HomeCronacaProvinceIl "coraggio di scegliere" all’Istituto Ascione. Incontro su legalità e riscatto con studenti e testimoni

Il “coraggio di scegliere” all’Istituto Ascione. Incontro su legalità e riscatto con studenti e testimoni

Il 24 aprile confronto svoltosi con Palazzolo, De Leo e Bonaventura nel progetto “Liberi di scegliere”

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PALERMO. Il valore delle scelte, la consapevolezza individuale, il tema del riscatto e la cultura della legalità come guida per la vita quotidiana. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro svoltosi venerdì 24 aprile presso l’Istituto “Ernesto Ascione”, in occasione della presentazione del progetto culturale “Biesse Giustizia e Umanità – Liberi di scegliere”.

Un appuntamento molto partecipato, che ha coinvolto studenti e studentesse dell’ICS Boccadifalco – Tomasi di Lampedusa e dell’I.I.S.S. “Ernesto Ascione”, confermando il forte interesse delle nuove generazioni verso i temi della cittadinanza attiva e della responsabilità sociale.

L’iniziativa si è aperta con l’intervento della dirigente scolastica Rosaria Inguanta, che ha evidenziato l’importanza di promuovere momenti di confronto tra studenti di diverse età, per costruire percorsi educativi capaci di formare coscienze libere e consapevoli.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il tema della scelta: scegliere ciò che è giusto per sé e per la collettività, partendo dalla conoscenza e rafforzandosi attraverso le esperienze e le testimonianze di chi ogni giorno opera nella società con impegno e responsabilità.

A confrontarsi con gli studenti sono stati Salvo Palazzolo, giornalista de La Repubblica, il sostituto procuratore della Repubblica di Palermo Gianluca De Leo e Bruna Siviglia, presidente nazionale e fondatrice dell’associazione culturale Biesse Bene Sociale.

Palazzolo ha raccontato un passaggio fondamentale della sua esperienza professionale, legato al 19 luglio 1992, giorno della strage di via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. «Era un infernoha ricordato il dolore e la paura mi paralizzarono, al punto da non riuscire a scrivere sul mio taccuino». Da quella memoria è nata una riflessione sulla paura, intesa non come limite ma come emozione da attraversare. «La curiosità guida il lavoro del giornalista ha aggiunto ma servono coraggio e determinazione per continuare a cercare risposte».

Il magistrato De Leo ha invece offerto agli studenti uno sguardo diretto sul proprio lavoro, segnato da responsabilità e sacrificio. «La paura è una presenza costante, ma è sempre stata superata dalla passione per ciò che faccio», ha spiegato, sottolineando anche le difficoltà legate alla vita sotto scorta e all’isolamento. «Il nostro è un lavoro che non sempre genera riconoscenza, ma la forza nasce dal gioco di squadra e dalla consapevolezza di non essere soli».

Un messaggio condiviso da tutti gli intervenuti: la lotta alla mafia passa attraverso l’impegno di ciascuno nel proprio ruolo. Agli studenti il compito di vivere con responsabilità il presente, costruendo il proprio futuro attraverso studio e consapevolezza.

Particolarmente intensa anche la testimonianza di Luigi Bonaventura, collaboratore di giustizia, che ha raccontato la propria esperienza di vita segnata da un contesto mafioso e da una scelta di rottura netta con il passato. «Chi sbaglia non è sbagliato», ha detto rivolgendosi ai ragazzi, sottolineando come anche nei percorsi più difficili sia sempre possibile cambiare direzione.

Un intervento che ha colpito profondamente i presenti, rafforzando il messaggio centrale dell’incontro: nessun destino è già scritto e ogni scelta può diventare occasione di cambiamento.

La giornata si è conclusa con una riflessione condivisa: la legalità non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana che si costruisce attraverso le decisioni di ogni giorno. Da queste scelte può nascere una società più consapevole e una terra capace di trasformarsi, puntando sul riscatto e sulla responsabilità collettiva.

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