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giovedì, 2 Febbraio 2023
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Donne e migrazioni: l’Aps Benin City di Palermo in dialogo con Trixiewiz e. V. e Cgil Palermo

Momento di formazione e scambio di pratiche con l’associazione tedesca e il sindacato. Il percorso è dedicato al “Transnational empowerment education with migrant and refugee woman”

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in Comunicazione Pubblica, d’impresa e pubblicità presso l’Università di Palermo e digital marketing specialist. Racconta le realtà associative che si occupano del sociale in Sicilia e la vita quotidiana delle comunità migranti siciliane, utilizzando i nuovi media

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PALERMO. Una formazione che, all’interno del proprio programma, risalta i valori della partecipazione e inclusione sociale attraverso un progetto europeo. È questo il fine di “Transnational Empowerment Education with Migrant and Refugee woman”, una iniziativa alla quale hanno partecipato la CGIL di Palermo, l’APS Donne di Benin City e l’associazione tedesca Trixiewiz e. V.

La nascita del progetto

Essere donne migranti e rifugiate in Europa e affrontare le tante sfide e opportunità della società attraverso una conoscenza delle diversità in termini di esperienze associative e della condivisione del proprio know-how. È così che nasce questa progettualità, così come riferito da Teresita Cannella, coordinatrice e fondatrice dell’associazione Trixiewiz e. V., operante in Germania che si occupa della promozione di una società solidale ed inclusiva: “Il progetto è nato l’anno scorso durante una visita a Palermo assieme ad una mia collega – riferisce Cannella -. Abbiamo incontrato la realtà delle donne di Benin City ed è nata una bella intesa perché abbiamo constatato tantissime cose in comune, soprattutto sul nostro vissuto di essere donne migranti a Berlino e abbiamo reputato importante creare dei momenti di scambio”.

 La struttura della 3 giorni

Uno spazio di ascolto “motivazionale” che possa dar risalto al diritto alla felicità, a una vita dignitosa e all’autodeterminazione delle donne. È questo ciò che n’è uscito dalla formazione svoltasi in queste tre giornate. “Purtroppo, nella quotidianità, è difficile per le donne nigeriane esprimere i loro sentimenti e i loro stati d’animo che riescono a far fuoriuscire grazie ai momenti formativi organizzati dalla nostra associazione” dichiara Osariemen Egbon, dell’associazione APS Donne di Benin City.

 Abbiamo parlato tantissimo del concetto di solidarietà cosa possiamo fare insieme, la lotta al razzismo, l’autodeterminazione, il diritto alla felicità ad una vita dignitosa e ciò ci porterà a programmare dei convegni, delle attività future e progetti che ci uniranno ancora di più”, aggiunge Teresita Cannella.

Soddisfatta Furaha Bijou Nzirirane, responsabile ufficio Migranti CGIL Palermo: “Fin dall’inizio abbiamo accettato la proposta dell’APS Donne di Benin City di ospitare e coorganizare questa iniziativa transnazionale che affronta temi come l’auto empowerment, la partecipazione attiva, la solidarietà – dichiara Bijou –. Abbiamo un coordinamento Donne all’interno della CGIL che da anni lavorare con le associazioni con il fine di migliorare le condizioni delle donne ancora oggi vittime di numerose disparità nella società – prosegue Bijou -. Abbiamo notato che condividiamo la stessa linea di pensiero con l’associazione Trixiewiz e V. per ciò che concerne la necessità di una maggiore presenza delle istituzioni in termini strutturali-organizzativi anche nella coprogettazione con il terzo settore per aiutare le donne a riprendere in mano la propria vita”.

Attività future

Gli incontri proseguiranno a Novembre attenzionando sia le esigenze specifiche della realtà associativa APS Donne di Benin City che la necessità di un dialogo costruttivo con le istituzioni comunali in un empowerment che possa attenzionare sia la sfera individuale che quella collettiva: “Ci sarà un terzo incontro a novembre che vorremmo ospitare per poi realizzare un report  – annuncia Bijou –. L’APS Donne di Benin City ha bisogno di spazi fisici dove le donne insieme alle loro bambine possono incontrarsi e dialogare con le altre comunità per trovare delle soluzioni dinamiche, inoltre, urge un tavolo tecnico con le istituzioni, tra cui il Comune di Palermo, per accrescere la consapevolezza e conoscenza dei problemi delle donne migranti costruendo insieme le risposte ai bisogni – Continua Bijou – vi deve essere altresì una progettualità che possa attenzionare altresì l’empowerment individuale delle donne oltre che collettivo” chiude Bijou.

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