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venerdì, 7 Ottobre 2022
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William Kentridge a Palermo, accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti

L’artista sudafricano terrà una Lectio Magistralis il 3 maggio, ai Cantieri Culturali alla Zisa. Poi la cerimonia di conferimento del titolo.

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PALERMO — L’Accademia di Belle Arti di Palermo ospita dall’1 al 3 maggio il grande artista sudafricano William Kentridge, al quale conferisce il titolo di Accademico d’Onore riconoscendo nel valore artistico, sociale e politico del suo lavoro uno degli esempi più illuminanti ed eticamente pregnanti del mondo
dell’arte contemporanea.
Il progetto che vede la presenza di Kentridge a Palermo, promosso dal Dipartimento di Arti Visive, è curato dai docenti Daniela Bigi, Marcello Faletra, Stefania Galegati, Rosa Persico.
L’artista sudafricano, ospite dei maggiori musei del mondo, terrà una Lectio Magistralis rivolta a tutti gli studenti e i docenti dell’Accademia e aperta alla Città di Palermo, la mattina del 3 maggio, alle ore 10.30, al Cinema De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa; alla Lectio Magistralis seguirà il conferimento del titolo di Accademico d’Onore da parte del Direttore dell’Accademia, Prof. Umberto De Paola. La trasversalità dei linguaggi artistici che contraddistingue il lavoro di William Kentridge mette in gioco singoli medium artistici e li fa convergere in un’unica prospettiva d’insieme. Una specie di teatro delle arti, all’interno del quale si dispiegano, come attori di un dramma, narrazioni collettive, fallimenti individuali, errori storici, contraddizioni sociali, a volte letti con la lente antiretorica dell’ironia, dove la pratica artistica diventa un corpus attraversato dall’urgenza di testimoniare dei disastri del presente.
La lunga attività di Kentridge, artista noto e stimato in tutto il mondo, per la vastità dei modi e la profondità degli approcci sociali che ha adottato per trattare tematiche conflittuali e scottanti di portata universale, rappresenta oggi, alla luce dei
recenti conflitti in atto, una testimonianza unica nel suo genere per la qualità e la radicalità della sua intera opera.

Questo teatro delle arti che nutre la poetica di Kentridge ha ispirato la progettazione di un seminario che riunisce intorno alla sua poliedrica figura studenti che afferiscono a corsi e laboratori differenti: dalla pittura al fumetto, dall’audio-video alla
scultura, dall’animazione alla performance, dai linguaggi sperimentali alla grafica d’arte e alla decorazione.


Palermo, terra di transito tra Occidente, Oriente e Sud del mondo, è una città che ha sempre dialogato con artisti di massima statura, e malgrado le sue criticità sociali, può ancora esser vista come una comunità dove arte, storia e frammenti di utopie interculturali intrecciano i loro percorsi quotidianamente, come un laboratorio vivente, da leggere in termini sociali oltre che culturali.
È in questo contesto carico di contraddizioni storico-sociali che la presenza di Kentridge assume il significato di testimonianza attraverso l’arte.

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