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mercoledì, 6 Luglio 2022
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Donne e Islam a Palermo, l’impegno dell’associazione Fatima

Manel Bousselmi racconta le attività dell'organizzazione di volontariato, che raggruppa donne musulmane, in favore di bambini, donne, immigrati e famiglie bisognose: "Così creiamo momenti di condivisione"

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Una realtà che si impegna, attraverso tante iniziative solidali e sociali per promuovere i valori del dialogo e della condivisione attraverso il ruolo centrale delle donne che professano la fede islamica in una città poliedrica come Palermo. È questa la mission dell’associazione Donne Musulmane Fatima. Ce la racconta Manel Bousselmi, che ne è presidente.

Le iniziative dell’associazione Fatima nel periodo del Ramadan

Il Ramadan è un periodo che viene vissuto intensamente da tutta la comunità islamica a Palermo, l’associazione delle Donne Musulmane Fatima porta avanti, grazie al lavoro di rete costruito negli anni, delle iniziative solidali finalizzate a garantire dei pasti alle persone bisognose avviando quest’anno delle cene solidali presso il Giardino Handala. Un’iniziativa che quest’anno ha visto la collaborazione con l’associazione Pan-African United Front e ha previsto una raccolta fondi per organizzare il tutto: “L’iniziativa di quest’anno, in realtà non è una novità, bensì è il frutto del nostro impegno avviatosi alcuni anni fa – riferisce con entusiasmo Manel Bousselmi, presidente dell’associazione Donne Musulmane Fatima –. Tre anni fa, infatti, avevamo portato la cena alla Casa di Aldo perché tra gli ospiti vi sono persone di origine migrante che seguivano il digiuno. Le donne come gesto di solidarietà si impegnavano e ogni sera una di loro cucinava e portavamo poi a Piazza Santa Chiara o alla stazione centrale così come alla Casa di Aldo il cibo – prosegue Bousselmi –. Invece, è la prima volta che abbiamo pensato di fare la cena solidale perché abbiamo creduto che vi fosse la necessità di fare dei momenti di convivialità che potessero mantenere il senso di famiglia, condivisione. E lo vorremmo tramandare ai nostri figli perché qui il Ramadan lo si vive diversamente rispetto al nostro paese d’origine. Dunque considerando che Palermo è comunque la nostra casa, dobbiamo portare queste tradizioni e mantenerle nella loro essenza parlando tra di noi, condividendo questi momenti unici perché rappresentano una cosa bella, pura”.

Un impegno iniziato il 2 aprile per concludersi il 1° maggio con la consegna di 50 pasti caldi ogni sera alle persone bisognose superando qualsiasi forma di distinzione ma con il solo fine di  donare cibo e conforto in un mese che è stato intenso e pieno di emozioni, attraverso una campagna di raccolta fondi: “Avevamo lanciato questa raccolta fondi. Molte donne cucinano e donano dei loro contributi volontari. Nei giorni settimanali c’è una donna che cucina il pasto e lo portiamo grazie alla collaborazione con Karim dell’associazione Pan-African United Front, che li consegna alla Moschea, alla Stazione Centrale o alla Moschea Tunisina. Sabato invece andavamo al Giardino Handala per condividere questo momento e per dare senso e valore al mese sacro in cui dobbiamo condividere momenti d’amore, vicinanza per essere uniti insieme”.

Il contesto scolastico

In un contesto multiculturale, pieno di diversità identitarie, sociali e religiose, Bousselmi, riferisce che, all’interno delle scuole, bisogna lavorare di più per sensibilizzare le comunità scolastiche verso i valori degli alunni e delle alunne di fede musulmana in termini di tradizioni, usanze, spiritualità: “A scuola, purtroppo non è ancora affrontato questo argomento nel concreto – dichiara Bousselmi –. I nostri bambini capiscono che è un momento molto importante quello del Ramadan, si nota un intensificarsi delle attività di preghiera, della lettura del Corano, in particolare la sera. Dunque, loro lo percepiscono – continua Bousselmi –. Penso che il nostro ruolo come associazione è quello di far capire alle scuole la sacralità e il momento rilevante di questo mese del Ramadan dove i ragazzini devono seguire il digiuno e non possono fare la mensa rispettando i loro sentimenti religiosi”.

In riferimento alle mense e al rispetto delle diverse esigenze alimentari, Bousselmi riferisce il come ci siano ancora dei grandi passi da fare verso l’inserimento del cibo Halal nelle mense scolastiche palermitane: “Siamo ancora all’inizio, per adesso è un po’ troppo lontana questa cosa di avere una mensa halal qua a Palermo – dichiara Bousselmi – e c’è ancora tanto da fare per raggiungere questo obiettivo”. A suo avviso, “i bambini non devono negare la loro identità, devono esserne fieri”. “La cosa essenziale dunque è quella di vivere in pieno la ricchezza di questa doppia identità culturale e ammiro l’impegno dei nostri figli sebbene, purtroppo”. Manel Bousselmi, da 6 anni in città, riferisce di essere soddisfatta dell’“accettazione” del Ramadan quale festa attiva di una città poliedrica come Palermo: “Sono da 6 anni a Palermo e sono davvero contenta che quest’anno si parla di più del Ramadan, quando cammino per Corso Vittorio Emanuele sento le persone che parlano spesso della nostra festività, del digiuno e ciò mi rende entustiasta”.

Festa di fine Ramadan

L’associazione Donne Musulmane Fatima e Stra Vox hanno voluto organizzare, nei locali di Santa Chiara, un momento conviviale per i bambini e le bambine, che ha visto la partecipazione di animatrici della Romania e altre persone appartenenti ad altre comunità in un un clima festoso. Tutti i bimbi hanno potuto ricevere dei regali da parte delle due associazioni promotrici dell’iniziativa. 

Una sede per l’associazione Fatima

Fatima, l’organizzazione di volontariato di donne musulmane palermitane, ha trovato una nuova sede, in corso Alberto Amedeo, 33, grazie alla quale potrà potenziare i suoi servizi per i bambini, le donne, gli immigrati e le famiglie bisognose. Si tratta di un bilocale in affitto che, però, è tutto da arredare e attrezzare.
L’associazione si farà carico delle spese di affitto e funzionamento ed è già un bell’impegno. Da sola, però, non può farcela a trovare ciò che serve: sedie, tavoli pieghevoli, armadi, panchine in legno, un piccolo divano, un frigo, una scrivania con computer e stampante, tappeti, mobili per ufficio, una lavagna. Insomma, i volontari di Fatima contano sulla generosità dei palermitani affinché la nuova sede possa essere un centro di attività, di socializzazione e di assistenza e orientamento per tutti coloro che hanno bisogno.

Le attività future

Da ormai tre anni facciamo la festa dell’ EID AL-Fitr e dopo 2 mesi e 10 giorni subentra l’altro Eid, Eid al-Adha, festa del Sacrificio. Ogni anno facciamo queste due feste e proseguiamo le nostre attività con la distribuzione dei generi alimentari, creiamo dei momenti di condivisione per stare assieme e spero davvero che possiamo mantenere per il futuro questo nostro impegno dialogante verso la città”, conclude Bousselmi.

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