altri considerando la necessità di confronto, l’indefinizione dei confini delle nostre città e la mobilità costante; La Nebbia a sottolineare l’incertezza sul futuro prossimo da dissolvere attraverso nuovi modelli interpretativi; Lost (and Found) in Translation per riflettere sul valore fondamentale della traduzione e della mediazione culturale e sulla loro funzione, che è letteraria ed è etica, fabbricando un ponte di corde tra mondi diversi. Le Bolle nelle quali comunità resistenti al dialogo si costituiscono nel tentativo disperato di resistere al post moderno; e infine I Popoli che scelgono di mutare il loro destino, nei luoghi di nascita e in quelli d’elezione, che assistono al più profondo cambiamento degli ultimi secoli e immaginano un futuro sostenibile.

Gli autori e i libri di questa edizione

La selezione dei testi, una trentina, e degli autori che compongono questa edizione si muove su queste direttrici dedicando ampio spazio alla saggistica per andare a fondo a questioni complesse come la guerra, tornata a bussare alle porte d’Europa, e alle tante sfaccettature del fenomeno migratorio. Annalisa Camilli, firma di “Internazionale” e autrice del popolare podcast da Kiev in Un giorno senza fine. Storie dall’Ucraina in guerra (Ponte alle grazie, 2022) raccoglie le voci dei civili ucraini e riflette sulla guerra e le sue retoriche. Elena Kostioukovitch  in Nella mente di Vladimir Putin (La nave di Teseo, 2022), tratteggia una storia culturale inedita della Russia post-sovietica, per comprendere le decisioni e il pensiero di Vladimir Putin: la dottrina dell’Universo Russo – uno stato ideale dove riunire tutti i popoli russi “geneticamente superiori” – una teoria alimentata dagli scritti di studiosi come Anatolij Fomenko e Aleksandr Dugin, celebrati in patria ma discussi dalla comunità scientifica internazionale. Con il libro inchiesta Noi schiavisti. Come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa (Laterza, 2021), vincitore del Premio Alessandro Leogrande Studenti 2022, la giornalista del Sole24ore Valentina Furlanetto “fotografa”, invece, l’Italia della manodopera straniera a basso costo: dagli spaccapietre cinesi, alle badanti ucraine, ai rider africani, fino ai bengalesi nei cantieri navali e gli allevatori sikh. Un libro che continua a far discutere e che inquadra nuove forme di schiavismo, talvolta legalizzate. E Simona Colarizi con “Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994” (Laterza, 2022) analizza a trent’anni di distanza e per la prima volta la complessità di fattori politici, economici, sociali e internazionali che hanno determinato nel 1992 con Mani Pulite il crollo della prima Repubblica e il passaggio alla seconda, segnato dalla scomparsa di un’intera classe politica.

Anche la selezione dei testi letterari si compone attraverso titoli e autori di primo piano. Tra gli altri: Andrea Tarabbia, premio Campiello 2019, con l’ultimo romanzo Il continente Bianco (Bollati Boringhieri, 2022), un affresco su ambienti di estrema destra e il potere, a volte funesto, che abbiamo sugli altri;  Giorgio Montefoschi con Dell’anima non m’importa (La nave di Teseo, 2022) che narra la routine di una coppia borghese che finisce per dis-animare la propria relazione. E ancora: Patrick Fogli che in Così in terra (Mondadori, 2022) pesca dall’immaginario fumettistico per tradurre in chiave letteraria e psicologica la ricerca di identità che in fondo appartiene a ognuno di noi; e Maurizio Maggi con Il caso Karmàl (Bollati Boringhieri, 2022) che porta il lettore in Afghanistan, paese sconvolto da una guerra infinita, seguendo le tracce di un omicidio. A rendere ancora più interessante il programma la presenza di tanti intellettuali in dialogo con gli autori e incontri insoliti come quello che chiuderà il festival mettendo allo stesso tavolo sul tema de “Le città invisibili” Maurizio Carta, urbanista di successo e Valeria Cammarata, studiosa di letterature comparate.

La sezione Educational: 1984 di Orwell e Le città del mondo di Vittorini

Studenti delle scuole di ogni età, universitari, docenti: quest’anno il Festival delle Letterature Migranti propone un ricco calendario di proposte formative per parlare di accoglienza, tutela dei diritti, intercultura e inclusione. Gli incontri si svolgeranno oltre che ai Cantieri Culturali alla Zisa, nelle classi di alcune scuole della città.

