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13 Giugno 2024
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“Scrivi quando arrivi”: a Palermo un gruppo WhatsApp per donne che si aiutano nei rientri a casa notturni

Vi aderiscono solo donne: chi ha bisogno di compagnia chiede la disponibilità di qualcuna che resti in contatto con lei durante il tragitto. Così, in caso di pericolo, quest'ultima potrà chiamare aiuto

Consuelo Maria Valenza
Consuelo Maria Valenza
Insegnante, laureata in Filosofia e Scienze della formazione Primaria all'Università degli Studi di Palermo. Ha lavorato per dodici anni presso l'ufficio stampa della Conferenza Episcopale Siciliana. Collabora con diverse riviste e giornali. Cura la comunicazione e la pubblicità di attività commerciali e non. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24".
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PALERMO. “Ragazze, sto tornando a casa. Qualcuno mi può accompagnare?”: questa la richiesta di Maria, una giovane donna che venerdì scorso, dopo avere trascorso una serata con altre amiche, tornava a casa attraversando le strade della città.
Lei è stata la prima ad avere chiesto di essere accompagnata, seppur telefonicamente; è suo il primo messaggio su ‘#scriviquandoarrivipalermo‘, il gruppo whatsapp che, aperto da Maria Vittoria Cerami e Ida Serena Fragale, in pochi giorni ha già contato centinaia di adesioni.

“Scrivi quando arrivi” è, come si legge nel profilo Facebook , una “rete solidale di donne e ragazze che si aiutano e sorvegliano nei rientri a casa, anche notturni; è un gruppo che nasce con l’intento di dare la possibilità a donne di qualsiasi età  che devono affrontare un percorso per strada e si sentono insicure, di rimanere in contatto con altre che sono membri della chat ricevendo compagnia attraverso messaggistica istantanea (whatsapp), al telefono finché non si giunge a destinazione o di contare su chi in caso di pericolo possa chiamare il numero unico di emergenza 112”

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Le regole del gruppo sono semplici e chiare: “La donna interessata a ricevere compagnia chiederà sul gruppo la disponibilità di qualcuna connessa. Dopo questo primo contatto, le due continueranno le comunicazioni su chat privata o al telefono. Sarà sempre la donna interessata a scrivere (o a mandare messaggi vocali), o attraverso telefonata, durante il tragitto per dare indicazioni sulla sua posizione (se ella stessa lo ritiene necessario), sulla sua sicurezza affinché, in casi di pericolo, possano essere chiamati tempestivamente i soccorsi”.

Nel gruppo tutte donne, solo donne: alcune sono giovani ma non solo, molte sono le mamme ma anche le insegnanti, le psicologhe, le casalinghe, le avvocate; alcune sono single ma anche lavoratrici o studentesse, sposate e non, fuori sede.
Tutte donne, tutte insieme, le une per le altre. E tutte hanno sperimentato in più occasioni sia la paura di attraversare da sole le strade di Palermo, spesso al buio, sia il bisogno di chiamare qualcuno, nonostante la tarda ora, per sentirsi sicure fino all’arrivo a casa.

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Per questo Maria Vittoria e Ida Serena hanno voluto lanciare l’iniziativa, già avviata a Bergamo anni fa da una studentessa universitaria, ‘Scrivi quando arrivi’.

Maria Vittoria, Avvocata civilista e già responsabile dello Sportello antiviolenza Diana di Termini Imerese di cui ha consentito l’apertura, ha  spesso incrociato donne che hanno sofferto violenze, soprusi e discriminazioni. Per ognuna di loro lei ha impiegato tempo e risorse.
Ida Serena Fregale, professoressa di lingua inglese e docente a contratto per il Corso di Specializzazione sul Sostegno presso l’Università degli Studi di Palermo, ha preso parte a Laboratori di Teatro Sociale, ha organizzato attività mirate alla  valorizzazione dei soggetti più fragili.

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Dall’amicizia di queste due donne, che sempre hanno avuto a cura le povertà della città, prende le mosse Scrivi quando arrivi. Dalla loro amicizia protesa al bene comune questo spazio di sorellanza, in cui ogni donna si fa cura per l’altra. La numerosa adesione nei pochi giorni ha sorpreso le due fondatrici “La cosa ci gratifica – hanno detto – e allo stesso tempo ci fa comprendere quanto sia reale il bisogno di sicurezza nella nostra città”.

“Non abbiamo nessuna voglia di sostituirci alle forze dell’ordine con cui siamo in stretto contatto, e qualora sarà necessario ci rivolgeremo a loro. Abbiamo portato a conoscenza del prefetto di Palermo l’enorme richiesta di necessità di sicurezza da parte delle donne”.
Maria venerdì scorso è arrivata a casa serenamente. Dopo di lei altri “Sto tornando a casa, qualcuno mi può accompagnare?”. Nessuna richiesta è stata trascurata, perché a sostenersi sono tante  donne che avanzano con determinazione il loro diritto di essere donne e di essere libere.

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