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domenica, 23 Gennaio 2022
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Ritrovato a Gela un capitello ionico di grandi dimensioni

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Ritrovato un capitello ionico di grandi dimensioni all’interno di un pozzo circolare nell’area urbana di Gela. Il capitello, realizzato in pietra arenaria, è emerso durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici. A seguire le operazioni, la soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta. Si tratta di un esemplare in stile ionico delle dimensioni di 60 centimetri di lunghezza per 51 di profondità e 34 di altezza, decorato sul versante frontale dalla caratteristica coppia di volute contrapposte, legate tra loro da un cordoncino ricurvo a rilievo. Due cordoncini alla base del capitello segnano il raccordo con la sottostante colonna caratterizzata da scanalature verticali. Il ritrovamento è avvenuto grazie alla presenza di un archeologo che il Codice degli appalti impone quando si effettuano opere di interesse pubblico.
Durante i giorni scorsi nella stessa cavità sono state rinvenute sette grandi lastre in pietra pietra arenaria dello spessore medio di 25 centimetri e dimensioni comprese tra 40 e 105 centimetri di lunghezza per una profondità compresa fra i 30 e 40 centimetri. “Da un primo tentativo di inquadramento cronologico e culturale, sembra possibile ipotizzare che si tratti di un unico manufatto di cui le lastre costituivano verosimilmente parte della trabeazione, mentre il capitello avrà costituito una decorazione anteriore dell’edificio con collocazione storica tra la fine del VI e il V secolo avanti Cristo”, comunica la Regione Sicilia, secondo cui “per il decoro e l’accuratezza degli elementi architettonici impiegati potrebbe trattarsi di un edificio pubblico”.

Intanto, un relitto è stato individuato nello specchio d’acqua antistante Ustica dalla soprintendenza del Mare a una profondità di circa 70 metri. Il carico era composto da anfore databili tra il II e il I secolo a. C.. L’intervento è avvenuto durante un’operazione di monitoraggio e rimessa in ordine dell’itinerario subacqueo. Durante le tre giornate di lavoro sono state effettuate ricerche strumentali tramite ecoscandaglio, Rov e Rebreather. A Ustica le ricerche proseguiranno con saggi, rilievi videofotografici, e analisi diagnostiche sui reperti recuperati.

Il relitto ritrovato nei fondali di Ustica (ph. Regione Sicilia)

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