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martedì, 16 Aprile 2024
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“Bonagia pulita”, la cura del quartiere parte da WhatsApp

Genitori e bambini hanno pulito la zona attorno all'Istituto Comprensivo "Mattarella-Bonagia", piena d'immondizia, erba sui marciapiedi, feci e topi. E lanciano un appello alle Istituzioni

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. Si sono armati di tagliaerba, scopa, palette e sacchi neri, pinza raccogli oggetti e hanno pulito la zona davanti l’ingresso della scuola dei loro figli. “Siamo all’Istituto Comprensivo ‘Mattarella-Bonagia’, nel quartiere omonimo. Il quartiere vive nel degrado”, denuncia una mamma, che ha due figli che frequentano la scuola e che venerdì ha riunito un gruppo di genitori in una chat Whats app “Bonagia pulita”, per colmare quel vuoto lasciato dall’Amministrazione.

Immondizia di fronte l’Istituto Comprensivo “Mattarella-Bonagia”

Marciapiedi inagibili con erba alta, i rifiuti occupano il resto dello spazio. Feci di cani e resti di topi. Strade non isolate, ma trafficate da chi frequenta la zona o porta i figli a scuola. Bambini anche di 4-5 anni. “Ci sono feci di cani, che attirano parassiti. Ci vogliono telecamere e cartelli. La spazzatura attira topi, ne abbiamo trovato uno, pulendo, stamattina, in stato di decomposizione davanti l’ingresso laterale della scuola. La scuola ha diversi ingressi. Topi morti e parassiti. Nessun diserbo, nessuna cura dei marciapiedi che le radici degli alberi hanno spaccato. Paghiamo le tasse. Dove sono i servizi per il cittadino? Dov’è la tutela della salute dei bambini? Contribuisce senza dubbio l’inciviltà delle persone. Ma c’è un’incuria estrema di chi amministra la zona”, continua la mamma.

Genitori e bambini puliscono la zona attorno all’Istituto Comprensivo “Mattarella-Bonagia”

“Siamo stanchi, al limite della sopportazione. Ci siamo adoperati con le nostre forze e con i nostri soldi. Lo facciamo per i nostri bambini ai quali chiediamo ‘scusa’ per essere rimasti fermi e zitti tutto questo tempo. Loro devono vivere in un quartiere pulito e degno, devono camminare in mezzo ai fiori e ai colori. Io da mamma non riesco più a stare in silenzio mentre guardo i miei figli camminare sulla spazzatura, tra le feci dei cani, per entrare a scuola. Loro hanno il diritto di essere tutelati e vivere in un quartiere sano, pulito e curato”.

Genitori e bambini puliscono la zona attorno all’Istituto Comprensivo “Mattarella-Bonagia”

Le segnalazioni non hanno alcun effetto. “Ti dicono che hanno mandato la pec o la mail, poi non si vede nessuno. Oggi è venuta la Rap per il diserbo di una strada, la via Panepinto, e hanno fatto un lavoro a metà. È vero che siamo abituati ad una città sporca, ma che si lascino le buste dell’immondizia davanti una scuola non è accettabile”, continua la mamma.

Genitori e bambini puliscono la zona attorno all’Istituto Comprensivo “Mattarella-Bonagia”

Il gruppo “Bonagia pulita” nasce venerdì dopo aver visto un cittadino lasciare indegnamente dei sacchi d’immondizia sul marciapiede di fronte l’Istituto. Sabato mattina la prima pulizia dei genitori e dei bambini: la mamma coi due figli, il suo compagno e altre due mamme con i loro bambini. Per continuare poi stamattina: oltre la mamma che ci ha messo a conoscenza dell’iniziativa, c’erano un papà e un volontario-residente della zona arrivato con un tagliaerba.

Genitori e bambini puliscono la zona attorno all’Istituto Comprensivo “Mattarella-Bonagia”

“Chi amministra la zona ci aiuti a tenere pulito questo quartiere”, questo è l’appello del gruppo ‘Bonagia pulita’ alle Istituzioni. “Quando abbiamo pulito sabato, la notizia è arrivata al rappresentante d’Istituto, alla preside e ad un consigliere comunale. Ma oggi eravamo di nuovo da soli. Bisogna pulire tutto il perimetro della scuola e mettere delle telecamere di sorveglianza, con dei cartelli ‘Chi non raccoglie gli escrementi verrà segnalato dalla scuola alle autorità competenti’. Questo può essere un buon deterrente”.

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