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Palermo, Liceo Artistico Catalano occupato: studenti con le scope per ripulire l’istituto

I ragazzi si autotassano e riqualificano l'istituto con le proprie mani, denunciando le storiche carenze e il degrado della struttura

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Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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PALERMO – Prosegue in un clima di forte partecipazione e confronto la protesta al Liceo Artistico Statale “Eustachio Catalano” di Palermo, in Via Alessandro La Marmora n. 66. L’occupazione, in modalità “bianca”, vede al momento una rimodulazione delle aule con l’obiettivo di organizzare gli spazi in cui i docenti questa mattina avrebbero dovuto fare lezione e accogliere i ragazzi non aderenti alla protesta.

Studenti del Liceo Catalano puliscono la scuola durante l’occupazione

In un istituto che conta circa 850 studenti – con un’adesione alla mobilitazione che sfiora la quasi totalità della popolazione scolastica e una presenza minima di alunni nelle classi ordinarie (circa una quarantina) –, la scelta è quella di trasformare le ore scolastiche in momenti di assemblea, laboratorio e riqualificazione degli spazi.

Docenti in sede e pulizie autogestite

Mentre i professori permangono nei locali dell’istituto a presidio della comunità scolastica, i ragazzi continuano le attività pratiche avviate fin dalle prime ore. Autotassandosi per comprare scope, detersivi e persino chiavistelli di fortuna per i servizi igienici, gli studenti stanno pulendo e sanando autonomamente le aule, i corridoi e le scale dell’edificio.

Condizione dei bagni al Liceo Catalano prima che gli studenti li ripulissero durante l’occupazione

La sede del “Catalano” – un ex condominio di nove piani a salire più seminterrati, struttura del tutto atipica per un liceo – presenta da anni evidenti criticità manutentive nei bagni e nei laboratori di scenografia e attività motoria collocati nei Piani semi-interrati, nei sotterranei la mancanza di aeratori, disagi più volte segnalati sia dalle famiglie sia dagli studenti.

Studenti del Liceo Catalano puliscono la scuola durante l’occupazione

I punti del manifesto degli studenti

Nonostante la sospensione delle lezioni, l’occupazione mantiene saldi i principi esposti nel comunicato della comunità studentesca:

  • Un’occupazione non invasiva: Una forma di protesta pacifica pensata come momento di collettività e riflessione.
  • Contestazione dei fondi e dei tagli: La denuncia dell’insufficienza di risorse per la scuola pubblica, la sicurezza degli edifici e i docenti di ruolo, a fronte dell’aumento della spesa militare.
  • Critica al sistema FSL e alla scuola-azienda: Il rifiuto di percorsi formativi orientati unicamente alle logiche aziendali anziché alla formazione di cittadini consapevoli.
  • Momenti formativi autogestiti: L’organizzazione di dibattiti alternativi su argomenti di attualità, politica, economia e affettività.
  • Sicurezza, regole e decoro: La creazione di un servizio di vigilanza interno e il rispetto rigoroso degli spazi e delle persone.
Condizione esterno struttura del Liceo Catalano

La vicinanza del corpo docente

A fare da cornice in questa fase della protesta è proprio la vicinanza dei docenti. Attraverso una lettera aperta, gli insegnanti hanno espresso solidarietà e comprensione per le ragioni dei ragazzi, sottolineando come le problematiche sollevate – dalla carenza di spazi alla necessità di investimenti nell’istruzione – rispecchino disagi reali e condivisi che toccano da vicino la vita quotidiana dell’intero istituto.

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