PALERMO – Prosegue in un clima di forte partecipazione e confronto la protesta al Liceo Artistico Statale “Eustachio Catalano” di Palermo, in Via Alessandro La Marmora n. 66. L’occupazione, in modalità “bianca”, vede al momento una rimodulazione delle aule con l’obiettivo di organizzare gli spazi in cui i docenti questa mattina avrebbero dovuto fare lezione e accogliere i ragazzi non aderenti alla protesta.

In un istituto che conta circa 850 studenti – con un’adesione alla mobilitazione che sfiora la quasi totalità della popolazione scolastica e una presenza minima di alunni nelle classi ordinarie (circa una quarantina) –, la scelta è quella di trasformare le ore scolastiche in momenti di assemblea, laboratorio e riqualificazione degli spazi.
Docenti in sede e pulizie autogestite
Mentre i professori permangono nei locali dell’istituto a presidio della comunità scolastica, i ragazzi continuano le attività pratiche avviate fin dalle prime ore. Autotassandosi per comprare scope, detersivi e persino chiavistelli di fortuna per i servizi igienici, gli studenti stanno pulendo e sanando autonomamente le aule, i corridoi e le scale dell’edificio.

La sede del “Catalano” – un ex condominio di nove piani a salire più seminterrati, struttura del tutto atipica per un liceo – presenta da anni evidenti criticità manutentive nei bagni e nei laboratori di scenografia e attività motoria collocati nei Piani semi-interrati, nei sotterranei la mancanza di aeratori, disagi più volte segnalati sia dalle famiglie sia dagli studenti.

I punti del manifesto degli studenti
Nonostante la sospensione delle lezioni, l’occupazione mantiene saldi i principi esposti nel comunicato della comunità studentesca:
- Un’occupazione non invasiva: Una forma di protesta pacifica pensata come momento di collettività e riflessione.
- Contestazione dei fondi e dei tagli: La denuncia dell’insufficienza di risorse per la scuola pubblica, la sicurezza degli edifici e i docenti di ruolo, a fronte dell’aumento della spesa militare.
- Critica al sistema FSL e alla scuola-azienda: Il rifiuto di percorsi formativi orientati unicamente alle logiche aziendali anziché alla formazione di cittadini consapevoli.
- Momenti formativi autogestiti: L’organizzazione di dibattiti alternativi su argomenti di attualità, politica, economia e affettività.
- Sicurezza, regole e decoro: La creazione di un servizio di vigilanza interno e il rispetto rigoroso degli spazi e delle persone.

La vicinanza del corpo docente
A fare da cornice in questa fase della protesta è proprio la vicinanza dei docenti. Attraverso una lettera aperta, gli insegnanti hanno espresso solidarietà e comprensione per le ragioni dei ragazzi, sottolineando come le problematiche sollevate – dalla carenza di spazi alla necessità di investimenti nell’istruzione – rispecchino disagi reali e condivisi che toccano da vicino la vita quotidiana dell’intero istituto.








