Home Cultura Il medico dei pazzi e la bellezza d’essere attrici

Il medico dei pazzi e la bellezza d’essere attrici

L’opera di Eduardo Scarpetta, presentata dall’Associazione Culturale Il Carrozzone, al Teatro Savio di Palermo. Ne abbiamo parlato con una delle attrici, Teresa Gravano, e con una spettatrice, anch’essa promessa teatrale, Matilde Carollo

PALERMO. È stato uno spettacolo esilarante, quello andato in scena domenica 29/05 al Teatro Savio, di via Evangelista di Blasi, 102/B, a Palermo: Il medico dei pazzi. La storia narra di Totò, lo zio ricco di uno scapestrato nipote che l’ha ingannato, negli anni, chiedendo sempre denaro; facendogli intendere che gli servisse per dirigere una clinica psichiatrica. Quando Totò arriva, d’improvviso, a Napoli, per visitare il ragazzo, quest’ultimo, preso d’ansia, ideerà l’ultimo stratagemma: far credere allo zio che la pensione Monte Pellegrino dove soggiornava fosse la clinica dei pazzi da lui creata. Ne nasce una simpatica commedia degli equivoci che troveranno, però, un triste epilogo: il ragazzo apparirà per quello che era, un truffaldino bisognoso di soldi.

Fra i giovani interpreti dell’opera di Eduardo Scarpetta, presentata dall’Associazione Culturale Il Carrozzone, con l’adattamento e la regia di Marilia Chiovaro e Gino Bonanno, la giovane interprete Teresa Gravano, figlia della giornalista palermitana, Alessandra Turrisi.

Abbiamo chiesto a madre e figlia, cosa significasse per loro tale esperienza. “Vedere mia figlia sul palcoscenico, mentre interpreta personaggi di ogni tipo o canta e danza – ci ha riferito Alessandraprovoca in me un sentimento di ammirazione per la sua tenacia e la sua sicurezza nell’affrontare le sfide, ma anche di gratitudine per i doni che ha ricevuto“.

Dal canto suo, Teresa, che per maturità dimostra molto di più dei suoi 16 anni, studentessa al Liceo Scientifico Albert Einstein, ci ha raccontato com’è nata la sua passione: “Dopo aver fatto 7 anni di danza, ho deciso di coltivare anche la passione per il canto; così ho preso a frequentare l’allora Accademia Internazionale del Musical (attuale Performing Arts School-PAS) dove si faceva anche recitazione. Da quel giorno di 5 anni fa non ho mai smesso di amare questa materia“.

Qualche anno fa uno dei miei colleghi dell’Accademia – ha continuato a dirci Teresa – mi ha coinvolto nell’allestimento del primo spettacolo della compagnia di Flavio Modica, di cui ora faccio parte, e, grazie a quest’ultima, la compagnia de Il Carrozzone mi ha conosciuta e chiamata a lavorare con loro nell’allestimento de Il medico dei pazzi“.

Le abbiamo chiesto cosa significasse per lei stare sul palco: ‹‹Per me stare sul palco è come quando si va in mezzo alla natura e, respirando, si sente l’aria fresca e pulita. Ormai è, per me, una necessità. È uno dei pochi posti in cui riesco a essere totalmente me stessa, libera››.

A vantaggio dei neofiti abbiamo chiesto anche a Teresa quali possano essere i requisiti necessari per candidarsi. Ci ha risposto, in modo schietto: ‹‹L’unico requisito necessario per recitare è la passione; senza questa, questo lavoro non si può fare. Il talento può servire, ma non è indispensabile: si coltiva e si sviluppa. Ma la passione è il motore della buona recitazione, secondo la mia ancora breve e umile esperienza››.

Della stessa una spettatrice de Il medico dei pazzi: Matilde Carollo, un po’ più piccola d’anni. Perché Matilde di anni ne ha 13, e ha trovato la commedia gradevole, divertente e adatta a tutte le età. Le è piaciuta, anche perché Matilde ha la stessa passione di Teresa: il teatro!

Anche di questa giovanissima ragazza abbiamo raccolto le emozioni: “Ho iniziato quest’avventura da meno di un anno. Fare teatro è la cosa più bella che abbia mai sperimentato: grazie al teatro mi sono aperta e mi trovo benissimo coi miei compagni. È un’esperienza unica, che consiglio assolutamente!“.

Ha tenuto ad aggiungere, Matilde, che nella vita frequenta la classe 3° della sezione musicale dell’Istituto Comprensivo “Carducci-Gramsci” di Bagheria: “Sono stata io a decidere di fare teatro, perché volevo provare cose nuove. Prima studiavo soltanto!“. Come Teresa, anche lei ci racconta: “Quando sto sul palco, mi sento benissimo, a mio agio, libera, leggera, felice d’aver raggiunto l’obiettivo d’esserci anch’io. Le mie insegnanti – di un corso di teatro chiamato “Casa Teatro”, che ha sede a Bagheria – sono bravissime ed è grazie a loro che ho sconfitto la mia timidezza“.

Conclude la nostra spettatrice/attrice: “Credo che anche gli attori dello spettacolo del teatro Savio si siano sentiti così… felici. Secondo me tutti dovrebbero provare questa meravigliosa esperienza, perché ti cambia veramente la vita“.

Abbiamo voluto offrirvi gli spunti riflessivi di queste due giovani donnine, perché possano essere di monito a quanti loro coetanei cercano la propria strada. La strada giusta è, abbiamo inteso, quella dove il cuore batte forte, vola in alto, e ti porta a divenire te stesso.

Palermitana, classe ’75, laureata in Scienze dell’Educazione. Moglie e mamma di famiglia numerosa, è appassionata di Teologia. Ultimato il triennio della Scuola Teologica di Base, prosegue gli studi all’arcivescovado di Palermo. Col marito e i figli è impegnata in parrocchia e nel Movimento dei Focolari. Giornalista pubblicista dal 2005, collabora con “Città Nuova”, “Test Positivo” (di cui cura la pagina di Letteratura) e “Il Mediterraneo 24”. Ha una predilezione per gli “ultimi”