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domenica, 19 Maggio 2024
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Libertà nelle migrazioni: l’associazione Maldusa “approda” a Palermo

Inaugurata la sede in città: diventerà un luogo in cui si potranno organizzare attività culturali e workshop sui temi dell’inclusione sociale, dei diritti civili e della libertà di movimento delle persone

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in Comunicazione Pubblica, d’impresa e pubblicità presso l’Università di Palermo e digital marketing specialist. Racconta le realtà associative che si occupano del sociale in Sicilia e la vita quotidiana delle comunità migranti siciliane, utilizzando i nuovi media
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PALERMO. L’associazione culturale Maldusa ha inaugurato la propria sede a Palermo. I componenti di questa realtà hanno dialogato con un folto numero di persone per far conoscere la “station” del capoluogo siciliano attraverso la visita agli spazi, gli obiettivi preposti e la mission: la costruzione di un percorso in cui si lotta per il riconoscimento della libertà di movimento delle persone e dei diritti civili.

Le origini di Maldusa

Il nome Maldusa nasce dall’unione tra Malta e Lampedusa. Non un nome a caso, perché in esso vi è una storia densa di tanti significati tra le speranze di una nuova vita e i drammi nonché le difficoltà delle traversate in mare. “Le persone che erano partite con una imbarcazione proveniente dalla Libia avevano perso l’orientamento e non sapevano cosa fare – ci spiega una delle attiviste di Maldusa –. Così decisero di chiamare Watch the Med Alarm Phone, una delle associazioni che è presente nel nostro progetto, in cui noi avevamo chiesto dove volessero andare e ci risposero dicendo Maldusa. Non capendo se volessero dirigersi a Malta o Lampedusa, chiedevamo ulteriori chiarimenti ma la loro risposta era sempre netta, Maldusa, poi giunsero a Lampedusa. Da qui avevamo pensato a questo nome, associandolo ad una destinazione immaginata di speranza e di libertà. Quando abbiamo avuto l’idea di fare l’associazione, abbiamo pensato fin da subito che Maldusa potesse essere il nome più adatto perché il fine è quello di portare al centro la nostra lotta finalizzata al facilitare la libertà di movimento e dei diritti civili”, conclude l’attivista.

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Una rete di associazioni impegnate sui temi della mobilità delle persone

Una associazione culturale che ha come mission quella di promuovere l’importanza della mobilità delle persone da un paese all’altro del mondo, supportando le realtà che operano nel contesto della solidarietà con le persone migranti non solo nel Mediterraneo ma anche in altre realtà, con le due stazioni di ricerca e documentazione, Lampedusa e Palermo, attraverso un approccio orizzontale. “All’interno di Maldusa ci sono tante associazioni che si occupano di libertà di movimento, e di lotta contro le frontiere, e di solidarietà tra persone migranti e persone in movimento, quindi non sono solo persone europee che fanno parte del progetto ma sono persone che hanno anche avuto un’esperienza migratoria loro stesse”, precisa una della attiviste che abbiamo intervistato.

La testimonianza del coordinatore della “station” di Palermo

“Coordino la Station di Palermo – dichiara Papa Madieye Dieye, dell’associazione Bayefall Palermo, partner della rete di Maldusa –. Ciò che mi ha portato a credere particolarmente in questo progetto è l’idea di essere tutti uniti nel costruire un percorso straordinario in cui possiamo essere portatori di un vero cambiamento positivo, volto all’inclusione sociale e al riconoscimento dei diritti. Sono a Palermo da 7 anni e ho accresciuto in me la consapevolezza che realizzare un percorso in cui abbiamo gli stessi obiettivi con una progettualità condivisa può fare davvero la differenza”.

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Anche l’associazione Bayefall a Palermo continua la propria attività: ha promosso l’evento della festa d’indipendenza del Senegal prevista per il 29 aprile negli spazi della Chiesa di San Nicola da Tolentino che seguiremo con la nostra testata.

Per maggiori informazioni: info@maldusa.org
https://www.facebook.com/MaldusaProject
https://www.maldusa.org

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