Come sempre grande spazio sarà dedicato all’importanza della traduzione non solo con il tradizionale format del Translation Slam (la gara di traduzione tra studenti che torna per il quarto anno) curato da Eva Valvo ma con un focus speciale della sezione Lost (and Found) in Translation su George Orwell (1903-1950). A 70 anni dalla scomparsa l’opera dello scrittore è divenuta di pubblico dominio e ha visto un fiorire di nuove traduzioni italiane. Daniele Petruccioli e Tommaso Pincio, che hanno tradotto 1984 rispettivamente per Rizzoli e Sellerio, dialogheranno con i ragazzi e le ragazze delle scuole. A sfidarsi, tra le pagine del celebre romanzo distopico di Orwell, saranno gli studenti dell’Educandato Statale Maria Adelaide e del Liceo Classico Umberto I. Il programma si arricchisce inoltre di una lectio su Orwell di Tommaso Pincio.

Le storie e le avventure della piccola Katitzi e della sua famiglia rom, protagonisti della serie scritta negli anni ’70 da Katarina Taikon, saranno invece al centro degli incontri con i più piccoli organizzati in collaborazione con la libreria Dudi: gli studenti dell’istituto Rita Borsellino, della Direzione Didattica Statale Gabelli e con i giovani lettori del Centro Tau e della Biblioteca Giufà del Laboratorio Zen. La serie, riproposta da Iperborea, è stata oggi riscoperta per la capacità di raccontare i pregiudizi e l’esclusione attraverso lo sguardo innocente e vivace di una bambina..

È all’insegna del memorabile aforisma de Le città del mondo di Vittorini – “Più la città è bella e più la gente è bella” – la riflessione proposta dalla sezione a cura della Cattedra di Letteratura italiana contemporanea del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo con la professoressa Domenica Perrone. La sezione punta a ricostruire la trama di incontri, di scambi, di utopie e distopie che gli scrittori hanno raccontato facendo della città una chiave elettiva di conoscenza. Interverranno gli scrittori: Giuseppe Lupo autore di Tabacco clan(Marsilio editori, 2022) e Viola  Di Grado di Fame blu(La nave di Teseo, 2022). Mentre attorno a Fondamenti della Repubblica mondiale di Giuseppe Antonio Borgese si confronteranno Guido Corso, Fabio Mazzocchio e Gandolfo Librizzi, direttore della Fondazione Borgese. Chiudono le lectio sull’Ucraina dei professori Oleg Rumyantsev su Protezione, alterazione e ricostruzione del paesaggio urbano nell’Ucraina in guerra; e diMatteo Benussi dal titolo Vita nuova nelle città morte. Pratiche rituali e affettive nella Zona di Černobyl.

Interessante rispetto al focus sull’area ex sovietica anche la tavola rotonda moderata da Eva Valvo Letteratura come memoria. Uno sguardo rivolto a est con i traduttori Sergio Rapetti, Rosa Mauro e Margherita Carbonaro che guideranno il pubblico nella lettura delle opere di Svetlana Aleksievič, scrittrice bielorussa nata in Ucraina, Premio Nobel per la letteratura 2015, Andrei Kurkov, romanziere ucraino che scrive in lingua russa, Zigmunds Skujiņš, recentemente scomparso e considerato tra i più grandi autori baltici del XX secolo, e la scrittrice lettone Nora Ikstena.

Nuove partnership, incontri e campagne sociali

Mai come quest’anno il programma culturale crea nuove trame con progetti e campagne sociali. FLM 2022 inviterà tutti a riflettere sul tema dei diritti e della tutela dei lavoratori migranti ospitando un incontro organizzato dall’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana, all’interno del programma Su.Pr.Eme. Italia (finanziato dai fondi  AMIF – Emergency Fundsdella Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs). La campagna di informazione regionale “Diritti negli occhi” sarà presentata la mattina di giovedì 13 ottobre al Cinema De Seta con lo scopo di sensibilizzare i giovani sul tema dello sfruttamento dei lavoratori stranieri in agricoltura e promuovere buone pratiche d’intervento nei territori.

Venerdì 14 ottobre FLM ospiterà, invece, il Percorso di partecipazione democratica e cittadinanza attiva So-stare tra le Culture. L’iniziativa ha come obiettivo la promozione della partecipazione di attori con background culturali differenti a momenti di dibattito e confronto, così da valorizzare ed esprimere le proprie istanze. I temi scelti per l’incontro sono: trasformazione urbana, sostenibilità ambientale, stabilità lavorativa, cultura e garanzia dei diritti. L’incontro, curato dall’Istituto di  Formazione Politica “Pedro Arrupe” è inserito all’interno delle attività del Progetto Prisma (Fondo Fami 2014-2020).

