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martedì, 21 Maggio 2024
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Casa Áncora a Palermo apre le porte a donne e bambini

A un anno dall'apertura, sviluppati servizi a Ballarò per persone nate in città e migranti: dalle lezioni di lingua italiana alla sartoria narrativa. Accolta una donna nigeriana con due bimbi

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Accoglienza piena per chi è in difficoltà o per chi ha bisogno di fermarsi dalla corsa quotidiana. Ad aprire le sue porte, da quasi un anno, è Casa Ancora, nata dall’impegno di due persone consacrate: don Enzo Volpe e Maria Teresa Murgano con l’accompagnamento spirituale dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. 
Nell’ampia struttura – che era chiusa da anni – sita al Ponticello, a pochi passi dal mercato storico di Ballarò, si svolgono diverse attività per  bambini, bambine e donne. A partecipare sono in prevalenza minori e donne immigrate ma ci sono pure italiane. Tra le nazionalità presenti ci sono minori e famiglie di Bangladesh, Nigeria, Ghana e Afghanistan. Per le donne c’è uno spazio dedicato in cui, per il momento, si fanno lezioni d’Italiano, attività corporee e di danza; presto si attiverà, pure, la sartoria narrativa con il laboratorio “Filo da torcere”. Per i piccoli, invece, oltre alle attività di doposcuola, ci sono i laboratori creativi e di narrazione dei libri della piccola biblioteca.

I servizi vengono svolti, per il momento, da circa 15 volontari ma il numero è destinato possibilmente a crescere.
La particolarità di Casa Ancora è, pure, quella di essere entrata in relazione sinergica con altre associazione che interagiscono in modo diverso. Tra queste, ci sono l’associazione culturale Eoss, Livia onlus, la rete di Sos Ballarò, Arci Porco Rosso, Il Parco del Sole, Our Voice, il Forum antirazzista di Palermo, l’associazione Divento, il gruppo della Veglia contro l’omofobia.

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I lavori per la sistemazione della struttura e della casa non sono ancora conclusi. Coloro che volessero dare un contributo potranno farlo al seguente Iban IT02B0623004605000015155808 con intestazione: APS CASA ÀNCORA.

“Il primo grazie va sicuramente all’arcivescovo Corrado Lorefice che ci ha accolto fin dall’inizio con grande spirito paterno, credendo all’autenticità del nostro progetto. Essendo nati nel cuore del centro storico, siamo ancora in una fase iniziale di ascolto profondo del territorio per capire come orientare nel migliore dei modi tutte le nostre attività – dice la consacrata Maria Teresa Murgano -. L’intenzione è sicuramente quella di rispondere in maniera proficua ai bisogni di minori, giovani, donne e famiglie. Abbiamo notato che ai più piccoli piace leggere e quindi abbiamo creato un angolo della lettura creando una piccola biblioteca con i libri che ci sono stati donati. A questo si aggiunge anche il doposcuola perché è stata una richiesta degli stessi bambini. Per il momento ci aiutano i volontari ma, non escludiamo, in futuro, di avvalerci di figure competenti magari partecipando a qualche progetto. La prima cosa è quella di riuscire a garantire ai bambini e alle bambine uno spazio dove giocare e studiare perché molti di loro vivono in case piccole. Con le donne sta andando molto bene l’attività d’italiano e quella dedicata al movimento del corpo con la musica. Al centro di tutte le nostre attività mettiamo sempre la relazione, favorendo un ambiente più sereno possibile”. “Abbiamo anche una piccola casa di accoglienza dove – continua Maria Teresa Murgano – per adesso stiamo accogliendo una donna nigeriana con due bimbi che è nella prima fase di accompagnamento verso l’autonomia. Fra qualche giorno verrà accolto pure un giovane“.

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 “Casa Ancora, dallo scorso settembre, si è aperta all’accoglienza – aggiunge don Enzo Volpe -. In questo momento, abbiamo un piccolo nucleo familiare che ci è stato affidata dal tribunale. Oltre a lei, possiamo accogliere altre due persone. Quella nostra è una ospitalità con un approccio strettamente familiare. Sempre in questa dimensione di piccola comunità familiare, diamo la possibilità a chi lo desidera di fare una esperienza di fraternità condivisa“.

“Nel pomeriggio, nella struttura vicina alla casa, si svolgono tutte le attività di Casa Ancora – continua don Enzo Volpe -. Abbiamo al pianterreno le attività di sostegno scolastico e laboratori creativi per circa 20 bambini e bambine della scuola primaria. Percependo dalle famiglie questo primo bisogno, vediamo, con nostro grande piacere, che a questi piccoli piace molto studiare. Le famiglie sono tutte persone che lavorano in attività di collaborazione domestica o nel piccolo commercio. Abbiamo pure qualche situazione di maggiore fragilità sociale che seguiamo in accordo con le maestre della scuola Perez. Nel piano superiore ci sono, invece, i laboratori di attività corporea e di sartoria sociale finalizzati alla conoscenza di sé e alla valorizzazione della vita di relazione. Naturalmente, inoltre, insieme ad altre associazioni, seguiamo con varie iniziative, tutte le problematiche presenti a Ballarò. Fra queste, c’è soprattutto quella legata al forte consumo di crack. Purtroppo, anche vicino a casa nostra, sappiamo che molti giovani ma anche adulti  consumano questa droga”.   

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