HomeStorieLe opere di Alessandro per superare le barriere dell'autismo: con la pittura rappresenta la luce della vita

Le opere di Alessandro per superare le barriere dell’autismo: con la pittura rappresenta la luce della vita

Il giovane artista, affetto da disfasia del linguaggio non riesce a comunicare verbalmente né a comprendere ciò che gli viene detto. Con l'arte ha trovato la sua forma di comunicazione e rappresenta la bellezza del creato

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Benedetto Frontini
Benedetto Frontini
Perito elettronico, con una formazione in ingegneria elettronica. Ha lavorato nel mondo della televisione privata come tecnico e operatore. Nel 1984 l'approdo a TGS. Per il Giornale di Sicilia ha seguito il passaggio tecnologico. Dal luglio 2020 si dedica a tempo pieno alla famiglia e alla sua grande passione di videomaker, anche per "Il Mediterraneo 24"
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L’intervista alla mamma di Alessandro a cura di Stefania Causa, con le immagini e il montaggio di Benedetto Frontini. Assistente alle luci, Adriana Causa


PALERMO. Alessandro Meli nasce a Palermo il 16 gennaio 1992 dove frequenta regolarmente la scuola primaria e secondaria. L’inserimento scolastico è per lui difficoltoso in quanto manifesta, sin dai primi anni di vita, disturbi gravi di comportamento e di apprendimento. Infatti, essendo affetto da disfasia del linguaggio non riesce a comunicare verbalmente né a comprendere ciò che gli viene detto.
Comincia così un’avvicendarsi di diagnosi vaghe che non portano a nessun risultato positivo al suo vivere. Inizia un cammino fatto di delusioni, sofferenza psicologica e anche umiliazioni a cui però la famiglia non si arrende e lotta ogni giorno contro tutto e contro tutti per riuscire a trovare ciò che più giova al piccolo Alessandro.

Alla fine di ogni giornata, fatta di terapie, visite e difficoltà di ogni genere, ci si ritrova a non vedere la luce in fondo al tunnel. Comincia a frequentare la parrocchia di San Giuseppe dove riceve il sacramento della prima comunione ed entra a far parte del gruppo scout AGESCI per quasi tre anni. Grazie agli scout impara tante cose ma soprattutto impara a stare con gli altri, a far gruppo riuscendo cosi a uscire da quell’isolamento sociale che aveva caratterizzato la sua infanzia. “A scuola alcuni insegnanti lo seguono con amore e dedizione ma sono le preghiere, che ruotano attorno a lui, a portare i frutti sperati. Il credere che in ognuno di noi c’e un dono di Dio da scoprire e che il dono siamo noi stessi”, spiegano i genitorie.

Ecco che cosi’ comincia a venir fuori come un germoglio in un campo di erbacce il suo dono: dipingere e anche creare dall’argilla opere spettacolari. “Il dono di Dio a poco a poco viene fuori, il germoglio diventa pian piano una pianticella e poi un’albero meraviglioso. Non bisogna piu’ cercare diagnosi, terapie, percorsi convenzionali. Adesso era il momento di convogliare tutte le proprie energie per coltivare ed accrescere il suo dono”. E cosè è stato. In tutti i suoi dipinti c’e sempre una luce particolare che richiama al Divino. “Il dono di Dio è Alessandro stesso. Le sue opere, esposte in mostre o altri eventi, suscitano ed infondono sentimenti di pace e serenità a chi le contempla”.
Per la sua patologia (sindrome dello spettro autistico) non avrebbe mai potuto dipingere o rappresentare una tale gioia, apertura alla luce e speranza. “E mentre, secondo letteratura scientifica, l’autismo è per eccellenza la patologia della chiusura, del buio della tristezza con Alessandro tutte le barriere s’infrangono ed esce fuori la Luce della vita”.

Alessandro si è anche esibito a Sanremo Doc musica di origine controllata, un’opportunità per offrire uno spazio a coloro che vogliono proporsi nella settimana più importante della musica leggera italiana.

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