Infine il 16 ottobre si presenta un nuovo progetto socio-culturale: un network di librerie indipendenti del Mediterraneo, il Mediterranean indie bookshops. A parlarne saranno gli ideatori: titolari di librerie tra Siracusa, Tel Aviv, Atene, Parigi, Gerusalemme est, Tangeri e Barcellona. Tra gli scopi dichiarati, un’opera di rigenerazione urbana che parta dalle persone e dalla socialità e dal ruolo  che le periferie culturali possono rappresentare come bacino di novità e di spazi di libertà.

Concerti, performance teatrali, degustazioni, documentari

Ogni sera alle discussioni letterarie della giornata si legheranno eventi negli altri linguaggi del Festival. Si comincia col programma musicale e una presenza di primo piano come Kateryna Ziabliuk, pianista in residenza al Teatro Massimo di Palermo per il progetto “Open Doors for Ukraine” (sostenuto dal Ministero della Cultura). Musicista, cantante, compositrice e giornalista, Kateryna Ziabliuk è una delle figure più promettenti della scena musicale ucraina. Nel suo lavoro usa il linguaggio del jazz moderno, ma allo stesso tempo non esita a utilizzare elementi della musica tradizionale ed esplorare il patrimonio culturale della sua terra Natale. Si esibirà alle 19 nella serata inaugurale del festival con un concerto da solista.

In chiusura (ore 21 del 16 ottobre), invece, è in programma il concerto dal titolo Città future/città invisibili, a cura del direttore artistico della sezione musicale Dario Oliveri. Sul palco di Officine Noz, si esibirà l’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” diretta da Fabio Correnti. In repertorio brani scelti tra cui la composizione di Francesco La Licata Le città invisibili per 3 tastiere e percussione, ispirata al testo di Italo Calvino; e l’anteprima assoluta di Phubbing di Davide Spina per ensemble. Ancora, Federico Incardona (Malor me bat. Graffito da Ockeghem: per Luigi Nono. Composizione per trio d’archi, 3 bottiglie soffiate e crotali) e Marco Betta (Punti nel cielo per flauto, chitarra, vibrafono, violoncello e clavicembalo).

Il 15 ottobre a partire dalle 20 all’Averna Spazio Open, FLM ospiterà, invece, uno degli eventi off del Festival musicale AFROPALERMO che punta a promuovere una visione post-coloniale delle Culture attraverso lo smantellamento di confini e mappe frutto di egemonie culturali per fare spazio a nuovi corsi e nuove strade.  Sul palco: DouDou Group, Chris Obehi con una special band estesa per l’occasione e tanti ospiti da varie parti del mondo. Concluderanno la serata Bangover Crew &  Nelson Billionz con uno special Dj Set sulle note dell’Afropop e Afrohouse (concerto a pagamento).

Tra gli eventi serali anche la performance teatrale “I Cunti del caporalato” di Salvo Piparo sul tema del caporalato (giovedì 13 alle 20 Averna Spazio Open) con le musiche del maestro Michele Piccione, realizzata dall’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana all’interno del programma Su.Pr.Eme. Italia. Storie liberamente tratte da testimonianze di percorsi di riscatto e di emancipazione.

Infine, per il linguaggio audiovisivo, la proiezione di numerosi documentari. Alcuni direttamente legati al programma letterario come “La donna con i 5 elefanti” diVadim Jendreyko (Svizzera, Germania, 2009) in lingua originale con sottotitoli in italiano. Il film – in programma venerdì 14 ottobre alle 18:30 al Goethe institut – racconta la figura di Swetlana Geier (1923-2010), considerata la maggiore traduttrice di letteratura russa verso il tedesco, nel suo primo viaggio dalla Germania ai luoghi dell’infanzia in Ucraina.  Il giorno dopo alle 19:30, sempre al Goethe sul tema dello sfruttamento, sarà la volta del documentario “L’Urlo” alla presenza del regista Michelangelo Severgnini (a cura di Cec Bonelli): la storia di 700 mila migranti-schiavi bloccati da anni in Libia, senza poter andare avanti, senza poter tornare indietro, se non poche migliaia di loro ogni anno. Per gli appassionati di cinema, dal 12 al 14 ottobre sarà possibile inoltre assistere (ogni sera a partire dalle 20:15, al Cre.Zi Plus) alla programmazione di SorsiCorti XVI, un festival che sposa cinema corto, vino e incontro di persone con vini offerti da Tenute Orestiadi. La direzione artistica di FLM assegnerà ai corti in concorso lo speciale premio “Città Futura”. E dal 12 al 16 ottobre sempre ai Cantieri Culturali alla Zisa al Cinema De Seta, prenderà avvio Animaphix Festival Internazionale del Film d’Animazione, entrambi nuovi partner di FLM inclusi nella programmazione di Cantieri Week Ottobre.

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